Raccontare la verità è sempre un fatto in controtendenza, raccontare la verità del buio della coscienza umana al compimento delle stragi nazifasciste durante la seconda guerra mondiale è qualcosa in più. Verità che spesse volte è stata tirata per la giacchetta di qua e di là, ma è sempre e solo una. Raccontarla bene è dunque un privilegio che di tanto in tanto ci viene concesso.

Il tema è esattamente questo: inenarrabili violenze nazifasciste a partire dalla strage di Conca della Campania (Caserta). La verità raccontata nel film “Terra Bruciata!” tocca le corde della sensibilità umana e dell’amara riflessione di ciò che è stato, senza di fatto impedire un artificio intellettuale, ovvero domandarsi se quella verità riguarda davvero solo vicende del passato morto e sepolto oppure se sia uno stato dell’anima che inibisce le nostre coscienze ancora oggi.

Potrei dunque limitare a questo la riflessione sul bel film di Luca Gianfrancesco (prodotto da Mediacontents e Istituto Luce), cioè dire che raccontare la verità è fatto meritorio sempre e comunque, punto e basta. Ma offenderei la qualità del lavoro fatto e l’intensità del racconto senza aggiungere che questo film (film documentario, come si direbbe, se non avesse anche un alto valore artistico oltre che documentale) descrive le vicende di ieri inducendoci a uno sguardo severo e critico su quelle di oggi. Diseguaglianze, discriminazioni, violenza, disumanità, sopraffazione sono fatti di oggi, non solo di ieri, se pure in quella tragica fase storica abbiano raggiunto l’apice.

Il film fa suo l’assunto secondo cui la storia possa essere raccontata attraverso le storie. E quella protagonista del film è una delle storie (raccontata a più voci, quindi attraverso tante altre storie) che poi fanno la storia. Perché? Forse proprio per quel dovere morale di far sì che la memoria non sia un esercizio mentale o solamente ricordo del passato, ma viva oggi come monito per l’umanità.

Il film si articola su tre linee narrative principali: le interviste agli storici e ai testimoni oculari, i reenactments e i materiali d’archivio. È girato bene. Ognuno dei piani agisce con unità d’intenti al fine di esprimere al meglio il clima generale. Ogni “attore” (mi riferisco anche ai narratori e non solo ai personaggi) recita la parte non per se stesso ma per l’obiettivo finale della conoscenza, tutti al servizio del bisogno di fare chiarezza ed esprimere il giusto riconoscimento al sacrificio di chi ha dato se stesso, anche inconsapevolmente, nella speranza di un domani migliore.

Le giovani generazioni siano dunque le destinatarie del messaggio più importante. Quest’opera è utile perché ci fa capire che la memoria è oggi, chi la concepisce al passato vuol dire che crede sia un orpello della storia. Noi no.

La ricerca della verità non è l’unico cimento di questo film, ad essa va affiancato il bisogno di giustizia per vicende troppo a lungo negate o declassificate, usando il leimotiv che la Resistenza è stata soprattutto del centro-nord e che comunque la guerra autorizza a tutto.

Di fronte alla prima riflessione, va detto che la Commissione storica italo-tedesca, presentando una relazione conclusiva nel corso del 2012, allegando un documento intitolato “Banca dati delle violenze nazifasciste denunciate dai Carabinieri (1944-1946)” che scorpora le violenze nazifasciste, dividendole per provincia, sancisce che le violenze compiute sono state più numerose in provincia di Arezzo, in cui vengono realizzati 160 atti di violenza che coinvolgono 970 persone, di cui 919 uccise, e subito dopo c’è Caserta (provincia in cui avviene la strage di Conca della Campania raccontata nel film) con 227 episodi in cui sono coinvolte 736 vittime, di cui 470 uccise. La terra bruciata quindi è questa, seguendo una tecnica militare accuratamente usata dai tedeschi durante la ritirata, che pure attuavano la politica del “Nacht und Nebel”, (notte e nebbia), secondo cui nulla doveva restare ai posteri e un giorno poter dire “non c’è più nessuno”. È chiaro perciò quanto eroico sia l’agire di chi ricorda e racconta i ricordi proprio perché nulla venga cancellato nella notte e nella nebbia e la memoria non venga seppellita.

“Nacht und Nebel”, una lapide in memoria delle vittime di un lager nazista (https://en.wikipedia.org/wiki/Nacht_und_Nebel#/media/File:KZ-Hinzert-Plakette-Nacht-und-Nebel.jpg)

Riguardo alla seconda riflessione, la risposta è nelle parole dello storico Gerhard Schreiber, il quale sancisce che “Nella Terra del Lavoro i tedeschi si resero colpevoli di atti inumani che non trovano alcuna giustificazione neanche nella spietata legge di guerra”.

Sullo sfondo il laboratorio del Meridione in cui emerge la vera natura di eserciti, inizialmente “pacifici” o comunque tollerati che diventano demoniaci, cioè ciò che sono sempre stati per natura malcelata, capaci di tutto.

Gli storici danno una grande mano a fare chiarezza, ricordiamo i consulenti del film: Giuseppe Angelone, Giovanni Cerchia, Felicio Corvese, Carlo Gentile, Gabriella Gribaudi, Isabella Insolvibile; ma sono i ricordi dei protagonisti ancora in vita il pezzo forte, raccontati in modo garbato. Si pensi a Vincenzo Iulianiello, che il 1° novembre del ’43 ha assistito alla strage di Cave di Conca della Campania in cui vennero trucidati 19 civili, nascosto fra le fronde del vicino bosco. Si pensi ad Andrea Maccarone e Ziva Modiano e con loro a quei mille compagni stipati in vagoni bestiame, lungo il viaggio per raggiungere i campi di lavoro a Dachau e lì essere internati, colpevoli di essere ebrei, diversi o semplici oppositori. Si pensi a chi ha visto il padre uscire di casa per l’ultima volta e, a pochi mesi di distanza, assistere alla penosa esumazione del cadavere e oggi battersi per salvaguardare la memoria di quell’eccidio, riuscendo nel 2013, nel settantesimo della strage, a far erigere un monumento a ricordo delle vittime, questa è Graziella Di Gasparro. E si pensi a Elena Valente che ricorda la disperazione dei genitori per la razzia delle merci nella bottega di famiglia e lo sgomento di quando appresero della rapina di tutti i beni posseduti in casa (nella sua lucida memoria è ancora vivo il terrore di quando un ufficiale tedesco fece irruzione in casa e, non trovando il padre, minacciò la madre di ritorsioni). E si pensi poi a chi non ce l’ha fatta e non può ricordare, si pensi che dobbiamo farlo noi per loro. Questo film lo fa!

È questa la Memoria del Paese, condivisa da tutti, a condizione che resti sempre sinonimo di verità, altrimenti meglio non sia condivisa da chi la vuole faziosa, da chi erige muri, da chi considera il male come un incidente di percorso della storia, da chi vede gli uni uguali agli altri. Perché, oggi come ieri, c’è chi si è battuto e si batte per un sistema di valori che dia riconoscimento alla persona umana e chi per il suo annientamento. Se non è condivisa questa memoria, ci teniamo ben stretta la nostra, quella dalla parte giusta della storia, quella che “Terra Bruciata!” racconta bene e fedelmente.

Vincenzo Calò, responsabile Anpi area Sud e componente del Comitato nazionale Anpi


La prima presentazione di Terra Bruciata! sarà a ROMA il 19 aprile 2018 al Cinema Farnese, alle ore 20,30. Parteciperà la Presidente nazionale Anpi, Carla Nespolo. Repliche il 23, 24 e 25 aprile.

Il film è inoltre in programmazione in numerose sale italiane.

Gli iscritti Anpi, muniti di tessera, avranno diritto a pagare la metà del prezzo del biglietto.

Le sezioni Anpi che volessero far proiettare il film nel cinema della propria città possono contattare Federica Di Biagio: f.dibiagio@cinecittaluce.it – Tel. 06 72286271 (orari di ufficio)

Ed ecco le date già previste:

NAPOLI, cinema MODERNISSIMO, presentazione il 23 aprile e replica il 24; poi dal 26 aprile al 2 maggio nella sala Videodrome

PIEDIMONTE MATESE, cinema COTTON MOVIE, 24 aprile

CASERTA, cinema DUEL dal 23 al 25 aprile; matinèe il 26 aprile

SALERNO, Teatro delle ARTI, 26 aprile e replica il 27; cinema UMBERTIDE, 27 aprile

SPOLETO, SALA PEGASU, 28 aprile

TERNI, cinema CITYPLEX, 29 aprile

CAMPOBASSO, cinema MAESTOSO, 3 maggio

FIRENZE, cinema LA COMPAGNIA, 8 maggio

TORINO, cinema FRATELLI MARX, 9 maggio

MILANO, cinema OBERDAN, 10 maggio