Tema

Guerra e Pace

mercoledì 29 Luglio 2026

A caccia del nemico invisibile. Viaggio intorno alla base militare americana di Niscemi in Sicilia

Tra muretti a secco, campi sterminati e terra arsa dal sole siciliano, a un certo punto sono spuntate le parabole dei radar americani del sistema MUOS, (Mobile User Objective System), moderno sistema di telecomunicazioni satellitare della marina militare statunitense. La base è utilizzata per il coordinamento capillare di tutti i sistemi militari statunitensi dislocati nel globo. Ed è contro questa presenza militare che pone problemi anche di ordine ambientale e di salute, oltre che di sicurezza, che è cresciuto il movimento “No Muos”. Siamo andati a parlare con gli attivisti antimilitaristi che si stanno impegnando da mesi per sensibilizzare l’opinione pubblica anche sulla base dei risultati degli studi scientifici italiani che smentiscono i lacunosi rapporti delle autorità statunitensi anche dal punto di vista dei danni ambientali provocati. Gli allarmi scattati dopo la tremenda frana di gennaio. Ecco che cosa ci hanno raccontato i protagonisti del movimento di protesta

venerdì 24 Luglio 2026

I moti di Torino, la tragedia di Caporetto e quella rivoluzione mancata che aprì la strada “all’armi siam fascisti”

I bolscevichi trasformarono la Prima guerra mondiale in rivoluzione, l’esercito si sollevò contro i comandi e il vecchio ordine crollò. In Italia, invece, tra le forze di sinistra prevalse il “né aderire, né sabotare”, mentre gli operai divenuti soldati furono costretti a fucilare i loro compagni obbedendo agli ordini criminali dei generali. Un conflitto che non avrebbe dovuto essere combattuto si trasformò in ferita collettiva. Errori, paure e responsabilità che continuano a pesare sulla memoria civile

venerdì 12 Giugno 2026

Voci di donne dimenticate dalla storia che ora raccontano la guerra e l’Italia libera

“L’attesa dei vinti”, libro di Carla Fioravanti per i tipi di Galeno editore, è un mosaico di testimonianze degli anni 1943-1945: novantuno racconti di protagoniste raccolte nel 2003, rielaborate oltre vent’anni dopo, e ora pubblicate, in cui si mescolano frammenti di vita, dolori e ricordi, tra paura, perdita e atti di resistenza. A dare continuità e voce all’immensa mole di testimonianze custodita nel volume è l’audio-documentario “Li chiamavamo Liberatori”, trasmesso da Rai Radio 3 e disponibile su RaiPlay

martedì 5 Maggio 2026

Un soldato, un’infermiera e il lungo viaggio di un fazzoletto dipinto

Mario Scanu, catturato in Libia durante il secondo conflitto mondiale e trasferito in un campo di prigionia australiano, donò a Doreen Massick un piccolo manufatto realizzato durante l’internamento. Anni dopo, prima di morire, l’operatrice sanitaria chiese che quel drappo colorato, simbolo dei “ragazzi senza storia” travolti dalla guerra, fosse consegnato ai familiari dell’uomo che aveva assistito. Oggi la pronipote Emma Hayes, insieme a ricercatori e studiosi, tenta di individuare tra Sardegna e Nord Italia i discendenti del militare. A chi avesse notizie utili le indicazioni per scrivere

martedì 14 Aprile 2026

Dal 25 Aprile al 2 Giugno, la nostra lunga e festosa primavera resistente

Nel pieno di una crisi internazionale sempre più grave, l’ANPI rilancia l’urgenza della pace, richiama il Paese ai valori fondativi e alla storia unitaria e vittoriosa della lotta di Liberazione con l’insurrezione del 1945. Nell’80° della Repubblica, del voto delle donne, dell’elezione dell’Assemblea Costituente nel 1946, rinnova un ricordo gioioso per restituire il significato profondo dei processi politici, istituzionali e sociali attivati in quella stagione radiosa che ha cambiato l’Italia. Con la Carta esposta a nuovi rischi, riafferma la necessità di una difesa attiva e partecipata, sostenendo le iniziative civiche che ogni anno animano città e paesi. Invita a un fronte largo, pacifico e antifascista contro ogni rigurgito di autoritarismo e razzismo. Il calendario delle iniziative già in cantiere

giovedì 2 Aprile 2026

Dentro la geopolitica del disordine. Ciclo di incontri a Cagliari

A cura della “Scuola di Cultura Politica Francesco Cocco”, in collaborazione con ANPI Cagliari, Cada Die Teatro e il supporto scientifico del Dipartimento di Scienze Sociali e delle Istituzioni dell’Università di Cagliari, prende il via un percorso di analisi e confronto “Capire la Guerra, Promuovere la Pace” con esperti e studiosi dedicato al tema dei conflitti armati nelle dimensioni economiche, politiche e culturali. Per leggere con sguardo critico la complessità degli scenari contemporanei e rafforzare una sensibilità pubblica orientata alla Pace e alla sicurezza collettiva. Tutte le info su programma e orari

domenica 29 Marzo 2026

‘A Guerra ‘Ncapa. Quando fermarsi a guardare è un atto di resistenza

A Napoli un laboratorio di “disinnesco culturale” per imparare a osservare come si costruisce il discorso bellico nello spazio pubblico. Il ciclo di incontri, gratuito, è patrocinato dalla sezione ANPI “Antonio Amoretti” e dalla rivista “Infiniti Mondi” ed è tenuto da sociologi dei processi culturali e comunicativi. Prossimi appuntamenti il 3 e il 10 aprile dedicati alla guerra in Iran e alla escalation in corso. Per info e iscrizioni: WhatsApp 331 9656105

giovedì 26 Marzo 2026

Nell’ombra dell’atomo, indignarsi per salvare l’umanità e il pianeta

Un viaggio attraverso il grande dibattito globale sul nucleare, dalle ferite di Hiroshima e Nagasaki alla voce degli Hibakusha premiati con il Nobel per la Pace 2024. Tra coscienza critica, pensiero nonviolento e responsabilità internazionale, il contributo di figure come Hessel, Pesce, Schweitzer, dei Partigiani per la Pace e dei medici contro la guerra atomica. Dal TPNW alla sfida della deterrenza, il mondo è chiamato a trasformare memoria e sdegno civile in impegno concreto per la sopravvivenza collettiva. E un video per mostrare con chiarezza la follia distruttiva verso cui rischiamo di precipitare se non ci fermiamo

venerdì 13 Febbraio 2026

“Una battaglia dopo l’altra”, perché l’assurdità della guerra non ha mai un finale

Il film, benissimo girato, di Paul Thomas Anderson (Usa, 2025) potrebbe essere classificato come un action movie oppure un thriller distopico, invece è quanto di più esplicitamente politico, e contemporaneo, ci possa essere da un po’ di tempo a questa parte sul grande schermo. I tre indizi che fanno una prova? È liberamente tratto dal romanzo “Vineland” di Thomas Pynchon, il titolo riprende una frase dell’attivista afroamericana Angela Davis, e c’è una citazione diretta del capolavoro cinematografico “La battaglia di Algeri” di Gillo Pontecorvo. Notevole il cast: Leonardo Di Caprio, Sean Penn, Chase Infiniti, Teyana Taylor, Regina Hall, Benicio del Toro

mercoledì 28 Gennaio 2026

Rojava sotto assedio. Biji biji resistenza curda!

Le promesse del presidente Al-Sharaa per una Siria democratica e inclusiva sono già state smentite dai fatti: dopo alawiti, drusi e cristiani, ora a pagare sono i curdi. Kobane, città simbolo della lotta di liberazione dall’Isis, è circondata. All’offensiva militare si affianca lo scontro ideologico contro la proposta politica di Öcalan per il Medio Oriente, una visione che mette al centro le donne e un modello di società ecologica, in netto contrasto con gli interessi degli apparati di potere degli Stati e dei loro leader. Intanto cresce la solidarietà internazionale. Pubblichiamo un appello‑mozione dell’Unione delle donne italiane e kurde ai Parlamenti Ue e italiano, sottoscritto anche dal Coordinamento donne ANPI e aperto alle adesioni

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

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