Quindicinale

N° 14

mercoledì 11 Maggio 2016

I congressi dell’ANPI: una biografia del Paese

Il primo (1947) e l’avvio della guerra fredda. L’abbandono di Parri nel 1949 e la vocazione unitaria del 1956. Torino (1959) e la nascita del Consiglio federativo della Resistenza. La lotta unitaria contro Tambroni e i tentativi autoritari. 1976 e 1981: la lotta al terrorismo e in difesa della Carta. La P2 e il contrasto al revisionismo. L’appello alla partecipazione del 2001 e l’impegno del 2006 contro la riforma proposta dal centrodestra. Il 15° congresso e l’ANPI “casa di tutti gli antifascisti”

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Numero 14 Anno I

del 22 Aprile 2016

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Patria Indipendente, il periodico antifascista con aggiornamenti quotidiani.

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giovedì 15 Ottobre 2026

“Il grido – I 700 giorni di Gaza” di Giancarlo Bocchi. Il genocidio palestinese, immagine dopo immagine

È l’unico film europeo indipendente sull’annientamento sistemico di un intero popolo. Porta sul grande schermo le testimonianze raccolte da filmaker dall’interno della Striscia: voci, volti, suoni che restituiscono al cinema la sua responsabilità politica. Il regista affida a sé la selezione e il montaggio dei materiali, accompagnandoli con musiche originali. Ne nasce un’opera potentissima. Non basterà vederla, sarà necessario farla circolare. Per sfidare assuefazione, rimozione e indifferenza. Perché in quella terra è in gioco l’idea stessa di umanità

Ucraina, il teatro della propaganda che ha cancellato la politica

Non è mai stato soltanto uno scontro militare, ma il risultato di divisioni storiche e territoriali interne al Paese intrecciate alle strategie di Russia, Stati Uniti ed Europa. Le fratture linguistiche, nazionali e religiose si sono sovrapposte agli interessi delle grandi potenze, mentre ogni tentativo di mediazione è stato progressivamente considerato un cedimento. In questo scenario, la narrazione bellica ha semplificato il conflitto fino a ridurlo a una contesa tra buoni e cattivi, marginalizzando diplomazia e mediazione e lasciando le popolazioni civili dentro una guerra che rischia di diventare permanente

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