Tema

Emigrazione

lunedì 20 Aprile 2026

La nazione degli esclusi che non sapevamo di essere

Al tempo dei sovranismi ci si può sentire fuori posto anche nel luogo in cui si è nati, avverte la giornalista turca Ece Temelkuran in Stranieri come te (Bollati Boringhieri, 2026), un trattato di filosofia politica in forma epistolare rivolto a chi non ha rinunciato alla dignità e a un futuro migliore. Le derive autoritarie avanzano per piccoli slittamenti: pressioni sui media, delegittimazione dell’opposizione, concentrazione del potere esecutivo. Nessun passaggio è decisivo da solo, ma la loro somma erode i contrappesi democratici. L’Italia non è ancora a quel punto, ma i segnali che emergono oggi ricordano inquietantemente l’inizio di quel processo

martedì 20 Gennaio 2026

Naufragio di Cutro, si riapre il processo. Solo per rinviarlo

Il terzo anniversario del naufragio di Cutro si avvicina fra ritardi, dimenticanze, ma anche impegno civile. Dopo le condanne degli scafisti, ora sul banco degli imputati ci sono quattro militari della Guardia di Finanza e due della Guardia costiera in servizio nella notte tra il 25 e 26 febbraio 2023. L’accusa ipotizza gravi negligenze, sottovalutazioni e ritardi nella catena decisionale che avrebbero contribuito a determinare l’esito tragico della traversata. Annunciate intanto nuove mobilitazioni e iniziative della società civile in sostegno alle famiglie delle vittime

martedì 18 Novembre 2025

Remigrazione e Riconquista: la deriva nera dalle piazze alle periferie

Gruppi storicamente divisi da rivalità territoriali sono ora accomunati dalla volontà dichiarata di “porre un argine deciso all’immigrazione incontrollata”, che secondo loro minaccia la coesione sociale e la sopravvivenza stessa dei popoli europei. Le parole d’ordine del movimento lanciato dalle organizzazioni della galassia neofascista sugli striscioni di quattordici metri davanti al Castello di San Giorgio a Mantova, ma anche negli slogan delle manifestazioni ad Ancona, Trieste, Novara, Verona, Brescia, Avellino, Cassino, e Anzio in provincia di Roma, nel cuore di un quartiere che diventa il manifesto della narrazione identitaria. I riferimenti politici sono chiari: i sovranisti europei e il presidente americano che caccia i migranti

mercoledì 12 Marzo 2025

Alla ricerca delle responsabilità di una strage. Riparte il processo di Cutro

Sono sei i rappresentati della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera accusati di non aver fatto il possibile per salvare i migranti naufragati sulla spiaggia di Steccato di Cutro il 26 febbraio 2023. Il procedimento è stato riavviato il 5 marzo, ma subito rinviato al 12 maggio prossimo per assenza dei legali degli imputati. Intanto la riva luogo dell’affondamento ha ospitato una partecipata iniziativa per ricordare il tragico evento a due anni di distanza, ma non c’era alcuna rappresentanza del governo

domenica 5 Gennaio 2025

Il Mediterraneo, il processo Cutro e altri fronti giudiziari

Il bilancio delle vittime del 2024 nel Mare Nostrum resta altissimo. Intanto arrivano le prime condanne per il naufragio di Steccato di Cutro del 2023, 94 morti, di cui 35 bambini. Riguardano solo persone straniere, ritenute responsabili di favoreggiamento dell’immigrazione ma non di omicidio colposo. Restano aperti i filoni del processo per le responsabilità delle autorità pubbliche italiane

lunedì 21 Ottobre 2024

Povera Patria, cari migranti benvenuti nel Paese della libertà

Non c’è solo il caso Albania con il contrasto tra governo e magistratura. Leggi che si sovrappongono, incongruenze e contraddizioni tra le norme nazionali e quelle europee, mancata applicazione della Carta dei diritti. Tanti altri recenti fatti di cronaca che hanno coinvolto profughi e soprattutto donne richiedenti asilo fanno emergere le ingiustizie. Emblematica la vicenda di Maysoon Majidi. Se le nuove frontiere del diritto penale puntano alla criminalizzazione degli ultimi della terra, di chi fugge da persecuzioni, guerre, violenze, carestie

lunedì 14 Ottobre 2024

Crotone si scopre xenofoba?

La giunta comunale, espressione di una lista civica vicina al centrosinistra, ha deciso lo sgombero di alcuni migranti da una piazza cittadina. Tra la raccolta differenziata che non decolla, le difficoltà della mobilità, con tratti di ferrovia chiusi per annosi lavori di ammodernamento, una crisi economica che morde sempre più, l’Eni che deciso di smaltire in loco le vecchie scorie industriali, e altri problemi del territorio, si è scelta la linea dura con i più deboli. A reagire l’Anpi provinciale assieme alle associazioni della società civile. Sta cambiando l’aria anche nel capoluogo calabrese? Intanto resta al suo posto la statua che simboleggia il gladio in memoria della Decima Mas

sabato 3 Agosto 2024

Naufragio di Cutro. Processo per le responsabilità dello Stato

Nel febbraio 2023 morirono 94 migranti, tra cui 35 bambini. Ricostruiti i passaggi che determinarono il mancato intervento di salvataggio. Rinviati a giudizio quattro militari della Guardia di Finanza e due della Guardia Costiera, primo passo per chiarire la catena di comando. Ma sulla politica dell’accoglienza e dell’immigrazione il governo non intende cambiare rotta mentre migliaia di persone continuano a fuggire da guerre, carestie e povertà e il Mediterraneo resta un grande cimitero: solo da gennaio a maggio 2024 sono affogate 1.056 persone

venerdì 12 Aprile 2024

L’umanità ultima nelle note dei 24 Grana

Intervista a Francesco Di Bella, voce e chitarra del gruppo underground napoletano. L’origine del nome della formazione, l’ispirazione tratta dalle esperienze di vita nei quartieri più difficili della città partenopea, tra ex detenuti e tossicodipendenti, ma anche dalla cultura antifascista. Il senso più profondo di una musica resistente che si esprime attraverso un mix di generi. Una delle canzoni del repertorio dedicata a Lorenzo Orsetti “Orso”, morto in Kurdistan dove combatteva contro lo Stato Islamico

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

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Leggi anche

Come si assolve un Ministro dell’Interno

La decisione della Cassazione, che ha respinto il ricorso della Procura di Palermo sulla vicenda della nave Open Arms, è stata accolta con un coro unanime di soddisfazione. Ma è stata una buona sentenza? Per capirne a fondo i termini giuridici ricostruiamo i passaggi processuali e la cronologia dei fatti. Quello che è certo è che Salvini, allora al Viminale, non ha fatto il suo dovere, anche se in buona compagnia. L’Italia non era infatti il solo Paese obbligato a concedere il Pos (Place of Safety, Punto di Sbarco Sicuro). Tutta l’Europa non ne esce bene. Quella UE che si rimpallava il dovere di accogliere portava già in sé i germi della deriva xenofoba. Ma il vulnus più grave è l’aver ritenuta utilizzabile per le operazioni di salvataggio la zona Sar libica così da sentirsi autorizzati a non intervenire, ammettendo in linea di principio che i migranti debbano essere restituiti alla Libia. Rimandandoli nell’orrore

lunedì 13 Luglio 2026

Benny Petrone, Bari e lo squadrismo neofascista: la verità che l’archiviazione non cancella

La decisione del GUP chiude formalmente una vicenda giudiziaria durata quasi mezzo secolo, ma non spegne ciò che la riapertura delle indagini ha riportato alla luce: la natura collettiva, organizzata e premeditata dell’aggressione che nel 1977 tolse la vita a un diciottenne operaio comunista nel cuore del capoluogo pugliese. Le carte, le testimonianze e gli atti processuali ricostruiti negli ultimi anni delineano un contesto di violenze sistematiche, una rete nera radicata nel territorio e un delitto maturato dentro una strategia di supremazia politica. Nonostante la prescrizione e i limiti della verità processuale, il lavoro della procura, dell’ANPI, della famiglia – con l’impegno instancabile della sorella Porzia – e di una comunità che non ha dimenticato restituisce un quadro storico più nitido: non un gesto isolato ma un’aggressione di gruppo che ha segnato profondamente la coscienza civile. La giustizia si ferma, la verità no

“Il sorpasso” Atlantico

ONU in crisi, NATO in espansione. Dal Nuovo Concetto Strategico del 1991 l’Alleanza ha esteso progressivamente il proprio raggio d’azione ben oltre la difesa collettiva prevista dal Trattato del 1949, assumendo di fatto funzioni che spettano alle Nazioni Unite. Gli effetti sulla legalità internazionale e sulla sovranità italiana, e la necessità di riportare sotto il controllo democratico gli accordi che regolano l’utilizzo delle basi militari statunitensi

L’Europa in bilico, dalla frattura del presente alle scelte per il futuro

La UE nasce da un modello sociale che ha intrecciato diritti, coesione e progresso, ma oggi è sospesa tra crisi globali, riarmo e un arretramento politico che mette in discussione la sua identità. L’avanzata dei sovranismi e delle destre radicali in molti Paesi accentua la frattura tra l’idea di un’Europa solidale e quella di un’Europa delle Nazioni. Le visioni di Letta e Draghi delineano risposte divergenti: l’una punta sulla necessità di ricostruire legami e capacità comuni, l’altra su mercato e competitività. In questo passaggio fragile, la memoria civile di Teresa Mattei ricorda che il domani dipenderà da precise scelte politiche: un processo costituente capace di condurre verso un’Unione autenticamente federalista, democratica, pacifica e accogliente, per i cittadini europei e per chi vi cerca rifugio

“Quando ricominciammo a vivere. Dalla storia alla street art”, lo speciale cartaceo di Patria 2026

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