Sebben che siamo…
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mercoledì 8 Luglio 2026
Aldo Tortorella, quella sinistra che non smetteva di cercare
Alessandro Pollio Salimbeni, vicepresidente nazionale ANPI
Il partigiano, il giornalista, il dirigente comunista, l’intellettuale che insegnò alla politica a dubitare sempre, in nome di “quella che pensiamo possa essere la verità”. Dalla Milano clandestina alla direzione dell’Unità, dalla strategia democratica dopo Piazza Fontana alla collaborazione strettissima con Enrico Berlinguer e a ogni nodo decisivo della storia italiana e internazionale. Dodici mesi dopo la scomparsa, e nel centenario della nascita, il suo dubbio creativo, il suo rigore democratico restano misura del nostro presente
martedì 7 Luglio 2026
Il canto anarchico e socialista. Una nuova lettura della storia nazionale
“Addio Lugano bella”, “Amore ribelle, “Quella sera a Milano era caldo”, “Figli dell’officina”, “Bella ciao”. Una ricostruzione originale dei percorsi della cultura musicale che dalla Resistenza ha accompagnato le lotte degli anni Sessanta e Settanta e i profondi cambiamenti del Paese. Dal tentativo tambroniano di imporre politiche reazionarie di deriva fascista, fino alle rivolte di piazza che hanno visto grandi frange di popolazione impegnate nelle lotte per i diritti civili. Un vasto repertorio che è diventato inno collettivo, protesta cantata a ogni latitudine. La riscoperta dell’eredità del lavoro di “Cantacronache” e del “Nuovo Canzoniere Italiano” Con un unico filo rosso: le voci femminili e il ripudio della guerra
domenica 5 Luglio 2026
Magnifica Humanitas: la pace come contro‑potenza nell’era dell’IA e dell’Onda nera
La prima enciclica di Leone XIV affronta la sfida tecnologica e il presente geopolitico partendo dalla dignità umana, dalla fragilità come valore e da una visione sociale che intreccia giustizia, verità, lavoro e memoria. Il documento ripercorre l’intero cammino della Dottrina sociale, dalla “Rerum novarum” alle svolte di Paolo VI e Francesco. La lettura dell’Intelligenza Artificiale si inserisce in una critica della cultura della forza e in una riflessione che chiude definitivamente la dottrina della guerra giusta. Nel quadro dei conflitti attuali emerge anche un riferimento alla devastazione di Gaza e alla sofferenza dei civili, rilanciando responsabilità, dialogo e una convivenza radicale. Un testo che parla a credenti e non, mentre il mondo scivola verso nuovi rischi globali









