Tema

Partigiani

martedì 14 Aprile 2026

Storie di Nado. L’incanto inquieto di un maestro delle forme

Milano rende omaggio a Nado Canuti, artista senese di nascita ma meneghino d’adozione, partigiano giovanissimo durante la guerra, con una mostra a ingresso gratuito allestita nella prestigiosa Casa della Memoria. Curata da Giorgio Seveso e Francesca Pensa e organizzata anche con il contributo dell’ANPI, sarà inaugurata mercoledì 22 aprile e resterà aperta fino al 24 maggio. Un percorso intenso attraverso la lunga vicenda creativa di un genio innovativo: scultore del dopoguerra, sperimentatore inquieto tra materia, pittura e visioni. In esposizione i diversi registri della sua poetica, con fiabe sospese, teatrini minimi, ombre cinesi, figure espressionistiche, paesaggi interiori e meccanismi visionari, in una sintesi che restituisce la bellezza sincera e la coerenza di un profondo immaginario. Tutte le info utili

venerdì 10 Aprile 2026

Quelle salite verso la libertà. Lo scrittore sulle tracce della lotta partigiana

Ricordare la Resistenza non come rito, ma come cammino. È questa la scommessa di “Sentieri partigiani” (Einaudi, 2026), il nuovo libro di Paolo Malaguti, scrittore veneto e insegnante di liceo, che parte da varie escursioni in bici sul Monte Grappa per avviare un viaggio lucido e personale nella memoria resistenziale italiana. Tra lapidi dimenticate, monumenti invisibili e luoghi svuotati di senso, l’autore intreccia storia, pedagogia e letteratura – da Meneghello a Pavese, da Fenoglio agli studenti di oggi – per rispondere a una domanda che non smette di bruciare: cosa significa, nel 2026, conoscere e tramandare la lotta di Liberazione senza retorica e senza farne un monumento intoccabile? Lo abbiamo intervistato

giovedì 26 Marzo 2026

Il Ponte della Memoria tra Basilicata e Grecia: Antonio Pellegrino e i Martiri di Kalogreza

Una delegazione lucana dell’Anpi e della Cgil ha raggiunto Atene e Nea Ionia per rendere omaggio alle vittime dell’eccidio operaio del Blocco di Kalogreza, dove il 15 marzo 1944 ventidue giovani partigiani e lavoratori furono fucilati dalle truppe naziste e dai battaglioni collaborazionisti. Al centro della missione, il ricordo di Antonio Pellegrino, originario di Lavello, che dopo l’8 settembre scelse la Resistenza greca come terreno di lotta e di fratellanza tra popoli. Un viaggio sostenuto dalla Cgil di Potenza che rinnova un legame antifascista tra le due sponde del Mare nostrum lungo ottant’anni

lunedì 19 Gennaio 2026

Si chiama MuRes. È un museo partigiano di montagna

Il progetto è nato dal rinnovo del precedente museo “Agostino Piol”, combattente MdO alla memoria, caduto in battaglia a Pian De Le Femene sulle Prealpi, a cavallo tra le province di Belluno e Treviso. Dopo varie ristruttarazioni e riorganizzazioni, le sezioni ANPI “La Spasema” e la “Divisione Nino Nannetti” sono state incaricate dai rispettivi Comitati provinciali della gestione e manutenzione dell’edificio e della cura e apertura del Museo nei mesi estivi da giugno a settembre durante i sabati e le domeniche. Il programma delle prossime iniziative

martedì 13 Gennaio 2026

Quella piccola grande repubblica partigiana in Alta Lunigiana

La gloriosa storia della IV Brigata Garibaldi operante sull’Appennino tosco-emiliano che, comandata da Almo Bertolini “Oriol”, per tutti “il professore”, e dal commissario Reclus Malaguti, nome di battaglia “Benassi”, dette vita a una straordinaria, seppur breve, esperienza di democrazia. Il ruolo del Pci e del Cln della Spezia. In particolare, nel territorio di Comano l’incontro-scontro tra comunisti e contadini, pastori e boscaioli, pur vissuto in un contesto di arretratezza politica, portò a elezioni comunali, dando il voto alle donne tra le prime volte in Italia, e alla creazione di una scuola per offrire istruzione a combattenti e giovani sfollati, dalle medie alle superiori

giovedì 18 Dicembre 2025

Tanti auguri all’Anpi di Cesano Maderno (MB) per gli 80 anni di Resistenza

Grandi festeggiamenti nella sezione intitolata a “Giuseppe Pellegatta”, partigiano ucciso in battaglia a 18 anni, con addobbi, palloncini e torta. Erano presenti assessori e consiglieri comunali, i rappresentanti delle associazioni cesanesi e tanti, tanti antifascisti. Condividere un momento di gioia con così tante persone è stato profondamente emozionante, un segno vivo di quanto i valori dell’antifascismo continuino a unire

venerdì 5 Dicembre 2025

Stampare clandestinamente nel bosco. Storia della tipografia partigiana “Slovenija”

Perfettamente conservata, nel territorio comunale di Idrija a circa 60 chilometri dal confine italiano, si può visitare ancora oggi. Le formazioni combattenti si occuparono da subito della stampa. La produzione e la diffusione di giornali illegali prodotti da intellettuali, ma anche da operai e contadini, in luoghi segreti in Italia e all’estero, in condizioni precarie e con pochissimi mezzi rappresentò, oltre che un atto di coraggio, un veicolo fondamentale per la diffusione delle idee antifasciste e delle notizie fondamentali per la Resistenza. In quella impervia selva si stamparono ben 313 pubblicazioni diverse (molte in lingua italiana) con una tiratura di oltre 1.300.000 copie e a pieno ritmo fino a 7.000 al giorno del giornale “Partizanski Dnevnik”

mercoledì 12 Novembre 2025

Francobolli partigiani. Le emissioni postali del CLN nelle zone liberate

Sarà visitabile fino a venerdì 14 novembre, a Rivalta Bormida (AL), la mostra filatelica “I Patrioti della Valbormida”, organizzata per ricordare, oltre all’80° della Liberazione, il partigiano Flavio Pistarino nel primo anniversario della morte. Nelle zone liberate dall’occupazione tedesca o dalla Rsi, alcuni Comitati di Liberazione Nazionale compresero la necessità di eliminare dalle affrancature bollate i simboli del regime fascista. Decisero quindi di emettere propri valori postali e/o soprastampare quelli esistenti. E fino al 7 dicembre sarà disponibile un annullo postale speciale. Presentiamo qui alcuni esempi esposti nella mostra

lunedì 8 Settembre 2025

Maggiore Gobetti sarai fucilato

Premio letterario montenegrino Polimski Soko 2025 al racconto “Il maggiore Gobetti” dello storico Eric Gobetti che narra le vicende di un ufficiale italiano in Montenegro. L’autore si immedesima nell’esperienza tragica dei militari italiani nello sbandamento generale dopo l’Armistizio, immaginando le loro emozioni, il loro punto di vista. L’esercito regio si era macchiato di innumerevoli violenze contro i civili, ma molti soldati scelsero poi di combattere i tedeschi e aderirono alla Resistenza jugoslava. Il protagonista è un personaggio di fantasia, ma ispirato a eventi realmente accaduti. Un testo letterario che l’autore ha voluto donare ai lettori di Patria in occasione di un 8 settembre particolare, quello degli ottant’anni dalla Liberazione

venerdì 5 Settembre 2025

La Resistenza diversa di una staffetta partigiana senza bicicletta

Il volume illustrato “Amore zoppo. Memoria di una Resistenza residuale” (Edizioni Minerva) del sociologo Enrico Papa è il racconto di una lotta di Liberazione sganciata dall’immaginario eroico tradizionale e getta nuova luce su tutto il movimento resistenziale italiano. Si tratta di un tributo alla figura di Rina Bencivenni, nonna dell’autore, originaria di San Giovanni in Persiceto (BO), che operò nella 63ª Brigata Garibaldi “Bolero” nonostante avesse una disabilità dovuta alla poliomielite contratta da bambina. Sostenuto dallo Spi Cgil di Bologna, dall’Anpi provinciale Bologna e dalla Fondazione Duemila, il libro (in prosa e poesia) è arricchito dai disegni dell’illustratrice Kiki Skipi (alias Chiara Pulselli) e dalla prefazione di Albertina Soliani, presidente dell’Istituto Alcide Cervi

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

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Come si assolve un Ministro dell’Interno

La decisione della Cassazione, che ha respinto il ricorso della Procura di Palermo sulla vicenda della nave Open Arms, è stata accolta con un coro unanime di soddisfazione. Ma è stata una buona sentenza? Per capirne a fondo i termini giuridici ricostruiamo i passaggi processuali e la cronologia dei fatti. Quello che è certo è che Salvini, allora al Viminale, non ha fatto il suo dovere, anche se in buona compagnia. L’Italia non era infatti il solo Paese obbligato a concedere il Pos (Place of Safety, Punto di Sbarco Sicuro). Tutta l’Europa non ne esce bene. Quella UE che si rimpallava il dovere di accogliere portava già in sé i germi della deriva xenofoba. Ma il vulnus più grave è l’aver ritenuta utilizzabile per le operazioni di salvataggio la zona Sar libica così da sentirsi autorizzati a non intervenire, ammettendo in linea di principio che i migranti debbano essere restituiti alla Libia. Rimandandoli nell’orrore

“Quando ricominciammo a vivere. Dalla storia alla street art”, lo speciale cartaceo di Patria 2026

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