Sebben che siamo…
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sabato 5 Settembre 2026
Lo storico che non si arrese. Marc Bloch e la verità come ultimo atto di libertà
Un percorso umano e intellettuale che attraversa due guerre, una rivoluzione storiografica e la scelta estrema della clandestinità. Dalla nascita della scuola de Les Annales alla lotta contro il nazifascismo, la sua vita mostra come la ricerca rigorosa delle fonti e la critica delle testimonianze diventino un esercizio di responsabilità civile. L’arresto, la tortura e la fucilazione non ne hanno cancellato l’eredità. Ha ricevuto il massimo riconoscimento civile che la Francia conceda, l’inumazione al Panthéon, ma lo studioso che ha smascherato i meccanismi delle falsità collettive è finito paradossalmente intrappolato in un racconto infondato sulle sue ultime parole
giovedì 3 Settembre 2026
Quell’estate insanguinata del 1944. Che non è finita
La violenza fascista, le omissioni e le verità negate continuano a pesare sulla nostra idea di giustizia. Il procuratore militare Marco De Paolis e lo storico Paolo Pezzino con “Le stragi sulle Apuane. Bardine di San Terenzo, Valla, Vinca. Il processo, la storia, i documenti” (Viella, 2026, pp. 180) ricostruiscono la strategia militare tedesca e la radicalizzazione della repressione antipartigiana, riportando alla luce il ruolo diretto delle formazioni della Rsi nei rastrellamenti e nelle uccisioni. Ma il libro non ferma agli eccidi, segue la lunga durata del crimine, le rimozioni, i silenzi e il faticoso cammino per arrivare nelle aule dei tribunali decenni dopo
giovedì 3 Settembre 2026
Afghanistan, parlano le donne: “Solo attraverso la lotta possiamo trovare la nostra strada”
Grazie a un’iniziativa di Cisda (Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane) le donne dell’organizzazione femminista e laica “Rawa” (Revolutionary Association of the Women of Afghanistan), hanno potuto raccontare la situazione attuale. L’imperialismo statunitense ha riportato i talebani al potere. Cinque anni dopo il loro reinsediamento “l’unica cosa che è cambiata è che sono diventati più spietati”. Nel Paese più difficile al mondo per il genere femminile, il lavoro di Rawa è fondamentale perché costruisce delle possibilità investendo sull’istruzione, crea coscienza critica, sviluppa la formazione professionale per dare un sostegno a famiglie che vivono in povertà, ma anche per offrire una forma di realizzazione a quella parte di società costretta a vivere segregata




