Sebben che siamo…
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domenica 19 Luglio 2026
Genova 2001, la sospensione dello stato di diritto. In difesa della globalizzazione liberista
Durante i giorni del G8, la morte di Carlo Giuliani, l’irruzione alla scuola Diaz, le torture consumate nella caserma di Bolzaneto segnarono il punto più drammatico di una gestione dell’ordine pubblico che travolse una straordinaria mobilitazione internazionale contro le disuguaglianze economiche e ambientali. A venticinque anni di distanza, i fatti denunciati da Amnesty International come “la più grave violazione dei diritti democratici in un Paese occidentale dal 1945” rappresentano un punto di svolta nella storia politica italiana: aprirono una frattura tra istituzioni e società civile, ridefinirono il rapporto tra movimenti e potere politico e continuano a interrogare, oggi più che mai, la capacità delle democrazie contemporanee di tutelare libertà e partecipazione in contesti di conflitto sociale
domenica 19 Luglio 2026
Barcellona 1936. La storia perduta dell’Olimpiada Popular, i giochi internazionali che sfidarono i fascismi
A novant’anni dagli eventi, una mostra ripercorre una vicenda poco conosciuta: le competizioni sportive travolte dal golpe di Franco e dall’avvio alla Guerra civile spagnola prima ancora della cerimonia inaugurale. Molti atleti, anziché fare ritorno nei loro Paesi, decisero di unirsi alle milizie repubblicane, dando vita al primo nucleo delle future Brigate Internazionali. Promossa dall’Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti di Spagna (AICVAS), l’esposizione itinerante è disponibile per associazioni, scuole e istituzioni culturali interessate a ospitarla. Il calendario delle tappe già in programma e i contatti per richiederne l’allestimento
sabato 18 Luglio 2026
Angela Di Giuseppe, la partigiana che sfidò il fascismo con un bambino in grembo
La vicenda di “Lina”, il nome di battaglia, emerge dagli angoli più nascosti della memoria collettiva: giovane palermitana, figlia di un carabiniere deportato e morto a Dinslaken, che tra Asti e Torino ha avuto il coraggio di trasportare munizioni e bombe sul corpicino del suo bimbo non ancora nato. Oggi possiamo conoscere il racconto di quella vita così rischiosa e di quelle scelte eroiche attraverso la biografia scritta proprio dal figlio, Ferruccio, che lei aveva ancora in ventre durante le missioni. Dalle ricerche necessarie per la stesura del libro, sollecitate dal presidente provinciale ANPI Palermo, Ottavio Terranova, sono emerse anche notizie sulla partecipazione dei siciliani alla Resistenza e su altre partigiane originarie dell’isola, regolarmente riconosciute, che in varie regioni hanno partecipato alla guerra di Liberazione








