Sebben che siamo…
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martedì 14 Aprile 2026
Dal 25 Aprile al 2 Giugno, la nostra lunga e festosa primavera resistente
Carlo Ghezzi, vicepresidente nazionale vicario Anpi
Nel pieno di una crisi internazionale sempre più grave, l’ANPI rilancia l’urgenza della pace, richiama il Paese ai valori fondativi e alla storia unitaria e vittoriosa della lotta di Liberazione con l’insurrezione del 1945, l’80° della Repubblica, il ruolo decisivo e il voto delle donne, l’elezione dell’Assemblea Costituente nel 1946. Rinnova un ricordo gioioso per restituire il significato profondo dei processi politici, istituzionali e sociali attivati in quella stagione radiosa che ha cambiato l’Italia. Con la Carta esposta a nuovi rischi, riafferma la necessità di una difesa attiva e partecipata, sostenendo le iniziative civiche che ogni anno animano città e paesi. Invita a un fronte largo, pacifico e antifascista contro ogni rigurgito di autoritarismo e razzismo. Il calendario delle iniziative è già in cantiere
Anniversari Anpi Antifascismo Democrazia Guerra e Pace Resistenza
martedì 14 Aprile 2026
Storie di Nado. L’incanto inquieto di un maestro delle forme
Milano rende omaggio a Nado Canuti, artista senese di nascita ma meneghino d’adozione, partigiano giovanissimo durante la guerra, con una mostra a ingresso gratuito allestita nella prestigiosa Casa della Memoria. Organizzata anche con il contributo dell’ANPI, sarà inaugurata mercoledì 22 aprile e resterà aperta fino al 24 maggio. Un percorso intenso attraverso la lunga vicenda creativa di un genio innovativo: scultore del dopoguerra, sperimentatore inquieto tra materia, pittura e visioni. In esposizione i diversi registri della sua poetica, con fiabe sospese, teatrini minimi, ombre cinesi, figure espressionistiche, paesaggi interiori e meccanismi visionari, in una sintesi che restituisce la bellezza sincera e la coerenza di un profondo immaginario. Tutte le info utili
lunedì 13 Aprile 2026
L’Ungheria volta pagina. Crolla Orbán, la nuova fase tra macerie politiche e nuove responsabilità
Il Tisza di Péter Magyar conquista oltre due terzi del Parlamento e chiude sedici anni di dominio orbaniano in un’elezione segnata da un’affluenza senza precedenti dal 1989. Budapest e le città festeggiano, le campagne suonano, il desiderio di cambiamento attraversa la Repubblica magiara. Ora al leader neoeletto spetta il compito più difficile, ricucire un Paese diviso, rilanciare economia e servizi pubblici, riallacciare i rapporti con l’Ue in un quadro istituzionale dominato esclusivamente da forze di destra e privo di una sinistra rappresentata in Assemblea







