Sebben che siamo…
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domenica 27 Settembre 2026
Le Quattro Giornate di Napoli, capitolo eroico della lotta al nazifascismo
Nei giorni dal 27 al 30 settembre ricorre l’ottantatreesimo anniversario di quella che fu la prima insurrezione in Europa contro la brutale occupazione nazista. Furono giornate di lotta che coinvolsero l’intero tessuto cittadino. È stata una ribellione popolare, tenace, creativa, che riuscì a liberare la città prima ancora dell’arrivo degli Alleati dopo circa settantasei ore di combattimenti intensi e ininterrotti ai quali presero parte uomini, donne, giovani di diversa estrazione sociale. Napoli ricorda in questi giorni la rivolta come momento tra i più alti della sua storia con numerose iniziative
venerdì 25 Settembre 2026
“Citare a vanvera la Carta” per piegarla alla guerra. Anatomia di una distorsione
Francesco Pallante, Professore ordinario di Diritto costituzionale – Università di Torino
La polemica è scoppiata sulle dichiarazioni di Virginia Libero, segretaria dei giovani Pd, che ha parlato di diserzione in caso di conflitto bellico: “Non saremo noi i soldati delle vostre guerre”. E si è scatenato l’inferno. La dirigente dem è stata sommersa di critiche da commentatori, politici, direttori di quotidiani, che l’hanno accusata di “tradimento”. Il più duro è stato il giornalista Antonio Polito, sulle pagine del Corriere della Sera, stravolgendo completamente il senso dell’articolo 11 e dell’articolo 52 sulla difesa della Patria. Ecco cosa dice davvero la Costituzione
venerdì 25 Settembre 2026
Le pietre immortali del fascismo. Convivere con l’eredità del regime?
L’Italia continua a vivere dentro le forme che la dittatura mussoliniana ha lasciato nello spazio pubblico. Emanuele Ertola con il saggio “Tracce fasciste. L’eredità materiale del Ventennio”, Laterza 2026, mappa edifici, monumenti, arte e simboli del regime, ne segue i riusi e trasformazioni nella Repubblica, ripercorre il dibattito politico e avverte sui rischi della loro rilettura odierna. Perché senza contesto quelle opere non custodiscono il passato, lo rendono disponibile e qualcuno prima o poi proverà a usarlo





