Aude Pacchioni a Carpi (MO) nel 1945. Si ringrazia per le foto l’Anpi provinciale di Modena

Aveva un carattere energico, risoluto, temprato da anni di impegno Aude Pacchioni, un acume e una memoria di ferro mai venuti meno. Se ne è andata all’età di 94 anni, la partigiana “Mimma”, per due decenni presidente dell’Anpi provinciale di Modena. Una delle ultime tappe di una densa esistenza.

Nata a Soliera il 18 dicembre 1926 aveva visto la cascina familiare divenire un rifugio per soldati sbandati, feriti e fuggitivi dal campo di concentramento e transito di Fossoli. Diciottenne, lavorava come impiegata pendolare alle fonderie Rizzi, quando cominciò a prendere contatti con il Cln, in seguito la partecipazione alla lotta di Liberazione nella brigata Diavolo.

Un ritratto fotografico di Aude Pacchioni nel 1955 dall’Anpi provinciale di Modena

Dal dopoguerra una lunga esperienza di dirigente sindacale, nella Federmezzadri, politica nel Partito comunista, e nell’Udi, prima locale e poi nazionale. Donna delle istituzioni, Aude, era stata consigliere comunale ininterrottamente dal 1956 all’85, e ancora assessore regionale alla sanità e ai servizi sociali e presidente dell’ente ospedaliero di Modena. Contribuendo alla nascita del modello emiliano di welfare e dando vita, tra l’altro, nel 1969 al primo asilo nido della città e alla prima casa-albergo per gli anziani.

Passato e futuro, un binario costante di una personalità imponente. «È un grande dolore per l’intero territorio» le prime parole affrante di Lucio Ferrari, suo successore dal 2018 all’associazione dei partigiani modenese. «Con Aude ci sentivamo molto spesso perché la sua sensibilità ed esperienza era di grande insegnamento per leggere e intervenire nel nostro tempo attuale. Una figura carismatica insostituibile». E il presidente nazionale dei partigiani italiani, Gianfranco Pagliarulo, dando l’annuncio della scomparsa ha voluto ricordarne la figura pubblica, che coincideva con quella privata, di una luminare della democrazia: “avversa alla politica urlata e presenzialista” perché “Aude era una combattente, una istituzione, un esempio. Ci lascia scolpito un messaggio di ciò che vuol dire davvero cittadinanza attiva, al servizio della Repubblica. Addio “Mimma”, donna resistente”. Un cordoglio profondo espresso da tutti i rappresentanti delle istituzioni dell’Emilia Romagna, a cominciare dal presidente di Regione Bonaccini.

Uno scatto di Aude Pacchioni del 2017 (foto di Valentina Giunta)

La scorsa estate era arrivato a Modena Gad Lerner, che aveva voluto personalmente intervistare Aude per il progetto multimediale “Noi partigiani”, avviato in collaborazione con l’Anpi. Memoria democratica guardando al domani: «Per questo aveva voluto passare il testimone», racconta ancora il presidente provinciale Ferrari. Con l’orgoglio di appartenere a un’associazione che tanto aveva contribuito alla costruzione della democrazia nel nostro Paese. Di più: che aveva saputo mettere in stretto legame Resistenza, antifascismo e democrazia.

Lo aveva rivendicato Aude in una delle sue ultime uscite pubbliche nazionali, partecipando nella capitale, era l’aprile del 2017, al convegno “Continuando il buon cammino, l’Anpi dai partigiani ai giovani per la Costituzione, l’antifascismo, la democrazia”. Anpi ponte fra generazioni. E aveva invitato le tante ragazze e ragazzi presenti all’incontro a battersi per l’uguaglianza e la parità di genere, lei che tanto si era spesa per le braccianti e le mondine e per la parità di salario tra donne e uomini. Aveva anche ammonito, con la sua sagacia, sul pericolo di tentazioni autoritarie “mai cancellate”, perché “il fascismo è espressione di una cultura che in Italia non siamo riusciti completamente a metterci alle spalle”. Soprattutto aveva sollecitato i giovani a fare, ma non in un modo qualsiasi o frettoloso, perché innanzitutto bisogna pensare “perché non bisogna fare presto ma fare bene”, ribadendo la condotta di tutta una vita e le responsabilità assunte dall’associazione dei partigiani che in tutti gli anni della Repubblica aveva dovuto spesso colmare vuoti di democrazia. Ora per tutti, giovani e anziani, modenesi, emiliani, italiani sarà più difficile colmare il vuoto lasciato da Aude Pacchioni.