Sebben che siamo…
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mercoledì 18 Febbraio 2026
I quattro chiodi e il martello dell’autorità, viaggio nella riforma della magistratura
Non è un intervento tecnico, ma il tassello di un più ampio disegno che smonta, pezzo dopo pezzo, i presidi costruiti dai Costituenti per garantire l’equilibrio degli assetti istituzionali e l’autonomia dell’ordine giudiziario. Dal sorteggio che svuota il CSM, alla nuova Alta Corte disciplinare, fino alla spinta alla verticalizzazione del potere, il progetto ridisegna l’intero impianto in senso gerarchico e politicamente permeabile. In un clima segnato da retoriche securitarie e da un referendum anticipato, ANPI e comitati del NO chiamano alla difesa dei cardini della nostra architettura repubblicana
martedì 17 Febbraio 2026
Referendum, le voci del NO si alzano in tutto il Paese. La tappa di Lenola
Iniziativa riuscitissima nella città di Pietro Ingrao. In una sala stracolma si è discusso delle ragioni che portano a respingere la “riforma” della magistratrura. I Padri e le Madri costituenti, seppure di diversa appartenenza politica, hanno saputo ritrovarsi nella scrittura della Carta fondamentale della Repubblica Italiana garantendo la separazione dei poteri, e a distanza di ottant’anni tutti gli interventi hanno concluso con un unico, unanime appello: andare e invitare a votare NO
martedì 17 Febbraio 2026
Riorganizzazione del partito fascista. Dalla Cassazione a Sezioni Unite alle aule di tribunale: la condanna di CasaPound a Bari
Emilio Ricci, vicepresidente nazionale ANPI
I profili tecnico-giuridici, il caso giudiziario, il rapporto tra le leggi Scelba e Mancino. Su un piano più ampio, la pronuncia dei giudici richiama il vincolo costituzionale antifascista e l’esigenza di contrastare in radice fenomeni che possano tradursi in tentativi di riemersione di forze o pratiche contrarie ai principi democratici. Ora si riapre la questione dello scioglimento. A chi spetta? Secondo le norme, può avvenire tramite l’intervento della Procura della Repubblica o del ministro dell’Interno sulla base di elementi concreti, dopo sentenze definitive che accertino l’illiceità dell’attività di un’organizzazione





