domenica 20 Settembre 2026
Malati di mente, disabili o oppositori? Per il fascismo tutti da internare in manicomio
La definizione vaga di “follia” permise al regime di segregare chiunque non fosse allineato. Gli ospedali psichiatrici divennero manicomi giudiziari – Aversa, Montelupo, Reggio Emilia – dove persone private dei diritti civili e politici venivano sottoposte a terapie pesantissime. E molte donne finirono dentro solo perché giudicate ribelli. La psichiatria dell’epoca adottò pratiche fondate sul razzismo scientifico e contribuì a trasformare il dissenso in una patologia. Lo stesso criterio si abbattè sull’infanzia: per i bambini con disabilità o in difficoltà si istituirono classi e strutture separati. Oggi, mentre qualcuno ripropone “classi distinte”, quella storia torna a bussare e a preoccupare










