Sebben che siamo…
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martedì 22 Settembre 2026
A tutti quelli che “Ci vuole prima un programma”
Tutti noi un riferimento ce l’abbiamo già, e lo teniamo ben presente ogni volta che avvertiamo vuoti, carenze e contraddizioni nei nostri sistemi di convivenza: dalla scuola (per tutti) alla sanità, dal lavoro alla differenza di genere, persino al clima che ci ha soffocato in questi mesi d’inferno. In un Paese dove la disaffezione al voto cresce e milioni di cittadini rinunciano a partecipare, vale anche la pena ricordare, presidio essenziale della democrazia italiana, il divieto assoluto di ricostituire il disciolto partito fascista. Vogliamo consultare il “libricino delle regole fondamentali” che si chiama Costituzione?
lunedì 21 Settembre 2026
Processo di pace in Turchia: non sarà una passeggiata
Nell’ottobre del 2024 Devlet Bahçeli, numero uno del partito Mhp e alleato del presidente Erdogan, aveva dichiarato che era venuto il tempo di permettere a Abdullah Öcalan di parlare davanti alla Grande Assemblea Nazionale, il parlamento turco, aprendo la strada a un confronto che portasse alla pacificazione. Ma le criticità sono ancora molte e sarà complicato superarle. La Turchia conosce bene la capacità del leader del movimento curdo di guidare il suo popolo e per questo preferisce tenerlo rinchiuso in prigione. Insomma vara una legge che forse libererà molti detenuti politici, tranne chi l’ha resa possibile. Ecco a che punto siamo e quali sono i principali nodi da sciogliere
domenica 20 Settembre 2026
Malati di mente, disabili o oppositori? Per il fascismo tutti da internare in manicomio
La definizione vaga di “follia” permise al regime di segregare chiunque non fosse allineato. Gli ospedali psichiatrici divennero manicomi giudiziari – Aversa, Montelupo, Reggio Emilia – dove persone private dei diritti civili e politici venivano sottoposte a terapie pesantissime. E molte donne finirono dentro solo perché giudicate ribelli. La psichiatria dell’epoca adottò pratiche fondate sul razzismo scientifico e contribuì a trasformare il dissenso in una patologia. Lo stesso criterio si abbattè sull’infanzia: per i bambini con disabilità o in difficoltà si istituirono classi e strutture separati. Oggi, mentre qualcuno ripropone “classi distinte”, quella storia torna a bussare e a preoccupare




