Ferdinando Pappalardo

20 “pietre d’inciampo” a ricordo dei martiri della strage del 28 luglio

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28 luglio 1943, la strage di Bari

Applicando le disposizioni del gen. Roatta l’esercito spara sui manifestanti che chiedono di rimuovere i simboli fascisti: 38 feriti e almeno 20 morti. Nello stesso giorno il massacro delle Reggiane. Il 9 settembre “la difesa del porto”: mentre è in corso l’accanita resistenza di civili e militari, un gruppo di ragazzi blocca un convoglio della divisione “Goering” a colpi di bombe a mano

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“Camilleri sono!”

Non solo uno straordinario “contastorie”, ma anche una figura esemplare per milizia etico-civile. Sfidando ostilità e incomprensioni ha rappresentato una delle poche eccezioni in un panorama culturale dominato dal conformismo. Un prezioso insegnamento per coloro che non si rassegnano alla marcia trionfale del populismo, in favore della democrazia, dei diritti inalienabili degli individui, della pace  

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L’uomo che parlava troppo

Un’analisi della retorica di Matteo Salvini: come parla e perché parla così. La sua astuzia consiste nel cavalcare cinicamente le paure generate dalla diffusa percezione di vivere in un mondo governato da meccanismi impenetrabili e perciò ostile, lasciando al contempo intendere che i problemi sono meno complessi di quanto appaiano, che la loro soluzione è facile