Sebben che siamo…
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mercoledì 16 Settembre 2026
“Caro consigliere, la storia non si riscrive, si rispetta”
Nicola Maestri, presidente provinciale ANPI Parma
Il consigliere regionale e comunale di Parma Priamo Bocchi (Fratelli d’Italia) riferendosi ai caduti di piazza Garibaldi ha parlato di “cosiddetto eccidio”. Inaccettabile usare un simile aggettivo, un eccidio è una strage, un’uccisione di massa. Come quella dei sette antifascisti, di cui due combattenti partigiani, uccisi per rappresaglia dalle brigate nere nella notte tra il 31 agosto e il 1° settembre 1944, i loro corpi trasportati al cimitero della Villetta e lì esposti con il divieto di rimuoverli. Non è una questione di opinioni politiche, ma di fatti. La ricostruzione della vicenda, che ha coinvolto direttamente anche la famiglia di chi scrive
martedì 15 Settembre 2026
Viaggio a Cefalonia, ritornando sui luoghi del massacro nazista
Dalla Fossa degli Ufficiali al promontorio di San Teodoro, attraverso gli scenari dove la Divisione Acqui scelse la Resistenza, dopo un referendum che sancì il rifiuto di consegnare le armi algi ex alleati, e pagando con la vita quella pronuncia di dignità. Tra monumenti, lapidi, testimonianze e un mare che custodisce i caduti, l’isola racconta la decisione dei militari italiani di morire a testa alta, l’occultamento dei crimini, la protezione offerta dai civili greci e la nascita delle brigate miste con la lotta di Liberazione ellenica. Una terra che ancora oggi cammina nella storia, dove la memoria non si è mai spenta
lunedì 14 Settembre 2026
Il Cile e il ritorno del silenzio: Kast, l’11 settembre e la battaglia sulla memoria
La decisione del governo di rinunciare a ogni atto ufficiale nell’anniversario del golpe del 1973 segna una svolta nel rapporto fra Stato e una delle pagine più buie della sua storia. Per la prima volta dalla fine del regime militare, la Repubblica rinuncia a un gesto pubblico di riconoscimento delle violazioni dei diritti umani, trasformando una propria responsabilità in una questione affidata ai cittadini. Una scelta che altera gli equilibri della democrazia del Paese e riapre il confronto sul rapporto fra politica, passato e responsabilità collettiva




