lunedì 13 Luglio 2026
Don Chisciotte e la guerra civile di Spagna, una lettura come atto di resistenza
Manuel Azaña, “Cervantes e l’invenzione del Chisciotte”, traduzione, introduzione e note di Sebastiano Leotta, Edizioni Solfanelli, 2026, pp. 82. Il piccolo volume porta per la prima volta in Italia il testo della conferenza che il futuro presidente della Seconda Repubblica spagnola, 1936-1939, oltre che intellettuale e critico letterario di rara finezza, tenne il 3 maggio 1930 al Lyceum Club di Madrid. Un romanzo con cui interpretare la propria esperienza, un codice esistenziale a cui tornare nei momenti più difficili, come farà durante il golpe di Franco. Ma la vera originalità dello statista è l’aver ipotizzato che la radice profonda dell’opera sia autobiografica: il creatore del personaggio immortale avrebbe sognato, da giovane, di essere un cavaliere errante e il libro sarebbe il modo in cui, ormai uomo fatto, passò quelle chimere giovanili al filo dell’intelligenza matura















