Sebben che siamo…
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domenica 26 Luglio 2026
Spagna 1939, quando il cinema osa ridere del potere diventa antifascismo
Attraverso la memoria della guerra civile spagnola, il film di Manuel Gómez Pereira “A cena con il dittatore” (produzione Spagna, Francia, durata 106 minuti) racconta la violenza dei vincitori e la dignità dei vinti, ricordando che irridere i tiranni, e restituire voce a chi la repressione voleva cancellare, è già un atto politico. E il grande schermo – da Hemingway a Loach, da Pereira a Larraín – continua a mostrarci che la democrazia nasce dalla capacità di sentire, condividere e resistere
venerdì 24 Luglio 2026
Caso Roggero. La destra e la legge del più armato
Non è soltanto la storia di un gioielliere condannato in via definitiva per aver ucciso due rapinatori in fuga. È una vicenda che costringe a tornare alla domanda essenziale di ogni democrazia: chi può esercitare la forza? Fino a ieri la risposta sembrava ovvia: lo Stato, e solo lo Stato. Oggi, però, un condannato viene trasformato in simbolo identitario, mentre il perimetro della legittima difesa si dilata oltre il contesto, addirittura dal luogo dove è stato commesso il reato. Cesare Beccaria e una intera cultura giuridica alle ortiche. Si vorrebbe sostituire la legittimazione dei tribunali con quella del consenso, collocando l’emozione popolare sopra le regole
venerdì 24 Luglio 2026
Come si assolve un Ministro dell’Interno
La decisione della Cassazione, che ha respinto il ricorso della Procura di Palermo sulla vicenda della nave Open Arms, è stata accolta con un coro unanime di soddisfazione. Ma è stata una buona sentenza? Per capirne a fondo i termini giuridici ricostruiamo i passaggi processuali e la cronologia dei fatti. Quello che è certo è che Salvini, allora al Viminale, non ha fatto il suo dovere, anche se in buona compagnia. L’Italia non era infatti il solo Paese obbligato a concedere il Pos (Place of Safety, Punto di Sbarco Sicuro). Tutta l’Europa non ne esce bene. Quella UE che si rimpallava il dovere di accogliere portava già in sé i germi della deriva xenofoba. Ma il vulnus più grave è l’aver ritenuta utilizzabile per le operazioni di salvataggio la zona Sar libica così da sentirsi autorizzati a non intervenire, ammettendo in linea di principio che i migranti debbano essere restituiti alla Libia. Rimandandoli nell’orrore








