Egeo con Rosella Stucchi, figlia del comandante del CVL e presidente dell’Anpi cittadina di Monza

Egeo Mantovani, per l’anagrafe Igeo, per la Resistenza è stato ed è  “Giorgio”. «Di quello che non c’è si fa senza… e delle volte mancava anche il pane», è una frase che Egeo mi ha ripetuto spessissimo e ritorna quando  “manca qualcosa”: parole così semplici e forti che sanno aiutare.

Egeo “Giorgio” Mantovani

“Giorgio” non è stato il primo partigiano che ho avuto l’onore di incontrare, ma il primo con cui ho avuto l’onore di collaborare nelle innumerevoli manifestazioni, iniziative, pellegrinaggi, banchetti che la nostra sezione ha organizzato in questi anni. Non c’è nessuno, nella Brianza dell’associazionismo, del sindacato, del volontariato che non lo conosca: un catalizzatore di attenzione, con i giovani che ama e da cui è amato e con chi giovane non lo è più. Egeo ama e rimprovera, fa e fa fare, osserva e viene osservato, sorride e non puoi che ricambiare il suo sorriso: Egeo ha gli occhi belli.

Una vita lunga un secolo, la sua, dedicata interamente alla difesa dei diritti sanciti dalla Costituzione e alla diffusione dei valori dell’antifascismo e della Resistenza. Ha fatto parte del Pci, della Cgil, della commissione interna della Magneti Marelli, dove era stato assunto nel ’46. Ha creato la sezione Anpi interna alla fabbrica, è stato collettore delle sezioni brianzole dagli anni 90 e poi presidente onorario dell’Anpi provinciale di Monza e Brianza. È stato per anni presidente della cooperative edificatrice “Cattaneo” e ha ricevuto il Giovannino d’oro della città di Monza nel 2013 e la nomina a Cavaliere della Repubblica nel 2017.

Nato a Soliera, vicino Carpi, in Emilia Romagna, si trasferì con la famiglia nell’agro pontino, dove terminò le elementari e iniziò a lavorare in una officina e a correre in bicicletta. Crebbe in lui la passione per i motori, tanto che la madre, nel ’38, gli consigliò di partecipare al concorso per la scuola meccanica dell’esercito a Bologna. Restò come volontario e, allo scoppio della guerra, si ritrovò sergente, per poi partire come meccanico con la compagnia in Africa nel dicembre del ’40.

I racconti della sua esperienza in guerra tra Tripoli, Bengasi, deserto del Sirte, sono di patimenti, sete, vento e ostacoli. Fu proprio il superamento di un campo minato con la sua moto Guzzi 500 per avvisare un’altra compagnia che gli valse una licenza premio. Rinunciò alla croce di guerra per poter avere la licenza e tornare a casa. Il viaggio di ritorno da El Alamein a Tripoli fino in Italia a casa fu rocambolesco, al punto da arrivare a casa color sabbia del deserto.

Non ritornò più in Africa, perché nel frattempo la guerra faceva il suo corso e gli inglesi stavano avanzando e, insieme, cresceva la sua insofferenza verso la guerra.

E così lui, spirito ribelle, nella notte del 25 luglio ’43 riuscì a scappare dalla caserma di Bologna che i tedeschi avevano assaltato, chiese aiuto alla zia che abitava in porta San Vitale ed ebbe da lei e dalle sue amiche abiti e scarpe civili; furono le prime donne ad aiutare soldati

in fuga e che poi, come sua sorella Daria, parteciparono alla Resistenza in svariati modi. Nella sua città natale iniziò a collaborare con i partigiani e partecipò poi all’insurrezione della città.

Egeo circondato dagli amatissimi giovani

La sua storia è stata ascoltata da migliaia di studenti delle scuole in cui amava andare. Come sempre, quando parla un partigiano, l’attenzione dei ragazzi è catturata da quelle storie così incredibili e lontane dalla nostra quotidianità che poi, quando l’intervento è concluso, si ha bisogno di continuare ad ascoltare quella voce.

Il partigiano ora centenario Egeo “Giorgio” Mantovani e l’autrice dell’articolo, Emanuela Manco, della sezione Anpi Monza

Egeo ha raccontato la sua esperienza resistenziale nel memoriale noipartigiani.it e un ritratto biografico è nella sezione “Donne e uomini della Resistenza” del sito dell’Anpi nazionale.

Tutto il mondo dell’associazionismo locale ci ha tenuto a inviare auguri e attestazioni di affetto e stima a Egeo; ecco i messaggi arrivati dai rappresentanti cittadini e provinciali dei partigiani.

“Caro Egeo – scrive l’Anpi nazionale –  ti inviamo un augurio caloroso e il ringraziamento commosso per esserci stato ed esserci ancora”.

Rosella Stucchi, presidente della sezione Anpi di Monza: “Carissimo Egeo, ti ringraziamo tutti per la tua presenza assidua nell’Anpi per più di 40 anni, con il tuo spirito ottimista e concreto. La tua scrivania in via Veneto è stata un punto di riferimento per tutti noi. Ti abbraccio e mi congratulo per i tuoi 100 anni!!!”.

Fulvio Franchini, presidente dell’Anpi provinciale: “Mando i miei calorosi e affettuosi auguri per il centesimo compleanno a un uomo che ha voluto donarci valori inestimabili come la libertà e la pace e, nel dopoguerra, la giustizia e i diritti per i lavoratori. Caro partig

iano Giorgio, l’emergenza sanitaria ci impedisce di abbracciarci, ma non sbaglio se dico che sei circondato dall’affetto di tutte le compagne e tutti i compagni dell’Anpi di Monza e Brianza a cui tu hai dato moltissimo e continuerai a dare anche solo con la tua presenza. Ti ringrazio per averci insegnato a manifestare con orgoglio l’identità e il senso di appartenenza a radici comuni. Possa questo giorno portarti più felicità e affetto di quanto tu possa immaginare, te lo meriti davvero. Buon centesimo compleanno!”.

Ci sarà modo di festeggiare questo importantissimo traguardo a cui tenevi, per ora ci limitiamo a guardare le foto di alcuni dei momenti più significativi che abbiamo vissuto insieme. E così, carissimo compagno partigiano, cavaliere della Repubblica, terremo in mente la tua frase simbolo: “C’è ancora tanto da fare, rimbocchiamoci le maniche”.

Grazie di tutto e buon compleanno, Egeo occhi belli!

Emanuela Manco, Anpi Monza e Brianza

La sezione Anpi Monza Brianza ha organizzato una festa (foto in galleria) e ha realizzato il bel video che vi proponiamo.