(Imagoeconomica)

In questi giorni siamo tutti più consapevoli.

La morte di Giulio Regeni non è stata una disgrazia.

Da cinque anni la sua famiglia si batte perché verità e giustizia si incontrino.

Uno dei tantissimi striscioni esposti sui balconi per chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni

Striscioni sono comparsi sui balconi, specialmente delle scuole e delle istituzioni. Gli affari con l’Egitto sono continuati. La magistratura italiana ha indagato e ha scoperto fatti terribili, siamo solo all’inizio.

Il murale apparso lo scorso febbraio a Roma, a pochi passi dell’ambasciata d’Egitto, ritrae Giulio Regeni che abbraccia Patrick Zaky. Lo studente egiziano dell’università di Bologna è ancora incarcerato nel suo Paese (Imagoeconomica)

Di recente il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sulla violazione dei diritti umani in Egitto, chiedendo anche l’immediata scarcerazione dello studente dell’università di Bologna, Patrick Zaky.

I partigiani viventi si sono rivolti, attraverso l’Anpi, al presidente del Consiglio.

La portata della vicenda è enorme. La scuola e l’università devono conoscere, riflettere. La vicenda di Giulio Regeni è nella storia del nostro tempo, ha a che fare con la democrazia.

Giulio Regeni è uno studente italiano ed europeo. Fa ricerca, in un Paese del Mediterraneo, per la sua università, Cambridge. In Egitto, luogo della sua ricerca, la sua vita è travolta da interessi oscuri, servizi segreti, violenze spaventose. Il diritto internazionale non vale più, la democrazia non lo difende, sulla scena internazionale vincono i regimi autoritari.

Il monumento dedicato a Jan Palach, lo studente di venti anni che nel 1969 si cosparse il corpo di benzina e si dette fuoco per protestare contro l’occupazione sovietica del suo Paese. Il giovane martire è divenuto simbolo della Primavera di Praga

Gli studenti italiani devono sapere che Giulio Regeni è uno studente martire, come altri prima di lui: Jan Palach a Praga, gli studenti massacrati per le strade di Rangoon l’8 agosto 1988, gli studenti in Piazza Tienanmen nel 1989 a Pechino, Giacomo Ulivi fucilato nel 1944 a Modena, studente di Parma.

La scuola e la democrazia, ieri e oggi. L’università e la democrazia. La Resistenza, ieri e oggi, specialmente degli studenti. Questo si deve imparare nella scuola italiana.

Noi, 5 Luoghi di Memoria (Civico Museo della Risiera di San Sabba – monumento nazionale, Comitato Regionale per le onoranze ai caduti di Marzabotto, Fondazione Ex Campo di Fossoli, Istituto Alcide Cervi, Parco nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema), abbiamo preparato un Protocollo di Intesa con il ministero dell’Istruzione per lo studio nella scuola italiana della storia del 900. Aspettiamo la firma della ministra dell’Istruzione.

La famiglia Cervi al completo. Al centro, seduti, Alcide e Genoeffa Cocconi
Casa Cervi, oggi moderno museo di storia contemporanea, raccoglie lo straordinario patrimonio di valori rappresentato dalla figura di Alcide Cervi e dei suoi sette figli martiri dell’antifascismo. La famiglia Cervi al completo. Al centro, seduti, Alcide e Genoeffa Cocconi

Casa Cervi preparerà per le scuole un laboratorio didattico perché si conosca la vita e la morte di Giulio Regeni, vittima della violenza che calpesta la democrazia e i diritti umani.

Gli studenti debbono conoscere il mondo di oggi, per cambiarlo.

Albertina Soliani, presidente Istituto Cervi, vicepresidente nazionale Anpi