Sebben che siamo…
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venerdì 11 Settembre 2026
Il vento nero dell’Est tedesco e le crepe dell’Occidente
Dalla Sassonia‑Anhalt alle urne europee, passando per l’Italia e gli Stati Uniti, la nuova destra identitaria cresce tra giovani, operai e disillusi, trasformando rancori sociali in consenso. A Marzabotto, città martire dove il passato continua a interrogare il presente, in un convegno internazionale storici e studiosi proveranno a capire come difendere una democrazia che si incrina proprio mentre la paura diventa l’arma politica più efficace
giovedì 10 Settembre 2026
Quella paura di scivolare sempre più in basso che porta l’acqua al mulino delle destre
Marx ed Engels immaginarono che la piccola borghesia avrebbe finito per schierarsi con gli operai. La storia, però, prese un’altra direzione e dopo la Prima guerra mondiale quel ceto impaurito aprì la strada al fascismo in Italia e al nazismo in Germania. Oggi le incertezze sociali tornano a pesare e impongono una ridefinizione teorica del ruolo delle classi intermedie. Per invertire la rotta occorre ripensare i concetti di “sicurezza” ed “eguaglianza”, costruendo politiche nuove sull’immigrazione come questione strutturale. L’àncora più solida contro ogni deriva autoritaria resta l’articolo 3 della Costituzione: una promessa di giustizia sociale che non abbiamo ancora saputo attuare
domenica 6 Settembre 2026
Francesco Guccini, il cantore dell’Italia che non si arrende
Nato a Modena il 14 giugno 1940, Francesco Guccini si è spento il 6 agosto 2026, a 86 anni, nella casa di Pàvana, sull’Appennino tosco‑emiliano, lasciando orfana una vasta comunità culturale. Il “Maestrone” ha trasformato quasi sessant’anni di musica in una narrazione unica della coscienza civile del Paese. La sua poetica, nutrita di esperienza personale, letteratura, cronaca e impegno antifascista, ha attraversato le fratture del Novecento. Da Auschwitz a Dio è morto, da La locomotiva a Quel giorno d’aprile, le sue canzoni hanno raccontato guerre, Resistenza, contestazione, sconfitte generazionali e trasformazioni sociali, intrecciando poesia e responsabilità civile. La sua opera, lontana da ogni propaganda, ha fatto della canzone uno spazio di critica, libertà e memoria attiva. “Io chiedo: quando sarà che l’uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare. E il vento si poserà”





