Sebben che siamo…
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sabato 3 Ottobre 2026
“Processo al futuro”. A Melfi la quarta Festa dello studente antifascista
Anna Martino, presidente Sezione ANPI Melfi
Trasformando la memoria in un laboratorio di cittadinanza attiva, ha visto anche questa volta una straordinaria partecipazione. L’obiettivo è quello di radicare i valori della Resistenza tra le giovani generazioni attraverso linguaggi nuovi. La forza dell’iniziativa risiede proprio nella sua capacità di divenire uno scudo critico contro i tentativi odierni di revisionismo storico e di erosione dei diritti democratici. Sempre nella cittadina del Vulture, il 20 settembre, è stata organizzata una cerimonia in ricordo degli IMI, i soldati che furono internati perché dissero no al fascismo. Il saluto della presidente della sezione ANPI, figlia di uno dei 650.000 militari privati dello status di prigionieri di guerra e costretti a condizioni disumane nei campi di detenzione del Reich
venerdì 2 Ottobre 2026
San Fratello (ME), è nata la sezione ANPI “Vincenzo Consolo”
Nell’83° anniversario dell’uccisione per mano nazifascista del ventinovenne sanfratellese Benedetto Montalto, la commemorazione è stata occasione per riportare alla luce, attraverso documenti rinvenuti negli archivi dell’OSS, una vicenda rimasta a lungo nell’ombra: l’Operazione Husky e la guerra segreta sui Nebrodi per la liberazione della Sicilia, sullo sfondo dei rapporti tra intelligence statunitense, mafia e politica italiana. L’iniziativa ha segnato anche l’atto fondativo di un nuovo presidio di Resistenza e antifascismo, nel solco dell’eredità civile e letteraria dello scrittore cui è intitolato, il riconoscimento di un lascito e dell’impegno antropologico cui ha consacrato la sua vita, e di quella “Lingua Altra” che è la lingua del riscatto sociale contro la violenza perpetuata dal potere, un grido indomito di crescita culturale
giovedì 1 Ottobre 2026
Primo ottobre 1946. A Norimberga si chiude il processo del secolo
Con le sentenze contro i capi nazisti si affermarono principi destinati a ridefinire il diritto internazionale: responsabilità individuale, crimini contro l’umanità, protezione dei civili e la possibilità concreta di esercitare una giurisdizione penale sovranazionale. Senza Norimberga, nessun tribunale avrebbe potuto processare un capo di Stato. Tuttavia quella giustizia, pur decisiva, non fu davvero inclusiva, alcune vittime rimasero senza voce, tra loro i rom e i sinti, colpiti da un genocidio che non trovò pieno riconoscimento. E la promessa di un diritto capace di rappresentare l’umanità intera resta incompiuta, gli strumenti esistono, ma spesso manca la volontà politica di farli valere





