Quindicinale

N° 146

giovedì 20 Febbraio 2025

A Venezia l’edicola storica abbattuta in calle Sechera vuole tornare a vivere

La sua storia era cominciata nel 1962 e per la sua “sopravvivenza” nei mesi scorsi si era mosso non solo il quartiere ma tutta la città. E seppure il chiosco di giornali è stato smantellato, dopo un “funerale” di commiato i cittadini si sono organizzati per ricostruirlo. Ora c’è un progetto che va avanti, insieme alla petizione per attivare il “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la gestione condivisa e la rigenerazione dei beni urbani della città”. Alla testa del movimento civico il gruppetto di “Edicola Radio Rivetta”, ispirato ad analoghe esperienze internazionali. Il 18 febbraio era fissato un incontro con il Comune, slittato all’11 marzo

giovedì 20 Febbraio 2025

Berthe Morisot, grande pittrice impressionista ma “senza professione”

Unica donna del movimento francese che nella seconda metà dell’800 dipingeva la luce e i colori, bellissima, fu bersaglio dei critici d’arte molto più dei colleghi uomini. Le Figarò scrisse: “La sua grazia femminile si mantiene ai confini di uno spirito in delirio”. Per lei niente accademia (riservata solo ai maschi) e nessun atelier, eppure realizzò oltre trecento opere. “La mia indipendenza l’otterrò soltanto perseverando ed evitando di nascondere la mia intenzione di emanciparmi”, sosteneva imperterrita. La storia di una delle interpreti più significative del gruppo che dipingeva en plein air, rimasta troppo a lungo nell’ombra e, per chi volesse, ultimissimi giorni per vedere i quadri, ben ottanta, in mostra a Genova nelle sale di Palazzo Ducale

lunedì 17 Febbraio 2025

Dentro la Guerra fredda, “I Partigiani della Pace”. Ieri e oggi

Da Hiroshima e Nagasaki, la dottrina Truman e la Nato all’esperienza del movimento internazionale che, lanciato da Urss e partiti di sinistra, si oppose per primo all’uso della bomba atomica e a cui aderirono migliaia di persone e decine di intellettuali e scienziati, anche cattolici. Oggi, con l’unilateralismo delle scelte di politica estera Usa e la continua corsa ad armamenti sempre più terrificanti e distruttivi, siamo chiamati di nuovo a una grande responsabilità perché una guerra mondiale non diventi una concreta minaccia, come chiede altresì la “diplomazia della speranza” di Papa Bergoglio. Da uno degli incontri de “I martedì della Pace”, un percorso di studi di Anpi Bari e Comune che proseguirà fino a maggio: per fornirci una “cassetta degli attrezzi” e provare a operare concretamente per la Pace

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Numero 146 Anno

del 1 Gennaio 2026

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Patria Indipendente, il periodico antifascista con aggiornamenti quotidiani.

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domenica 7 Dicembre 2025

Passaggio al Bosco a Più Libri Più Liberi, i fatti e l’affondo alla democrazia

Definire “neofascista” la casa editrice creata internamente a Casaggì (a sua volta legata a FdI) è corretto, ma al contempo è troppo poco. Le istituzioni, culturali e politiche, hanno la responsabilità di riconoscere quando la tutela della libertà si trasforma in alibi per chi mira a minarla. Verificare la reale adesione ai principi democratici non è censura ma mettere in pratica la Costituzione

Un gigante dai piedi d’argilla. Il diritto internazionale di fronte ai conflitti armati e al genocidio

Le norme, i principi giuridici e gli organi che regolano le relazioni tra Stati sovrani con l’obiettivo di garantire pace e stabilità nella comunità mondiale mostrano oggi tutta la loro fragilità. Dalla Guerra Fredda ai conflitti contemporanei e lo sterminio del popolo di Palestina, le promesse tradite di un sistema che resta indispensabile ma troppo spesso è impotente. La legge del più forte e la guerra hanno ripreso il dominio, mentre proliferano ovunque i processi di riarmo e il presidente Usa con disprezzo bolla come inutili tutte le istituzioni sovrazionali e sanziona i magistrati della CPI che hanno osato emettere un mandato di cattura nei confronti di Netanyahu

Palestina, dalla tregua fragile alla costruzione della pace

I movimenti in Italia e nel mondo hanno scosso le coscienze e isolato Israele, ma ora è necessario uno scatto nuovo. Il ruolo fondamentale che l’Onu deve riprendere e assumere pienamente e quello finora assente della Ue, la richiesta di liberazione di Barghouti, la ricostruzione nella prospettiva dell’avvio della costituzione di uno Stato palestinese in uno scenario di due popoli in due Stati e le tentazioni dei potenti di “sedersi a tavola” per spartirsi il pranzo. Cosa possiamo fare come Anpi

Stato di Palestina, sì o no? Due popoli e due Stati, uno Stato unico oppure altro ancora?

Nonostante non si fermi il piano israeliano di spopolare Gaza, nonostante il genocidio, l’odio seminato a piene mani e la Cisgiordania a rischio di formale annessione da parte di Tel Aviv, può ancora esistere un futuro per i palestinesi perché i sentimenti delle persone, le speranze o la disperazione, si alimentano e si modificano sulla base della vita quotidiana: per un bimbo la scomparsa di un check point sulla via per la scuola è di per sé un pezzo importante di liberazione. Cosa possiamo fare come Anpi in questo preciso momento storico affinché inizi un processo negoziale che dia dignità e pace a quel martoriato popolo. Ecco alcuni spunti per una proposta strategica

venerdì 19 Dicembre 2025

I cugini Meyer, una storia che non passa

Vittorio Giardino, maestro del fumetto italiano, è tornato indietro nel tempo con le avventure di Max Fridman, ex agente segreto francese, assente da quasi vent’anni dai suoi grafic novel. La vicenda, ambientata nella Vienna del 1938 e ripercorsa con estrema cura e una cronologia implacabile, parte da una domanda che l’autore pone nell’introduzione del libro: «Se aveste 24 ore di tempo per lasciare il Paese e poteste portare con voi solo una valigia, cosa ci mettereste?». È l’interrogativo che affrontarono gli ebrei tedeschi e austriaci negli anni 30. Lo stesso di chi oggi attraversa il Mediterraneo o altre frontiere per sfuggire a guerre, persecuzioni, povertà, dittature. E se, come allora, si alzano muri, si discute di quote, espulsioni, “remigrazione”, è evidente il perché l’autore abbia scelto di parlare di fascismo e nazismo nel 2025

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