Quando ho iniziato a frequentare le riunioni della redazione di Patria il periodico era ancora cartaceo. Il direttore era l’ottimo Wladimiro Settimelli; c’erano Umberto Carpi, straordinaria figura di intellettuale e di politico, Diego Novelli, già sindaco di Torino, Marisa Ombra, staffetta partigiana e vicepresidente nazionale dell’Anpi, Andrea Liparoto, responsabile della comunicazione, membro della segreteria nazionale. Il quadro si completava con due valentissimi ricercatori – Enzo Fimiani e Fulvia Alidori –, una giornalista di valore, Anna Longo, e una professoressa particolarmente attenta alle tematiche giovanili, dirigente provinciale dell’Associazione, Ada Filosa. Alle riunioni partecipava quasi sempre il Presidente dell’Anpi Carlo Smuraglia.

I primi tempi tutto ciò francamente mi faceva sentire un po’ in soggezione. Per fortuna alle riunioni partecipava sempre la segretaria di redazione, Gabriella Cerulli, che, grazie alla sua pluridecennale esperienza ed al carattere estroverso e cordiale (seppur molto volitivo, per usare un eufemismo), contribuiva a mettermi a mio agio. D’altra parte era stata proprio lei il riferimento nel tempo precedente quando, prima di entrare in redazione, collaboravo con Patria inviando i miei articoli.

Quando la Segreteria nazionale decise di trasformare il periodico da cartaceo a online e di rinnovarlo in modo molto profondo, si cambiò l’intero gruppo redazionale, ad eccezione del caporedattore – Andrea Liparoto – e della segretaria di redazione.

Gabriella aveva iniziato a lavorare per Patria, sia pure a part time, nel 1975, per poi passare a tempo pieno ed entrare, nel 1981, in redazione. Più di dieci anni dopo – nel novembre 1992 – diventava segretaria di redazione. E ha lavorato perciò con tanti direttori: Alfonso Bartolini, Lucio Cecchini, Giulio Mazzon e poi Wladimiro Settimelli. È facile fare i conti: 2017 meno 1975 fa 42: 42 anni per l’Anpi e per Patria. Non so se mi spiego.

Gabriella Cerulli con il direttore Gianfranco Pagliarulo e il caporedattore Andrea Liparoto

Sta di fatto che dopo quarant’anni di esperienza “cartacea”, Gabriella si è trovata di fronte ad un campo completamente nuovo: la costruzione di un periodico virtuale, l’apprendimento delle tecniche informatiche, e, per di più, il carattere e lo stile del nuovo direttore (cioè io stesso), che cercava di impostare il periodico in un modo del tutto originale. Insomma bisognava semplicemente inventare una cosa che prima non esisteva.

Non sta a me giudicare se tale impostazione abbia avuto ed abbia il successo e il consenso necessario. Sta però a me prendere atto della straordinaria capacità di Gabriella, trovatasi di colpo nel mare aperto dell’online, di trovare rapidamente la bussola e di riuscire a governare la barchetta della costruzione tecnica del periodico in modo da trasformarla in poco tempo in un bel veliero che navigava spedito fra le burrascose onde del web.

In breve, così è andata fino ad oggi, con una nuova redazione dotata di forti motivazioni e di grande valore.

Succede però, per un’inesorabile (e giusta) legge, che Gabriella vada in pensione. Dal 1° agosto. E succede, di conseguenza, che Patria debba riorganizzarsi per “parare il colpo”, e cioè rivedere la sua struttura cercando, assieme, di non perdere del tutto il vastissimo bagaglio di esperienza, di capacità (e di buon senso) che Gabriella Cerulli rappresenta.

Ed ecco la soluzione: la giornalista Natalia Marino, già membro della redazione online, collaboratrice di Patria da tempo immemorabile ed immancabile firma di questo periodico, diventa vicecaporedattore (il caporedattore è Andrea Liparoto) assorbendo anche in qualche misura le funzioni in precedenza svolte da Gabriella.

E la pensionata Gabriella Cerulli – direte voi – se ne va finalmente a casa a riposare? Sì e no. Gabriella rimarrà, in qualche modo, con noi perché farà parte della redazione portando in quella sede il suo contributo di presenza “storica” nella rivista.

Dunque Natalia vicecaporedattore e Gabriella nella redazione. Ci sembra una soluzione che renderà soft questo passaggio e che potrà consentire al periodico di tenere la rotta, continuando al meglio la navigazione.

Sono di prammatica gli auguri di buon lavoro a Natalia, pur sapendo che non ne avrà particolare bisogno grazie alle sue notevoli capacità professionali, alla sua sensibilità sociale e politica, al rapporto forte e consolidato con l’Anpi. Viceversa, non ci si può limitare, verso Gabriella, al ringraziamento di rito. Gabriella per Patria è stata qualcosa di più di una segretaria di redazione. Gabriella è una parte non piccola della memoria dell’Anpi nazionale e una figura centrale nella storia di questo periodico. Non sono sicuro che ne sia stata l’anima; sono invece certo che ne sia stata il cuore. E so che con lo stesso cuore continuerà ad aiutarci in questa splendida impresa che abbiamo chiamato Patria Indipendente online.

A Gabriella e a Natalia un abbraccio da parte mia e di tutte le compagne e i compagni della redazione. Un abbraccio grande e affettuosissimo. Davvero.