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Formazione

martedì 19 Dicembre 2023

In Anpi il futuro è adesso. Con i giovani

Dal Congresso nel 2022 al gruppo di lavoro fortemente voluto dal presidente nazionale Gianfranco Pagliarulo, fino a “Essere Anpi, insieme”, la prima Assemblea nazionale dei giovani dirigenti, riunita a Riccione il 2 e 3 dicembre scorsi. Con la partecipazione di 100 ragazze e ragazzi. Ecco il primo di una serie di articoli che vi racconteranno la due giorni di un’esperienza importante ed entusiasmante per la casa comune dell’associazione dei partigiani, fatta di militanza antifascista, tensione etica, conoscenza storica, custodia e diffusione della memoria, e tanta voglia di contribuire con temi e modalità che la rendano ancor più parte attiva in una società che cambia

mercoledì 13 Dicembre 2023

Insegnare la Costituzione a scuola, come fosse una lingua

Il testo del 1948 è un fatto giuridico, un atto storico, un testo perfetto per chiarezza e comprensibilità. Può essere dunque una lettura esemplare per l’insegnamento dell’italiano, della storia, del diritto, della matematica addirittura. Ma senza un approccio significativo alla Carta l’Educazione civica reintrodotta nei programmi diventa un vago appello a valori indefiniti. Ecco una proposta di strumento didattico per chi vuole fare della scuola un luogo di crescita democratica

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Numero 166 Anno

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Come si assolve un Ministro dell’Interno

La decisione della Cassazione, che ha respinto il ricorso della Procura di Palermo sulla vicenda della nave Open Arms, è stata accolta con un coro unanime di soddisfazione. Ma è stata una buona sentenza? Per capirne a fondo i termini giuridici ricostruiamo i passaggi processuali e la cronologia dei fatti. Quello che è certo è che Salvini, allora al Viminale, non ha fatto il suo dovere, anche se in buona compagnia. L’Italia non era infatti il solo Paese obbligato a concedere il Pos (Place of Safety, Punto di Sbarco Sicuro). Tutta l’Europa non ne esce bene. Quella UE che si rimpallava il dovere di accogliere portava già in sé i germi della deriva xenofoba. Ma il vulnus più grave è l’aver ritenuta utilizzabile per le operazioni di salvataggio la zona Sar libica così da sentirsi autorizzati a non intervenire, ammettendo in linea di principio che i migranti debbano essere restituiti alla Libia. Rimandandoli nell’orrore

“Quando ricominciammo a vivere. Dalla storia alla street art”, lo speciale cartaceo di Patria 2026

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