Dal 18 aprile al 1° maggio Treviso ospiterà una mostra che intreccia arte, memoria e impegno civile. Nelle sale di Palazzo dei CCC prende vita Comunicare per Resistere, Resistere per Comunicare, un percorso espositivo che impiega il linguaggio della grafica e dell’immagine per raccontare vent’anni di attività dell’ANPI provinciale di Treviso e dell’ANPI nazionale. Protagonista della mostra è il lavoro di Gabriele Sossella, autore e progettista visivo che dal 2004 ha messo competenze, tempo e passione al servizio dell’ANPI e ha dato forma ai materiali esposti nella mostra: una ricca selezione di manifesti, pubblicazioni e contenuti multimediali.

Non si tratta di una semplice raccolta di materiali, ma di un viaggio nella storia dell’ANPI di Treviso e nazionale, e quindi nella storia della Repubblica. Un percorso espositivo che testimonia l’impegno dell’Associazione nella diffusione dei valori dell’antifascismo, della pace e della democrazia; in cui il linguaggio visivo si fa strumento attivo di partecipazione: colori, simboli e parole restituiscono l’energia di battaglie civili, commemorazioni, concerti e iniziative culturali, mantenendo viva e attuale l’eredità della Resistenza.

Il percorso espositivo per argomenti

Oltre ai materiali grafici, la mostra include anche contenuti audiovisivi e documenti digitali. Il progetto è stato considerato meritevole dalla Regione Veneto. Scrive il presidente provinciale dell’ANPI di Treviso Giuliano Varnier presentando la mostra: “Riprendiamo un percorso iniziato molti anni fa dal presidente partigiano Umberto Lorenzoni con i “filò” partigiani, incontri con le partigiane e i partigiani che ricordavano quelle pagine luminose di lotta contro la dittatura fascista e gli occupanti nazisti. E ripercorriamo gli anni dell’epopea partigiana della Divisione Garibaldina Nino Nannetti sull’altopiano del Cansiglio, che fu il punto più alto della lotta armata nel Triveneto”.

“Ricorderemo – dice ancora Varnier – il fallito tentativo nazifascista di stroncare il centro della Resistenza, che sull’altipiano aveva la base principale, nonché le grandi manifestazioni che ogni anno si tengono nella seconda domenica di settembre e che ebbero il battesimo alcuni decenni fa con la presenza del Presidente Partigiano Sandro Pertini. E parleremo dell’attualità delle lotte antifasciste. Tutto questo emerge dalla mostra e dal volumetto che la illustra”. Per il presidente ANPI Treviso, è molto importante ricordare le scelte di quei giovani che scelsero di combattere per la libertà. “Seppero parlare di diritti e di uguaglianza. In questi anni difficili che stiamo attraversando, per le condizioni di vita di tante persone, per le atroci guerre che insanguinano tanta parte del mondo, e purtroppo per l’emergere di rigurgiti di propaganda nazifascista, ritornare alle radici della nostra Costituzione e ai valori complessivi della Resistenza ci sembra quanto mai positivo”.

Il percorso espositivo si articola in diverse sezioni tematiche, dai manifesti degli incontri in Cansiglio – luogo simbolo della lotta partigiana – ai “luoghi della memoria”, fino alla comunicazione multimediale e alle iniziative dedicate alla Costituzione. Sono inoltre particolarmente degne di nota le sezioni “ANPI – cultura di pace, inclusione, uguaglianza e libertà e “resistere non invecchia: informazione, promozione e divulgazione”. La prima raccoglie i manifesti di “Incontri, convegni e conferenze aperte a tutti e a tutte” per “conoscere i personaggi e la storia del nostro paese, per promuovere l’antirazzismo, la pace e la convivenza tra i popoli attraverso la crescita culturale e democratica di ogni cittadino”. Nella seconda saranno esposti anche manifesti di importanti attività dell’ANPI nazionale, come quello della sua prima Festa nazionale a Casa Cervi nel 2008, che, insieme ad altri di Sossella, è ancora oggi affisso sulle pareti della Sede nazionale dell’Associazione a Roma.

La mostra sarà inaugurata sabato 18 aprile alle ore 17 e sarà visitabile nelle giornate festive e nei pomeriggi di quelle feriali. Per maggiori informazioni consultare la locandina. Successivamente al capoluogo Treviso, la mostra verrà portata in altri Comuni della Provincia; poi a Vittorio Veneto, che fu il centro della Nannetti, e così nelle piazze, nei luoghi di lavoro e ovunque sarà possibile. Un’occasione per riflettere: perché, come ricorda questa mostra, comunicare è già un modo di resistere.

 


La presentazione del presidente provinciale ANPI Treviso, Giuliano Varnier

La legge regionale del 10 dicembre 2010 sulla valorizzazione del patrimonio storico e culturale dell’antifascismo, legge che ebbe tra i principali promotori il consigliere Pierangelo Pettenò, rappresenta soprattutto oggi, con i pericolosi segni del passato che si riaffacciano sia in Italia che in altre parti del globo, un fatto importante per il Veneto e non soltanto. Con essa veniva riconosciuto dal Consiglio Regionale e dalla Giunta la necessità di dare vita, avvalendosi del contributo di tutte le associazioni che, come l’ANPI, perpetuano i valori della Resistenza antifascista, compresi gli Istituti Storici e le associazioni degli internati, ad una seria iniziativa di analisi e di ricerca di quanto accadde in quegli anni che furono decisivi per la costruzione della Repubblica italiana con i fondamentali principi di pace e di uguaglianza che sono scolpiti nella Costituzione. Un insegnamento da rinverdire per sempre.

Oggi più che mai quei valori vanno fatti conoscere alle nuove generazioni in questa fase della nostra storia sia nazionale che internazionale in cui riemergono pulsioni autoritarie e pericoli seri per la democrazia. Quelle donne e quegli uomini che scelsero la lotta per la libertà erano in prevalenza giovani ventenni che si unirono ai più anziani che il fascismo lo avevano sempre combattuto pagando anche con la prigione o l’esilio. Questi giovani videro, quando si squarciò la cortina della retorica, la brutalità del fascismo, conobbero l’assurdità e l’orrore della guerra, la malvagità di una politica repressiva e autoritaria, e seppero con il loro sacrificio, la loro lotta, inveratasi nell’epopea partigiana, costruire un’Italia nuova. Ebbero l’ambizione di scrivere nella nostra legge massima, la Costituzione, che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Seppero parlare di diritti e di uguaglianza. In questi anni difficili che stiamo attraversando, per le condizioni di vita di tante persone, per le atroci guerre che insanguinano tanta parte del mondo, e purtroppo per l’emergere di rigurgiti di propaganda nazifascista, ritornare alle radici della nostra Costituzione e ai valori complessivi della Resistenza ci sembra quanto mai positivo. E questa legge offre delle possibilità, indica una via.

La legge n. 29 del 2010 per alcuni anni non fu più rifinanziata, ma da qualche anno sia il Consiglio Regionale che la Giunta hanno sentito la necessità che i valori che la legge intende far risaltare vengano ripresi e trasmessi alle scuole, tra i lavoratori e diventino cardine della nostra democrazia. Ringraziamo tra gli altri il consigliere regionale Andrea Zanoni che si è molto adoperato affinché la legge fosse rifinanziata. Il progetto che abbiamo presentato quest’anno come ANPI provinciale, e che è stato accolto e finanziato dalla Giunta regionale, ripercorre un lungo tratto della memoria della Resistenza in provincia di Treviso. Riprendiamo un percorso iniziato molti anni fa dal presidente partigiano Umberto Lorenzoni con i “filò” partigiani, incontri con le partigiane e i partigiani che ricordavano quelle pagine luminose di lotta contro la dittatura fascista e gli occupanti nazisti. E ripercorriamo gli anni dell’epopea partigiana della Divisione Garibaldina Nino Nannetti sull’altopiano del Cansiglio, che fu il punto più alto della lotta armata nel Triveneto. Ricorderemo il fallito tentativo nazifascista di stroncare il centro della Resistenza, che sull’altipiano aveva la base principale, nonché le grandi manifestazioni che ogni anno si tengono nella seconda domenica di settembre e che ebbero il battesimo alcuni decenni fa con la presenza del Presidente Partigiano Sandro Pertini. E parleremo dell’attualità delle lotte antifasciste. Tutto questo emerge dalla mostra e dal volumetto che la illustra.

Un ringraziamento lo dobbiamo a Gabriele Sossella che è il protagonista grafico di questa storia figurata di testimonianza.La mostra illustra decenni di iniziative, accompagnata da un opuscolo che ripercorre le tappe di un viaggio della memoria che è allo stesso tempo di impegno e di lotta. Questo progetto è stato considerato meritevole dalla Regione Veneto. Ora pensiamo di portare la mostra nei Comuni, a cominciare dal capoluogo Treviso, e poi a Vittorio Veneto, che fu il centro della Nannetti, e in altri centri della provincia e poi nelle scuole, nelle piazze, nei luoghi di lavoro e ovunque sarà possibile, per mantenere vivi quei valori che ci hanno trasmesso le partigiane e i partigiani.

Giuliano Varnier, Presidente provinciale Anpi Treviso


Gabriele Sossella: Io e l’ANPI

Sono entrato in contatto con l’ANPI nel 1999 grazie a Bruno Girardi che lavorava con me nel Comitato Contro La Guerra di Treviso e che era un membro molto attivo dell’associazione. Mi presentò Umberto Lorenzoni (Eros) nel 2002 e ne rimasi folgorato, tanto che mi iscrissi subito all’ANPI. Verso la fine del 2003 Bruno mi disse che l’associazione era un po’ in crisi per un calo di iscritti, così mi misi subito al lavoro per trovare una soluzione e visto che mi occupo di comunicazione grafica mi venne l’idea di proporre loro una campagna pubblicitaria.

C’era una foto di Roberto Pasini, grande compagno, amico e collega, scattata durante una manifestazione per la pace a Roma, che conservavo nel cassetto con la volontà di usare al momento opportuno per la bellezza del messaggio che portava. Ritraeva un minuscolo bimbo nero di circa un anno che gattonava su una gigantesca bandiera della pace ma non sapevo proprio come poterla collegare all’ANPI con un messaggio di forza sulla Resistenza e che potesse coinvolgere il pubblico di ogni età, soprattutto i giovani. Dopo un paio di giorni passati cercando di focalizzare un messaggio adeguato, mi si chiarì la cosa più ovvia che mi aveva portato a prendermi così a cuore questo lavoro; era proprio lo sguardo giovane, pieno di passione e forza di Umberto e di tutti quei vecchi partigiani.

“Resistere non invecchia”, ecco la formula magica del filtro della giovinezza di quelle persone, il fervore del loro Credo, la loro unione ed amicizia che aveva attraversato una storia di battaglie lunga più di mezzo secolo, l’amore per la giustizia, la pace e l’uguaglianza tra i popoli. Da allora fino ad oggi continuo a offrire all’ANPI idee e progetti.

Gabriele Sossella