Terza Pagina

giovedì 15 Ottobre 2026

“Il grido – I 700 giorni di Gaza” di Giancarlo Bocchi. Il genocidio palestinese, immagine dopo immagine

È l’unico film europeo indipendente sull’annientamento sistemico di un intero popolo. Porta sul grande schermo le testimonianze raccolte da filmaker dall’interno della Striscia: voci, volti, suoni che restituiscono al cinema la sua responsabilità politica. Il regista affida a sé la selezione e il montaggio dei materiali, accompagnandoli con musiche originali. Ne nasce un’opera potentissima. Non basterà vederla, sarà necessario farla circolare. Per sfidare assuefazione, rimozione e indifferenza. Perché in quella terra è in gioco l’idea stessa di umanità

sabato 10 Ottobre 2026

L’invenzione dell’inevitabile  

Francesco Filippi con “La bugia della guerra. Perché la Storia ci insegna la pace, ma noi non la facciamo?” (Feltrinelli, 2026) indaga il processo attraverso cui una scelta politica viene trasformata in destino. Dalla Prima guerra mondiale a Gaza, passando per Auschwitz, Hiroshima, il Vietnam, Sarajevo e Srebrenica — il libro mostra come paura, propaganda e manipolazione della realtà rendano plausibile ciò che dovrebbe restare impensabile. Uno zoom sui segnali che precedono le carneficine e sulla responsabilità di riconoscerli prima che sia troppo tardi

sabato 10 Ottobre 2026

Il ponte dello schermo, i dieci anni della Mostra di cinematografia cinese in Italia

Film, incontri e scambi culturali tra l’Italia e Il grande Paese asiatico raccolti in un volume bilingue presentato a Palazzo Valentini, a Roma. La storia della Mostra del cinema cinese in Italia racconta la capacità della settima arte di dare volto a una realtà spesso poco conosciuta, superare i pregiudizi e favorire il dialogo tra i popoli nel segno della pace

venerdì 9 Ottobre 2026

Il Che dopo il Che. Storia di un volto diventato icona

Da guerrigliero rivoluzionario a simbolo globale. Come le fotografie di Ernesto Che Guevara, dallo scatto di Korda alle immagini di Vallegrande, hanno trasformato un protagonista del Novecento in una delle più potenti mitologie visive dell’età contemporanea. Il racconto di una presenza capace di assumere significati sempre nuovi tra politica, memoria, culto civile. Testimonianze che continuano ogni giorno a consegnarlo alla Storia

lunedì 5 Ottobre 2026

Quegli unicorni che volano liberi. I cortometraggi di Enza Lasalandra

Intervista alla scrittrice, regista cinematografica, attrice, autrice e produttrice indipendente, che con i suoi lavori è alla continua ricerca dell’animo umano. “Mi stanno a cuore tematiche sociali ed esistenziali”. Con l’ultimo suo corto è arrivata vincitrice all’importane Sikania Film Festival. “Il rumore del mare”, riconosciuto con il Premio ENS (Ente Nazionale Sordi) al Festival Tulipani di Seta Nera, è dedicato alla figlia della cugina, Desyreé Terminello, nata sorda profonda bilaterale. “Un due tre stella” è invece un lavoro all’insegna dell’impegno politico contro il nazifascismo: “È dedicato a mio nonno Tommaso, partigiano, e a mio padre”                                                                                                                   

domenica 4 Ottobre 2026

La Heimat di Esther Béjarano. Sopravvivere per diventare voce contro ogni discriminazione

Il racconto autobiografico “La ragazza con la fisarmonica. Dall’orchestra di Auschwitz alla musica Rap,” a cura di Antonella Romeo (Edizioni Seb 27, prefazione dello storico Bruno Maida, con un’intervista in DVD per la regia di Elena Valsania), ripercorre la vita della musicista tedesca. Dalla deportazione nei lager nazisti all’emigrazione nella Palestina del dopoguerra, fino agli anni nello Stato d’Israele dove, insieme al marito, si scontrò con la strumentalizzazione politica della Shoah e maturò uno sguardo critico sui soprusi subiti dalla popolazione araba. Poi, nel 1960, il ritorno in Germania e l’inizio di una nuova stagione di impegno antifascista, proseguita fino alla scomparsa ad Amburgo nel 2021

venerdì 25 Settembre 2026

Le pietre immortali del fascismo. Convivere con l’eredità del regime?

L’Italia continua a vivere dentro le forme che la dittatura mussoliniana ha lasciato nello spazio pubblico. Emanuele Ertola con il saggio “Tracce fasciste. L’eredità materiale del Ventennio”, Laterza 2026, mappa edifici, monumenti, arte e simboli del regime, ne segue i riusi e trasformazioni nella Repubblica, ripercorre il dibattito politico e avverte sui rischi della loro rilettura odierna. Perché senza contesto quelle opere non custodiscono il passato, lo rendono disponibile e qualcuno prima o poi proverà a usarlo

venerdì 18 Settembre 2026

Genova non è finita. Ritorno sul luogo del delitto di Stato

Venticinque anni dopo, con “G8 2001. I giorni amari di Genova” (All Around, 2026) Donatella Alfonso, allora inviata di Repubblica, rilegge la vicenda con lo sguardo della cronista e della testimone diretta, intrecciando memoria e ricostruzione, testimonianze e domande ancora aperte. Nel libro anche un’intervista a Claudio Scajola, al tempo ministro dell’Interno, che rivela alcuni nuovi particolari sul contesto istituzionale; un approfondito colloquio con l’ex giudice Roberto Settembre; una riflessione sul linguaggio con cui quei fatti sono stati raccontati, sul ruolo delle donne giornaliste e sulla difficoltà della politica italiana di elaborare quella vicenda come una vera crisi della democrazia. Ad accompagnare il testo, le fotografie di Fabio Bussalino

domenica 6 Settembre 2026

Francesco Guccini, il cantore dell’Italia che non si arrende

Nato a Modena il 14 giugno 1940, Francesco Guccini si è spento il 6 agosto 2026, a 86 anni, nella casa di Pàvana, sull’Appennino tosco‑emiliano, lasciando orfana una vasta comunità culturale. Il “Maestrone” ha trasformato quasi sessant’anni di musica in una narrazione unica della coscienza civile del Paese. La sua poetica, nutrita di esperienza personale, letteratura, cronaca e impegno antifascista, ha attraversato le fratture del Novecento. Da Auschwitz a Dio è morto, da La locomotiva a Quel giorno d’aprile, le sue canzoni hanno raccontato guerre, Resistenza, contestazione, sconfitte generazionali e trasformazioni sociali, intrecciando poesia e responsabilità civile. La sua opera, lontana da ogni propaganda, ha fatto della canzone uno spazio di critica, libertà e memoria attiva. “Io chiedo: quando sarà che l’uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare. E il vento si poserà”

sabato 5 Settembre 2026

Marc Bloch, la verità come ultimo atto di libertà

Un percorso umano e intellettuale che attraversa due guerre, una rivoluzione storiografica e la scelta estrema della clandestinità. Dalla nascita della scuola de Les Annales alla lotta contro il nazifascismo, la sua vita mostra come la ricerca rigorosa delle fonti e la critica delle testimonianze diventino un esercizio di responsabilità civile. L’arresto, la tortura e la fucilazione non ne hanno cancellato l’eredità. Ha ricevuto il massimo riconoscimento civile che la Francia conceda, l’inumazione al Panthéon, ma lo studioso che ha smascherato i meccanismi delle falsità collettive è finito paradossalmente intrappolato in un racconto infondato sulle sue ultime parole

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

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Ucraina, il teatro della propaganda che ha cancellato la politica

Non è mai stato soltanto uno scontro militare, ma il risultato di divisioni storiche e territoriali interne al Paese intrecciate alle strategie di Russia, Stati Uniti ed Europa. Le fratture linguistiche, nazionali e religiose si sono sovrapposte agli interessi delle grandi potenze, mentre ogni tentativo di mediazione è stato progressivamente considerato un cedimento. In questo scenario, la narrazione bellica ha semplificato il conflitto fino a ridurlo a una contesa tra buoni e cattivi, marginalizzando diplomazia e mediazione e lasciando le popolazioni civili dentro una guerra che rischia di diventare permanente

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