Pubblicato martedì 7 Maggio 2019
Stampato il 07/01/2026 da Patria indipendente alla url https://www.patriaindipendente.it/persone-e-luoghi/video/campagna-nazionale-per-il-5x1000-allanpi/
“Se ci sei batti un colpo”: il video è realizzato da Silvia Folchi, documentarista, presidente dell’Anpi provinciale di Siena
giovedì 8 Settembre 2016
Il 1960, Tambroni e la rivolta popolare: pubblichiamo uno straordinario documentario (e un documento) su quei mesi, un video di Mimmo Calopresti dal titolo “1960: i ribelli”, produzione Unitelefilm, del 2010. Non solo le immagini dalla Sicilia a Genova a Reggio Emilia, ma anche interviste e testimonianze. Fra queste, le parole di Raimondo Ricci (già Presidente Nazionale dell’ANPI), Silvano Franchi (fratello di Ovidio, ucciso a Reggio Emilia dalla polizia il 7 luglio), Franco Padrut, Giuliano Montaldo, don Andrea Gallo, Nicola Cipolla, Annita Malavasi, Fulvio Cerofolini, Paolo Pietrangeli e tanti altri.
Anniversari Antifascismo Costituzione Cultura Democrazia Memoria Neofascismo
mercoledì 8 Marzo 2017
“Fondamentalmente avevamo sempre fame”: un documentario, a cura di Slow Food Alta Umbria e dell’ANPI, che ci aiuta a scoprire la quotidianità della Resistenza armata e la solidarietà del mondo contadino
lunedì 24 Aprile 2017
In occasione del 25 aprile, ecco un famoso film documentario prodotto dall’ANPI nel 1945. Fra i registi, il nome di Luchino Visconti
25Aprile Antifascismo Cultura Democrazia Memoria Partigiani Resistenza
Numero 157 Anno
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Patria Indipendente, il periodico antifascista con aggiornamenti quotidiani.
domenica 7 Dicembre 2025
Definire “neofascista” la casa editrice creata internamente a Casaggì (a sua volta legata a FdI) è corretto, ma al contempo è troppo poco. Le istituzioni, culturali e politiche, hanno la responsabilità di riconoscere quando la tutela della libertà si trasforma in alibi per chi mira a minarla. Verificare la reale adesione ai principi democratici non è censura ma mettere in pratica la Costituzione
Le norme, i principi giuridici e gli organi che regolano le relazioni tra Stati sovrani con l’obiettivo di garantire pace e stabilità nella comunità mondiale mostrano oggi tutta la loro fragilità. Dalla Guerra Fredda ai conflitti contemporanei e lo sterminio del popolo di Palestina, le promesse tradite di un sistema che resta indispensabile ma troppo spesso è impotente. La legge del più forte e la guerra hanno ripreso il dominio, mentre proliferano ovunque i processi di riarmo e il presidente Usa con disprezzo bolla come inutili tutte le istituzioni sovrazionali e sanziona i magistrati della CPI che hanno osato emettere un mandato di cattura nei confronti di Netanyahu
Alessandro Pollio Salimbeni, vicepresidente nazionale Anpi
I movimenti in Italia e nel mondo hanno scosso le coscienze e isolato Israele, ma ora è necessario uno scatto nuovo. Il ruolo fondamentale che l’Onu deve riprendere e assumere pienamente e quello finora assente della Ue, la richiesta di liberazione di Barghouti, la ricostruzione nella prospettiva dell’avvio della costituzione di uno Stato palestinese in uno scenario di due popoli in due Stati e le tentazioni dei potenti di “sedersi a tavola” per spartirsi il pranzo. Cosa possiamo fare come Anpi
Nonostante non si fermi il piano israeliano di spopolare Gaza, nonostante il genocidio, l’odio seminato a piene mani e la Cisgiordania a rischio di formale annessione da parte di Tel Aviv, può ancora esistere un futuro per i palestinesi perché i sentimenti delle persone, le speranze o la disperazione, si alimentano e si modificano sulla base della vita quotidiana: per un bimbo la scomparsa di un check point sulla via per la scuola è di per sé un pezzo importante di liberazione. Cosa possiamo fare come Anpi in questo preciso momento storico affinché inizi un processo negoziale che dia dignità e pace a quel martoriato popolo. Ecco alcuni spunti per una proposta strategica
venerdì 19 Dicembre 2025
Vittorio Giardino, maestro del fumetto italiano, è tornato indietro nel tempo con le avventure di Max Fridman, ex agente segreto francese, assente da quasi vent’anni dai suoi grafic novel. La vicenda, ambientata nella Vienna del 1938 e ripercorsa con estrema cura e una cronologia implacabile, parte da una domanda che l’autore pone nell’introduzione del libro: «Se aveste 24 ore di tempo per lasciare il Paese e poteste portare con voi solo una valigia, cosa ci mettereste?». È l’interrogativo che affrontarono gli ebrei tedeschi e austriaci negli anni 30. Lo stesso di chi oggi attraversa il Mediterraneo o altre frontiere per sfuggire a guerre, persecuzioni, povertà, dittature. E se, come allora, si alzano muri, si discute di quote, espulsioni, “remigrazione”, è evidente il perché l’autore abbia scelto di parlare di fascismo e nazismo nel 2025
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