Tema

Costituzione

venerdì 24 Luglio 2026

Caso Roggero. La destra e la legge del più armato

Non è soltanto la storia di un gioielliere condannato in via definitiva per aver ucciso due rapinatori in fuga. È una vicenda che costringe a tornare alla domanda essenziale di ogni democrazia: chi può esercitare la forza? Fino a ieri la risposta sembrava ovvia: lo Stato, e solo lo Stato. Oggi, però, un condannato viene trasformato in simbolo identitario, mentre il perimetro della legittima difesa si dilata oltre il contesto, addirittura dal luogo dove è stato commesso il reato. Cesare Beccaria e una intera cultura giuridica alle ortiche. Si vorrebbe sostituire la legittimazione dei tribunali con quella del consenso, collocando l’emozione popolare sopra le regole

venerdì 10 Luglio 2026

Figli e nipoti della Costituzione. Le borse di studio dell’ANPI Rovigo sull’articolo 3

Quattro istituti comprensivi, ventuno Comuni e oltre centoventi elaborati: la seconda edizione del concorso promosso dal provinciale del sodalizio resistente, in collaborazione con la CGIL, ha portato nelle scuole il tema dell’uguaglianza. A Occhiobello, nel giorno della Festa della Repubblica, sono state consegnate le borse di studio alle ragazze e ai ragazzi che hanno saputo raccontare diritti, cittadinanza e impegno democratico. La presidente dei partigiani del territorio, Antonella Toffanello: “L’Associazione dei partigiani è e sarà sempre più un punto di riferimento formativo ed educativo per le giovani generazioni”

giovedì 2 Luglio 2026

La democrazia non è la governabilità

La legge elettorale è il punto in cui la sovranità popolare si traduce in rappresentanza, non un meccanismo per costruire maggioranze artificiali. Premi di governabilità, ballottaggi nazionali e liste bloccate restringono il pluralismo e alterano l’equilibrio istituzionale. La lezione della Costituzione nata dalla Resistenza (intanto mentre Meloni evoca un Quirinale al centrodestra, l’approdo in Aula della riforma elettorale slitta di una settimana, al 14 luglio)

martedì 19 Maggio 2026

Dalla vittoria del NO alla sfida della rappresentanza

Dopo il referendum costituzionale, che di fatto ha costretto il governo a mettere nel cassetto il progetto di premierato, è la nuova ipotesi di legge elettorale a riaprire il nodo degli equilibri istituzionali. Lo “Stabilicum”, presentato fin dal nome come garanzia di stabilità, introduce invece un premio che può incidere sulla corrispondenza tra voto espresso e mandato parlamentare. La vita pubblica richiede partecipazione consapevole, pluralismo effettivo e una vigilanza civile capace di preservare le garanzie poste dall’ordinamento repubblicano

venerdì 3 Aprile 2026

1946, quando nel Modenese una generazione di ventenni rimise in cammino la democrazia

Il progetto dell’ANPI provinciale “La Resistenza al governo delle comunità. Partigiane e partigiani nei nuovi Consigli Comunali modenesi”, realizzato con le volontarie del Servizio civile e divenuto anche un libro per i tipi di Artestampa Edizioni, ricostruisce il passaggio dalla lotta contro il nazifascismo alla responsabilità politica del dopoguerra e alla costruzione di una nuova società civile. Nell’80° della Repubblica, un lavoro che restituisce volti e storie alle donne e ai giovani eletti nei Municipi del territorio nelle prime consultazioni a suffragio universale, riportandoli oggi alla memoria viva della comunità

giovedì 2 Aprile 2026

Referendum. Chi ha vinto veramente? E perché?

Il quadro che emerge dall’analisi dei dati e dai raffronti storici (2006, 2016) è contraddittorio perché alla chiara crisi di consenso del governo non corrispondono poi i sondaggi politici. È evidente comunque una caduta di popolarità della coalizione di Giorgia Meloni. La grande novità è stata la massiccia partecipazione dei giovani e delle Regioni del Sud. Non è detto però che tutto questo si traduca in un cambiamento nelle intenzioni di voto future e non è neppure scontata una volta per sempre la difesa della Costituzione da parte del popolo, anche se ogni volta che la si è voluta toccare è scattato un allarme potente

mercoledì 18 Marzo 2026

“È in gioco la Costituzione. Ecco perché votiamo NO al referendum”

Per la riforma della giustizia si è scelto un metodo opposto a quello praticato ai tempi della Costituente. Allora il governo non tentò di influenzare i lavori, mentre oggi la presidente del Consiglio e il ministro della Giustizia hanno fatto campagna attiva per il SI al referendum, ma soprattutto hanno trattato la riforma come se fosse un semplice decreto legge. Con l’aggiunta della nuova legge elettorale e del premierato, il governo ha intenzione di stravolgere la Carta fondamento della Repubblica. Per questo domenica 22 e lunedì 23 andremo a votare NO. Resoconto del convegno organizzato a Grottaminarda dall’ANPI di Avellino

domenica 15 Marzo 2026

“La leva delle intelligenze”, la scuola per rifare l’Italia. Concetto Marchesi alla Costituente

Nel 1947 l’illustre latinista e rettore dell’Università di Padova, antifascista e protagonista della Resistenza, porta alla I Sottocommissione dell’Assemblea una visione che rompe gli schemi. La rinascita del Paese non passa dagli eserciti, ma dalla capacità di far crescere il talento collettivo. Alla mobilitazione delle armi contrappone il dovere dello Stato di riconoscere e sostenere le capacità delle nuove generazioni, perché la democrazia si costruisce nelle aule, dove prendono forma cittadini liberi e consapevoli

giovedì 12 Marzo 2026

Riforme e potere: cosa è a rischio nella nostra democrazia

Premierato, nuova legge elettorale, interventi sulla magistratura e autonomia differenziata costituiscono l’asse delle iniziative promosse da Giorgia Meloni, un insieme che ridisegna l’equilibrio tra i poteri dello Stato. La storia italiana mostra che le limitazioni delle libertà non arrivano di colpo, ma si consolidano attraverso passaggi graduali. Le misure oggi in discussione puntano a concentrare il comando, riducendo contrappesi, uniformità dei diritti e spazi di rappresentanza. Per questo serve una scelta consapevole: la vitalità democratica richiede vigilanza continua, non è mai garantita per sempre

venerdì 27 Febbraio 2026

La riforma Nordio non riguarda la Giustizia, ma il potere

Con la legge costituzionale “in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” si spostano i pesi verso l’alto, dai magistrati al governo, dal confronto pubblico alla gestione discrezionale. Tra gli obiettivi dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni l’indebolimento del Csm: un organo sorteggiato non rappresenta, non oppone resistenza, non ha legittimazione né forza. E quindi diventa controllabile dalla politica. L’indebolimento della magistratura è solo il primo passo: domani potrebbe toccare a qualsiasi altro organo di garanzia. Stiamo assistendo a un’operazione di ingegneria istituzionale con potenziali ricadute sull’equilibrio democratico

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

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Come si assolve un Ministro dell’Interno

La decisione della Cassazione, che ha respinto il ricorso della Procura di Palermo sulla vicenda della nave Open Arms, è stata accolta con un coro unanime di soddisfazione. Ma è stata una buona sentenza? Per capirne a fondo i termini giuridici ricostruiamo i passaggi processuali e la cronologia dei fatti. Quello che è certo è che Salvini, allora al Viminale, non ha fatto il suo dovere, anche se in buona compagnia. L’Italia non era infatti il solo Paese obbligato a concedere il Pos (Place of Safety, Punto di Sbarco Sicuro). Tutta l’Europa non ne esce bene. Quella UE che si rimpallava il dovere di accogliere portava già in sé i germi della deriva xenofoba. Ma il vulnus più grave è l’aver ritenuta utilizzabile per le operazioni di salvataggio la zona Sar libica così da sentirsi autorizzati a non intervenire, ammettendo in linea di principio che i migranti debbano essere restituiti alla Libia. Rimandandoli nell’orrore

“Quando ricominciammo a vivere. Dalla storia alla street art”, lo speciale cartaceo di Patria 2026

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