Tema

Costituzione

martedì 19 Maggio 2026

Dalla vittoria del NO alla sfida della rappresentanza

Dopo il referendum costituzionale, che di fatto ha costretto il governo a mettere nel cassetto il progetto di premierato, è la nuova ipotesi di legge elettorale a riaprire il nodo degli equilibri istituzionali. Lo “Stabilicum”, presentato fin dal nome come garanzia di stabilità, introduce invece un premio che può incidere sulla corrispondenza tra voto espresso e mandato parlamentare. La vita pubblica richiede partecipazione consapevole, pluralismo effettivo e una vigilanza civile capace di preservare le garanzie poste dall’ordinamento repubblicano

venerdì 3 Aprile 2026

1946, quando nel Modenese una generazione di ventenni rimise in cammino la democrazia

Il progetto dell’ANPI provinciale “La Resistenza al governo delle comunità. Partigiane e partigiani nei nuovi Consigli Comunali modenesi”, realizzato con le volontarie del Servizio civile e divenuto anche un libro per i tipi di Artestampa Edizioni, ricostruisce il passaggio dalla lotta contro il nazifascismo alla responsabilità politica del dopoguerra e alla costruzione di una nuova società civile. Nell’80° della Repubblica, un lavoro che restituisce volti e storie alle donne e ai giovani eletti nei Municipi del territorio nelle prime consultazioni a suffragio universale, riportandoli oggi alla memoria viva della comunità

giovedì 2 Aprile 2026

Referendum. Chi ha vinto veramente? E perché?

Il quadro che emerge dall’analisi dei dati e dai raffronti storici (2006, 2016) è contraddittorio perché alla chiara crisi di consenso del governo non corrispondono poi i sondaggi politici. È evidente comunque una caduta di popolarità della coalizione di Giorgia Meloni. La grande novità è stata la massiccia partecipazione dei giovani e delle Regioni del Sud. Non è detto però che tutto questo si traduca in un cambiamento nelle intenzioni di voto future e non è neppure scontata una volta per sempre la difesa della Costituzione da parte del popolo, anche se ogni volta che la si è voluta toccare è scattato un allarme potente

mercoledì 18 Marzo 2026

“È in gioco la Costituzione. Ecco perché votiamo NO al referendum”

Per la riforma della giustizia si è scelto un metodo opposto a quello praticato ai tempi della Costituente. Allora il governo non tentò di influenzare i lavori, mentre oggi la presidente del Consiglio e il ministro della Giustizia hanno fatto campagna attiva per il SI al referendum, ma soprattutto hanno trattato la riforma come se fosse un semplice decreto legge. Con l’aggiunta della nuova legge elettorale e del premierato, il governo ha intenzione di stravolgere la Carta fondamento della Repubblica. Per questo domenica 22 e lunedì 23 andremo a votare NO. Resoconto del convegno organizzato a Grottaminarda dall’ANPI di Avellino

domenica 15 Marzo 2026

“La leva delle intelligenze”, la scuola per rifare l’Italia. Concetto Marchesi alla Costituente

Nel 1947 l’illustre latinista e rettore dell’Università di Padova, antifascista e protagonista della Resistenza, porta alla I Sottocommissione dell’Assemblea una visione che rompe gli schemi. La rinascita del Paese non passa dagli eserciti, ma dalla capacità di far crescere il talento collettivo. Alla mobilitazione delle armi contrappone il dovere dello Stato di riconoscere e sostenere le capacità delle nuove generazioni, perché la democrazia si costruisce nelle aule, dove prendono forma cittadini liberi e consapevoli

giovedì 12 Marzo 2026

Riforme e potere: cosa è a rischio nella nostra democrazia

Premierato, nuova legge elettorale, interventi sulla magistratura e autonomia differenziata costituiscono l’asse delle iniziative promosse da Giorgia Meloni, un insieme che ridisegna l’equilibrio tra i poteri dello Stato. La storia italiana mostra che le limitazioni delle libertà non arrivano di colpo, ma si consolidano attraverso passaggi graduali. Le misure oggi in discussione puntano a concentrare il comando, riducendo contrappesi, uniformità dei diritti e spazi di rappresentanza. Per questo serve una scelta consapevole: la vitalità democratica richiede vigilanza continua, non è mai garantita per sempre

venerdì 27 Febbraio 2026

La riforma Nordio non riguarda la Giustizia, ma il potere

Con la legge costituzionale “in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” si spostano i pesi verso l’alto, dai magistrati al governo, dal confronto pubblico alla gestione discrezionale. Tra gli obiettivi dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni l’indebolimento del Csm: un organo sorteggiato non rappresenta, non oppone resistenza, non ha legittimazione né forza. E quindi diventa controllabile dalla politica. L’indebolimento della magistratura è solo il primo passo: domani potrebbe toccare a qualsiasi altro organo di garanzia. Stiamo assistendo a un’operazione di ingegneria istituzionale con potenziali ricadute sull’equilibrio democratico

lunedì 23 Febbraio 2026

Riforma costituzionale e referendum. Considerazioni di un giurista pratico

La riforma Nordio non risolve i problemi della Giustizia, ma al contrario introduce elementi pericolosi nell’ordinamento e nell’equilibrio dei poteri a favore dell’esecutivo. Viene messo in discussione il corretto e imparziale esercizio dell’attività giudiziaria, irrinunciabile garanzia per la salvaguardia del principio costituzionale di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Grave, oltre alle considerazioni sul sorteggio dei componenti del nuovo Csm, sdoppiato, il mutamento del procedimento disciplinare che da amministrativo diventa giudiziario e viene rimesso alla competenza di un giudice speciale, in violazione dell’art 102 della Costituzione. Si tratta in realtà di un progetto contro la magistratura, in linea con i numerosi tentativi di delegittimazione degli ultimi 30 anni. Ed è palese l’insofferenza del governo verso il controllo giurisdizionale

martedì 17 Febbraio 2026

Referendum, le voci del NO si alzano in tutto il Paese. La tappa di Lenola

Iniziativa riuscitissima nella città di Pietro Ingrao. In una sala stracolma si è discusso delle ragioni che portano a respingere la “riforma” della magistratrura. I Padri e le Madri costituenti, seppure di diversa appartenenza politica, hanno saputo ritrovarsi nella scrittura della Carta fondamentale della Repubblica Italiana garantendo la separazione dei poteri, e a distanza di ottant’anni tutti gli interventi hanno concluso con un unico, unanime appello: andare e invitare a votare NO

lunedì 19 Gennaio 2026

Votare No al referendum per difendere i diritti dei cittadini

La riforma varata dal governo Meloni non è stata pensata per risolvere i problemi del funzionamento della giustizia in Italia. E non c’entra nulla neppure la separazione delle carriere dei magistrati. Il vero obiettivo di questa revisione costituzionale è un riequilibrio dei poteri in favore dell’esecutivo. Il referendum riguarda dunque tutti perché è in gioco il valore sancito nella Carta dell’eguaglianza davanti alla legge

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

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Assemblea donne ANPI: “Per cambiare il mondo bisogna esserci”

È il messaggio lanciato dalla due giorni “Libere di essere – Donne: dal voto alla rappresentanza. Potere, modelli, linguaggi”, iniziativa organizzata dal Coordinamento donne ANPI per l’80° del voto delle donne, che ha riunito giornaliste, sindacaliste, attiviste, attrici, giuriste e studiose per dialoghi a più voci. Ad aprire i lavori e poi a curare le conclusioni è stata la responsabile e componente della segreteria nazionale dell’associazione dei partigiani, Tamara Ferretti, che ha parlato delle barriere abbattute, ma anche di vecchi e nuovi ostracismi e violenze. All’assemblea è intervenuto il presidente ANPI nazionale, Gianfranco Pagliarulo

“Quando ricominciammo a vivere. Dalla storia alla street art”, lo speciale cartaceo di Patria 2026

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