L’Ulisse

giovedì 22 Marzo 2018

Giovani fra paure ed entusiasmi

La seconda parte della tavola rotonda promossa da “Patria Indipendente” su questione giovanile e neofascismo. La strada per la felicità. La ricerca di un soggetto che torni ad entusiasmare. Il ruolo del conflitto. La “scala” di Abraham Maslow. Il tema dell’aggregazione. Una scuola che non forma. Il concetto di trasformazione. Tutte le periferie. La costruzione europea. Il lavoro. Il coraggio delle proprie idee

giovedì 22 Febbraio 2018

Fascismo, antifascismo e i giovani d’oggi

Una tavola rotonda promossa da “Patria Indipendente”. Web e violenza, presenza sul territorio e rappresentanza, sicurezza, crisi del Paese e proposte “forti”, appiattimento della politica sul presente e necessità di ricostruire un orizzonte progettuale

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Numero 168 Anno

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Patria Indipendente, il periodico antifascista con aggiornamenti quotidiani.

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giovedì 15 Ottobre 2026

“Il grido – I 700 giorni di Gaza” di Giancarlo Bocchi. Il genocidio palestinese, immagine dopo immagine

È l’unico film europeo indipendente sull’annientamento sistemico di un intero popolo. Porta sul grande schermo le testimonianze raccolte da filmaker dall’interno della Striscia: voci, volti, suoni che restituiscono al cinema la sua responsabilità politica. Il regista affida a sé la selezione e il montaggio dei materiali, accompagnandoli con musiche originali. Ne nasce un’opera potentissima. Non basterà vederla, sarà necessario farla circolare. Per sfidare assuefazione, rimozione e indifferenza. Perché in quella terra è in gioco l’idea stessa di umanità

Ucraina, il teatro della propaganda che ha cancellato la politica

Non è mai stato soltanto uno scontro militare, ma il risultato di divisioni storiche e territoriali interne al Paese intrecciate alle strategie di Russia, Stati Uniti ed Europa. Le fratture linguistiche, nazionali e religiose si sono sovrapposte agli interessi delle grandi potenze, mentre ogni tentativo di mediazione è stato progressivamente considerato un cedimento. In questo scenario, la narrazione bellica ha semplificato il conflitto fino a ridurlo a una contesa tra buoni e cattivi, marginalizzando diplomazia e mediazione e lasciando le popolazioni civili dentro una guerra che rischia di diventare permanente

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