Sebben che siamo…
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mercoledì 22 Luglio 2026
Relazioni di confine. In memoria dell’eccidio di Peršmanhof
Dalle vallate friulane e carniche alla parte di Carinzia abitata da minoranze slovene, fino alla fattoria luogo simbolo della Resistenza jugoslava, e oggi museo, dove il 25 aprile 1945 i nazisti sterminarono 11 persone, tra cui sette bambini. Il viaggio per celebrare le vittime è divenuta occasione per rileggere una storia di germanizzazione forzata, deportazioni e lotta partigiana internazionale. Inoltre recenti operazioni della polizia austriaca hanno preso di mira un campo estivo antifascista, ospitato dalla struttura, con circa 60 giovani (alcuni anche italiani). Un blitz che, pur giudicato illegittimo da una commissione governativa, ha riaperto antiche paure e rilanciato il valore della vigilanza democratica
martedì 21 Luglio 2026
Milano, dove il vento del Nord soffia ancora e canta libertà
Nella città Medaglia d’Oro della Resistenza, l’ANPI provinciale ha celebrato gli ottant’anni della Repubblica, dell’Assemblea Costituente e del voto delle donne con una serata al Castello Sforzesco, culminata con la platea in piedi a cantare Bella ciao. Il presidente provinciale dei partigiani, Primo Minelli: “La memoria dell’antifascismo si rinnova, è questo l’impegno. In cantiere abbiamo già altri appuntamenti”. Applauditissimo il presidente nazionale dell’associazione, Gianfranco Pagliarulo, di cui proponiamo l’intervento integrale
martedì 21 Luglio 2026
Quando Lenin non capì gli italiani e arrivò il fascismo
I bolscevichi trasformarono la Prima guerra mondiale in rivoluzione, l’esercito si sollevò contro i comandi e il vecchio ordine crollò. In Italia, invece, tra le forze di sinistra prevalse il “né aderire, né sabotare”, mentre i proletari diventati soldati furono costretti a fucilare i loro compagni obbedendo agli ordini criminali dei generali. Nessuna fratellanza, nessuna pietà, solo obbedienza. Un conflitto che non avrebbe dovuto essere combattuto si trasformò in tragedia collettiva. Errori, paure e responsabilità che continuano a pesare sulla memoria civile. E oggi, quali scelte siamo davvero in grado di riconoscere e quali rischiamo di ripetere?







