A volte succede che ci si ritrovi in una piazza, in tante e tanti: associazioni, sindacati, partiti, movimenti. È successo a Roma, lo scorso 31 gennaio, in un sabato freddo e piovoso, a Piazza Vittorio. Presenti le istituzioni democratiche di Roma Capitale e dei Municipi. Ed è successo perché l’ANPI di Roma ha chiamato a raccolta per una iniziativa pubblica i mille volti del movimento democratico della Capitale per dare vita ad una nuova fase della lotta antifascista: la costruzione del Coordinamento permanente “Roma Città Antifascista”. È stato un percorso avviatosi a metà novembre ma che nel giro di poche settimane ha visto già l’adesione di tante organizzazioni, oltre 70 sigle. Scorrendone l’elenco – che si trova in calce a questo resoconto – si coglie l’ampiezza e la rappresentatività dei soggetti aderenti. Non era scontato.

Stiamo assistendo ormai da tempo a un crescendo di atti violenti di stampo fascista, razzista, omofobo e sessista: non si può più parlare di gesti isolati. Siamo di fronte ad un evidente salto di qualità, ad una precisa strategia eversiva. A questo clima pesante – decine e decine di pestaggi, intimidazioni, atti vandalici, raid notturni, attacchi a sedi di partito, assalti alle scuole, aggressioni omotransfobiche – Roma, città Medaglia d’Oro al Valor Militare per la Resistenza, dice basta.
In pochi giorni, grazie al lavoro dei giornalisti della Rete #NoBavaglio, si è raccolto un dossier dettagliato, primo tassello per la realizzazione di un Osservatorio Antifascista, strumento fondamentale per monitorare, in modo sistematico, la presenza e l’evoluzione di fenomeni troppo spesso sottovalutati. Infatti, già da questo primo lavoro collettivo di raccolta dati – con doverosa verifica delle fonti! – appare evidente che siamo davanti a una vera e propria escalation di azioni rivendicate da sigle e gruppi dichiaratamente nazifascisti, di aggressioni d’odio e di intimidazioni. Solo nello scorso anno, sono stati accertati un centinaio di casi. Accanto a questi fatti, si registra anche il diffuso e sfacciato emergere di una mentalità e di una cultura basata sul disprezzo del diverso, del migrante, delle donne. A tutto questo, non meno grave, si aggiunge, infine, la strategia della “memoria rovesciata”, particolarmente impegnata a penetrare nelle giovani generazioni, portata avanti non solo dalle organizzazioni nostalgiche, ma anche da politici ed esponenti di governo.

Molti anni fa – eravamo nel 1995 – Umberto Eco aveva ben compreso questa dinamica. Scriveva, infatti: “Il Fascismo è ancora intorno a noi, talvolta in abiti civili. Sarebbe così confortevole, per noi, se qualcuno si affacciasse sulla scena del mondo e dicesse: “Voglio riaprire Auschwitz, voglio che le camicie nere sfilino ancora in parata sulle piazze italiane!” Ahimè, la vita non è così facile. Il Fascismo può ancora tornare sotto le spoglie più innocenti. Il nostro dovere è di smascherarlo e di puntare l’indice su ognuna delle sue nuove forme – ogni giorno, in ogni parte del mondo”. D’altronde, il fascismo è come un virus, muta, come ci ricordava Andrea Camilleri, nel 2019. Cioè a dire, può anche non essere formalmente una dittatura, ma essere una mentalità che permea i rapporti sociali ed economici. Eco parlava del “nostro dovere” di antifascisti e aveva ragione: smascherare il fascismo in ognuna delle sue nuove forme, ovunque si presentino.

Coordinamento permanente e Osservatorio, sono i due nuovi strumenti che Roma antifascista si è data. In questo, il ruolo dell’ANPI è stato decisivo, come è stato riconosciuto negli interventi che si sono succeduti dal palco del 31 gennaio. Noi dell’ANPI abbiamo il dovere e la responsabilità di tenere insieme forze politiche e sociali, anche diverse tra loro, ma che nell’impegno per difendere e attuare la Costituzione repubblicana sanno rinnovare quel patto tra generazioni che produsse ottanta anni fa la vittoriosa lotta partigiana. E non è un caso che sul palco del 31 gennaio abbiano parlato soprattutto ragazze e ragazzi, vittime o comunque testimoni del rigurgito fascista, nelle scuole, nelle Università, nelle immense periferie della nostra città.

Di fronte all’aumento delle disuguaglianze, alla precarietà e ai diritti negati, proprio in quei territori più disgregati possono far presa le vaghe, contraddittorie e nebulose parole d’ordine della destra estrema e neofascista. Parole d’ordine che spostano il dibattito politico su sicurezza e razzismo contro i migranti. La destra estrema intercetta rabbia, paura, senso di declino, frustrazione sociale. Offre risposte semplicistiche, identitarie, autoritarie. Una su tutte, quella della cosiddetta “remigrazione”.

L’emersione di un millantato sovranismo post-fascista non è altro, infatti, che negazione e antitesi del principio della sovranità popolare costituzionale. E qui siamo al paradosso più volte ribadito dagli interventi dal palco del 31 gennaio: le politiche di riarmo prosciugano le risorse, desertificano i diritti sociali, aprono la strada a pericolose involuzioni autoritarie, in Italia, in Europa, nel mondo. In molti hanno ricordato la vicenda di Minneapolis.

Di fronte a questa regressione sociale e culturale, i soggetti che hanno aderito al Coordinamento permanente rappresentano, invece, quei valori della nostra democrazia costituzionale, figlia del 25 aprile 1945, che chiamano a una convivenza pacifica, rispettosa delle differenze, nella continua lotta per l’allargamento dei diritti sociali e civili. Per tutti questi motivi, il fatto che il Coordinamento permanente antifascista sia nato a Roma non è solo – crediamo – un fatto cittadino, quantunque importante. Roma è la Capitale, e pertanto non può non essere un fatto anche di portata nazionale. Questo, ci auguriamo. Un modello, forse, per altri contesti. Sicuramente, un esempio concreto di come l’ANPI interpreta il suo ruolo nella società: costruire una rete pluralista e fortemente unitaria con un vasto fronte di forze politiche e sociali.
Contro il fascismo, contro il riarmo, contro l’attacco alla Costituzione.
Marco Noccioli (presidenza ANPI Provinciale di Roma)
ELENCO AGGIORNATO DEI SOGGETI CHE FANNO PARTE DEL COORDINAMENTO PERMANENTE ANTIFASCISTA
(in ordine alfabetico)
AAMOD, ADI Roma, AICVAS Roma, ANED Roma, ANPC, ANPI, ANPPIA, ANVRG Roma, Archivio Flamigni, Articolo 21, Artisti Resistenti, Associazione Carteinregola, Ass. Culturale Enrico Berlinguer sez. Menichelli, Ass. Culturale Pro Loco San Lorenzo, Ass. della Repubblica per la storia dell’Italia Repubblicana ETS, Ass. Memoria degli Stermini Dimenticati, Ass. Parliamo di Socialismo, Assopace Palestina, Attac Roma, AUSER Lazio, Blue Room Libreria indipendente, CADI (Com. Antirazzista Durban), CGIL Roma e Lazio, Cinecittà Bene Comune, Circolo Culturale “Saragat Matteotti”, Circolo “Mario Mieli”, Comitato Antirazzista Durban Italia, Comitato Italiano Lula Livre, Comitato Monteverde per la Pace, Comitato Piazza Vittorio Partecipata, Confederazione Comunista Roma, Coordinamento Associazioni Lazio Mobilità Alternativa, Emergency, Europa Verde, GEV, Giovani Democratici, Giuristi Democratici, Gruppo Capitolino E.V. – Alleanza Verdi Sinistra, Healing and Freedom Movement Italia /USA, Libera, Link Coordinamento universitario, Mediterranea, MeM8, Movimento 5 Stelle, Nannarè, Nonna Roma, Opera Nomadi, Partito Comunista Italiano, Partito Democratico, Partito della Rifondazione Comunista, +Europa Roma, Polo Civico Esquilino, Possibile, Progetto Enea, Progetto Glicine 118, Radicali Roma, Retake, Rete dei Numeri Pari, Rete della Conoscenza Roma, Rete #NOBAVAGLIO, Rete studenti medi, Rete Yekatit 12-19 febbraio, Reti di Pace, Risorgimento socialista, sezione di Roma/Lazio, Sbilanciamoci, Sinistra Civica Ecologista, Sinistra Italiana, Spin Time, Tutti per Roma Roma per tutti, UDI, UDS, UDU, Ugs (Unione Giovani di Sinistra), UIL Roma e Lazio, Ygrò A.p.s.
Pubblicato sabato 21 Febbraio 2026
Stampato il 21/02/2026 da Patria indipendente alla url https://www.patriaindipendente.it/servizi/roma-citta-chiusa-ai-fascisti/




