
Ara (Grignasco, Novara). Sono stati oltre 40 i partecipanti alla camminata di sabato 10 ottobre dedicata a Sandro Orsi, sulla sua montagna del cuore, il Monte Fenera. Partenza da Ara, frazione di Grignasco, nella bassa Valsesia, un percorso accessibile a tutti e tutte, semplice e eclettico, come era la rosa dei suoi interessi. Tito Princisvalle, ex guardia parco ci ha raccontato la storia della cava di pietra da coti: un piccolo tratto di binari è ancora visibile oltre a tutta la struttura di cernita e trasporto.

Attraversando la frazione di Bertasacco, Giovanni Pozzi, del CAI (Club Alpino Italiano) di Grignasco ci ha raccontato che il Primo Maggio qui era festeggiato in clandestinità, perché era vietato durante il fascismo. Lo squadrista fascista Gallarotti che l’aveva saputo era salito per disperderli, ma gli abitanti erano stati allertati per tempo, si sono armati con i pali per le vigne, l’accoglienza è stata sufficiente a farli scappare a gambe levate!
Durante la Seconda guerra mondiale, la zona del Monte Fenera fu un importantissimo punto nevralgico per la Resistenza partigiana valsesiana, dove operò stabilmente l’82ª Brigata Garibaldi “Osella”. Nel luglio del 1944, nel corso della drammatica “battaglia del Fenera”, il borgo di Ara subì un feroce rastrellamento.
Davanti alla croce che ricorda Giuseppe Passoni abbiamo letto un brano del libro Il Monte Antico di Sandro Orsi che ricorda gli avvenimenti. Anche la sua chiesa parrocchiale, Sant’Agata venne colpita e danneggiata dai bombardamenti nazifascisti.

A poca distanza dalla chiesa di Sant’Agata, per onorare la memoria dei caduti e la lotta di liberazione del Fenera, sorge oggi il Faro della Libertà. Con la signora Piera Giacobino, un punto di riferimento ad Ara per il suo impegno nella comunità abbiamo ricordato la storia di questo importante simbolo. Eretto nel 1964 per ricordare i sacrifici dei partigiani e dei patrioti nella lotta contro il nazifascismo, era stato poi ricoperto di antenne telefoniche.

Nel 2022 l’ANPI di Borgosesia e Grignasco, insieme agli abitanti del posto e alle amministrazioni locali, ha promosso l’intervento di revisione e pulizia del faro, liberandolo anche dalle vecchie antenne. Da allora, il fascio di luce del faro è tornato a risplendere nella notte come simbolo di democrazia e libertà lungo il fiume Sesia.

Rientrati alla base, abbiamo salutato tutti gli organizzatori (ANPI Varallo Alta Valsesia, ANPIBorgosesia, Istituto Storico) e i partecipanti, dandoci appuntamento alla prossima e ultima camminata partigiana per il 2026, il 15 novembre alla Madonna di Rado a Gattinara.
INFO. Il calendario completo delle camminate e tutti gli eventi ANPI sui nostri social media o scrivete ai riferimenti Per info e prenotazioni sulle camminate Davide 339 4902694, Claudio 328 9456278. Per la data del 16 novembre info e prenotazioni ANPI Gattinara, Ubaldo 333 3457800 e Franco 334 8279302
La camminata del 20 settembre

Sono stati oltre cinquanta i partecipanti, saliti da Santa Maria di Fobello e da Bannio Anzino, che hanno raggiunto nella mattinata di domenica 20 settembre l’alpe Selle e il lago di Baranca, luogo simbolico e punto strategico per la Resistenza valsesiana.

Era la settima camminata Partigiana del 2026, organizzata dai Comitati provinciali ANPI di Vercelli e del Verbano Cusio Ossola, dalle sezioni ANPI di Varallo alta Valsesia e di Villadossola, in collaborazione con la cooperativa Valgrande, e con l’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nel Biellese, nel Vercellese e in Valsesia.
L’occasione era particolarmente preziosa, perché all’arrivo, poco dopo il ponticello che apre il laghetto di Baranca, è stata inaugurata la nuova targa dedicata al partigiano ventitreenne Attilio Foglia, Garibaldi di Scopa, ucciso dai nazifascisti proprio in questa parte dell’Alpe Selle durante lo scontro del 5 aprile 1944.
Presente all’inaugurazione anche il sindaco di Bannio Anzino Pierfranco Bonfadini, che ha preso la parola commosso al ricordo del padre partigiano garibaldino, ha ricordato l’importanza del sacrificio di chi ha dato la vita per un’Italia più libera e giusta.
Sono poi intervenuti per ricordare che i diritti non vanno mai dati per scontati e che bisogna sempre tenere alta l’attenzione sull’importanza dei valori costituzionali, Sara Montanari, presidente della sezione ANPI Varallo Alta Valsesia; Bruno Rastelli, presidente del Comitato provinciale ANPI di Vercelli; Daniele Fortin, presidente Anpi Villadossola; e Teodoro Rizzi che ha raccontato i fatti storici.
A partire dal settembre 1943, la zona di Baranca fu un importante punto di passaggio per gli ex prigionieri Alleati e per le famiglie ebree dirette in Svizzera. Nei primi mesi del 1944 i partigiani di Moscatelli si installarono nella Villa Aprilia e nelle baite circostanti. Da lì partivano per effettuare attacchi a valle, tra cui quello al presidio fascista di Pontegrande in cui venne ferito il comandante Pedar.
Ad aprile del 1944, i fascisti attaccarono e devastarono la base partigiana, distruggendo la Villa Aprilia e oltre cento case in tutta la Val Mastallone, uccidendo un partigiano e alcuni civili. L’alpe rimase tuttavia un punto strategico per i garibaldini di Moscatelli fino alla Liberazione.
Sara Montanari, presidente sezione ANPI Varallo Alta Valsesia
Pubblicato sabato 17 Ottobre 2026
Stampato il 17/10/2026 da Patria indipendente alla url https://www.patriaindipendente.it/servizi/in-montagna-sui-sentieri-dei-partigiani-della-valsesia/




