Sebben che siamo…
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mercoledì 8 Luglio 2026
Argentina, i crimini della dittatura non si cancellano
Scritto dal sociologo e fotografo italo-argentino Nicolás Rapetti, il saggio “Né oblio né perdono” (Laterza, 2026) arricchisce il complicato dibattito politico sui modi in cui le società affrontano i traumi del passato. A cinquant’anni dal golpe militare (1976-1983), propone una riflessione sul rapporto tra memoria, giustizia e riconciliazione nel post-Videla. Il libro non è però solo il frutto di un’attenta ricerca storica perché, come spiega l’autore (figlio di due esiliati scampati alla morte): “la vicenda delle violenze perpetrate dal regime di Videla mi attraversa personalmente”
mercoledì 8 Luglio 2026
Aldo Tortorella, quella sinistra che non smetteva di cercare
Alessandro Pollio Salimbeni, vicepresidente nazionale ANPI
Il partigiano, il giornalista, il dirigente comunista, l’intellettuale che insegnò alla politica a dubitare sempre, in nome di “quella che pensiamo possa essere la verità”. Dalla Milano clandestina alla direzione dell’Unità, dalla strategia democratica dopo Piazza Fontana alla collaborazione strettissima con Enrico Berlinguer e a ogni nodo decisivo della storia italiana e internazionale. Dodici mesi dopo la scomparsa, e nel centenario della nascita, il suo dubbio creativo, il suo rigore democratico restano misura del nostro presente
martedì 7 Luglio 2026
Il canto anarchico e socialista. Una nuova lettura della storia nazionale
“Addio Lugano bella”, “Amore ribelle, “Quella sera a Milano era caldo”, “Figli dell’officina”, “Bella ciao”. Una ricostruzione originale dei percorsi della cultura musicale che dalla Resistenza ha accompagnato le lotte degli anni Sessanta e Settanta e i profondi cambiamenti del Paese. Dal tentativo tambroniano di imporre politiche reazionarie di deriva fascista, fino alle rivolte di piazza che hanno visto grandi frange di popolazione impegnate nelle lotte per i diritti civili. Un vasto repertorio che è diventato inno collettivo, protesta cantata a ogni latitudine. La riscoperta dell’eredità del lavoro di “Cantacronache” e del “Nuovo Canzoniere Italiano” Con un unico filo rosso: le voci femminili e il ripudio della guerra









