mercoledì 11 Marzo 2026
Dividi et impera. Il referendum che interroga l’equilibrio costituzionale
Una vicenda tutta italiana tra improvvisazione, prepotenza e dilettantismo. Pur dichiarata per voler rafforzare terzietà ed efficienza della giustizia, la riforma Nordio finisce per indebolire l’autonomia della magistratura, creando due CSM separati, introducendo il sorteggio dei componenti e istituendo un’Alta Corte disciplinare. Il rischio è di una deriva autoritaria e di un disegno volto a renderele le toghe più controllabili dal potere politico. Giovanni Falcone difendeva l’indipendenza del PM nella convinzione che la separazione delle carriere non fosse né necessaria né utile in un Paese segnato da mafia, corruzione e poteri occulti










