Ci sono fatti, gesti, parole che ormai le coscienze, i loro simulacri, ingoiano senza star lì troppo a capire. Il tempo è prezioso, c’è da inventarsi minuti da spendere di pancia. Ci sono allegre e sapienti raccomandazioni al crimine “opportuno” che veleggiano sulla stampa ghiotta di sensazioni da occupare, per arrivare prima dei concorrenti. L’ultimo caso, nella cara nostra Italia aggravata da idiozie ufficiali, quello di un parlamentare e sindaco che ha impugnato una pistola in tv offrendola ai propri concittadini con un contributo comunale. Lo scandalo è durato il tempo della diretta. Quindi, a seguire, editoriali, ovviamente un’intervista – come se non fosse bastata l’esibizione – su un quotidiano dichiaratamente “repubblicano”, quindi i chiarimenti col capopartito, quindi il silenzio. E resta sul tappeto il sangue del diritto e della sua applicazione. Per fortuna, a volte, arriva una prospettiva d’attacco civile a questo penoso esistente. Leggo di BookCity, di una comunità riunita intorno alle parole, quelle vere, quelle mosse da sguardi di battagliera innocenza e sana coscienza. E nell’ambito di questa iniziativa il ministro Dario Franceschini ha firmato un patto per la lettura. Riporto il testo integrale di un’agenzia (tratto da www.illibraio.it), letteralmente musica per le orecchie del sottoscritto e auspico di tanti altri: All’incontro ha preso parte anche il ministro per i Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini. Che, tra le altre cose, ha sottolineato che il “Patto è un modello per le altre città”, e che presto “saranno coinvolti i Comuni dell’Anci”. Non solo. Ha ribadito il ruolo della scuola “per allargare i lettori”, e ha parlato di “ruolo strategico della tv”. A questo proposito, ha annunciato che con il Centro per il libro chiederà al mondo televisivo di firmare il patto, e ha aggiunto che in televisione “non bastano le trasmissioni per i lettori forti. La tv deve pensare a tutti gli altri”. Infine, Franceschini ha annunciato di aver ricevuto dal Centro per il libro il Piano strategico per la lettura: “Lavoreremo in fretta per approvarlo”.

Un benservito a pistole ed eletti pistolettari.