Tema

Storia

venerdì 8 Maggio 2026

Uno sterminio a lungo rimosso. L’aggressione all’Etiopia dell’imperialismo fascista

Novant’anni fa, il 9 maggio 1936, dal balcone di Palazzo Venezia, Mussolini celebrava la conquista dell’Africa orientale come trionfo nazionale, accompagnato da cori plaudenti e da una propaganda che esaltava miti di grandezza e missioni redentrici. Ma dietro la retorica si stava consumando una spedizione coloniale segnata da bombardamenti chimici, massacri di civili, deportazioni e leggi razziali. La prima campagna bellica in grande stile di uno Stato europeo dopo la conclusione della Grande guerra rivelò presto la sua natura fallimentare, lasciando dietro di sé un’eredità di violenze occultate e una memoria pubblica incapace per decenni di riconoscere la portata delle responsabilità italiane

martedì 5 Maggio 2026

Un soldato, un’infermiera e il lungo viaggio di un fazzoletto dipinto

Mario Scanu, catturato in Libia durante il secondo conflitto mondiale e trasferito in un campo di prigionia australiano, donò a Doreen Massick un piccolo manufatto realizzato durante l’internamento. Anni dopo, prima di morire, l’operatrice sanitaria chiese che quel drappo colorato, simbolo dei “ragazzi senza storia” travolti dalla guerra, fosse consegnato ai familiari dell’uomo che aveva assistito. Oggi la pronipote Emma Hayes, insieme a ricercatori e studiosi, tenta di individuare tra Sardegna e Nord Italia i discendenti del militare. A chi avesse notizie utili le indicazioni per scrivere

lunedì 4 Maggio 2026

La Brigata Maiella: tra storia, memoria e nuove prospettive di ricerca

Il volume collettaneo curato da Edoardo Puglielli per Textus, è frutto di una nuova e feconda stagione di studi storici sulla Resistenza italiana, che grazie all’acquisizione di fonti finora non utilzzate ha reso possibile ricostruire con maggiore precisione anche una delle esperienze più originali e peculiari della lotta di Liberazione. Oggi è possibile riscoprire una storia resistenziale atipica, articolata e complessa e per questo considerata a lungo “marginale” e che ha generato perfino problemi di definizione giuridica visto che come scrisse il comandate Ettore Troilo gli uomini della Maiella sono stati al tempo stesso soldati e partigiani

mercoledì 22 Aprile 2026

Il ragazzo che non tradì. Marco Eftimiadi, impiccato a Trieste il 23 aprile 1944

Di famiglia italo‑greco‑albanese antifascista, studente nel capoluogo giuliano, militante del Fronte della Gioventù, operò nel GAP aggregato al IX Corpus dell’Esercito popolare di liberazione jugoslavo. Arrestato dalle SS nel marzo di quell’anno, torturato per settimane, rifiutò di fare i nomi dei compagni, nonostante la promessa di libertà, Venne impiccato con altri cinquanta ostaggi nella rappresaglia di via Ghega. Documenti e testimonianze inedite raccontano un giovane che scelse la dignità e la coerenza. Una storia di coraggio che attraversa il Confine orientale e arriva fino a noi

mercoledì 8 Aprile 2026

L’ANPI in memoria di Giovanni Amendola, il liberale ucciso dagli squadristi di Mussolini

Moriva cento anni fa in Francia per i postumi traumatici dell’ultimo pestaggio. Parlamentare liberale, giornalista, docente di filosofia, è ricordato oggi come una delle principali figure dell’opposizione al regime, promotore del Manifesto degli intellettuali antifascisti. In suo onore tante le iniziative in Campania: a Napoli, Salerno, Sorrento e a Sarno, sua città d’origine. I nipoti hanno chiesto espressamente la presenza dell’Associazione nazionale dei partigiani perché rappresenta la vera continuità con i valori di Amendola

venerdì 20 Marzo 2026

Quel regio Capo di stato maggiore che insegnò all’Italia a non fare i conti con il regime

Davide Conti, “Il generale Roatta – Il passato rimosso del fascismo”, Salerno Editrice. La ricostruzione chirurgica dell’ascesa, dei crimini e dell’impunità di uno dei principali architetti della repressione fascista e della “continuità”, traghettando metodi e apparati della dittatura mussoliniana dentro la Repubblica. Dalla guida del Sim alla guerra di Spagna, dall’aggressione alla Jugoslavia fino al “Noto Servizio”, lo storico ricompone la trama di protezioni, depistaggi e complicità che garantì all’alto ufficiale di sottrarsi alla giustizia e di lasciare un’impronta oscura e duratura nel Paese

martedì 17 Marzo 2026

Come ti spio l’antifascista. Un trittico sulle schedature del regime

Michele Casalucci ha curato per conto dell’ANPI di Foggia tre volumi di ricerca sul periodo fascista in Puglia. Nel primo volume si accende un riflettore sugli “Antifascisti e perseguitati politici di Accadia, Anzano di Puglia, Deliceto, Monteleone di Puglia e Sant’Agata di Puglia nel Casellario politico centrale”, il secondo si focalizza sulle “Antifasciste e perseguitate politiche di Capinata nel Casellario politico centrale”, mentre il terzo racconta degli “Antifascisti e oppositori politici emigrati di San Marco in Lamis nel Casellario politico centrale”. Tre studi utili per illuminare il passato, ma anche per capire meglio il presente

domenica 15 Marzo 2026

“La leva delle intelligenze”, la scuola per rifare l’Italia. Concetto Marchesi alla Costituente

Nel 1947 l’illustre latinista e rettore dell’Università di Padova, antifascista e protagonista della Resistenza, porta alla I Sottocommissione dell’Assemblea una visione che rompe gli schemi. La rinascita del Paese non passa dagli eserciti, ma dalla capacità di far crescere il talento collettivo. Alla mobilitazione delle armi contrappone il dovere dello Stato di riconoscere e sostenere le capacità delle nuove generazioni, perché la democrazia si costruisce nelle aule, dove prendono forma cittadini liberi e consapevoli

sabato 28 Febbraio 2026

Antonio e Sandro. Due antifascisti speciali nel carcere di Turi

Il libro “Nessuna grazia” di Cosimo Damiano Damato ricostruisce l’incontro tra Gramsci e Pertini nel carcere di Turi, dove dalla fine del 1930 i due si ritrovarono a condividere la quotidianità. Il racconto mette al centro non figure mitizzate, ma uomini costretti alla reclusione politica che, in un Paese dove «non si può parlare, non si può manifestare, non si può pensare», continuano a coltivare un’idea di futuro. Dalle loro conversazioni, dai gesti minimi e dalla solidarietà che nasce tra compagni di prigionia emerge una speranza ostinata, capace di superare la dimensione individuale e di trasformarsi in visione collettiva. Perchè «l’indifferenza è il peso morto della storia»

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

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Un confine trasformato in strumento di pressione, una crisi usata per regolare conti geopolitici, Schengen imbracciato come arma, la legalità piegata, mentre migliaia di persone diventano pedine di una strategia fondata sull’industria bellica e sull’obbedienza cieca al padrone statunitense. Travolta ogni traccia di umanità con la complicità di una parte delle leadership europee

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