
Il Comitato Nazionale dell’ANPI ha discusso e approfondito il senso politico profondo del risultato dell’importante vittoria del NO nel referendum indetto sulla cosiddetta riforma della Giustizia. Nello stesso tempo stiamo discutendo della drammatica situazione internazionale che si è andata via via sempre più aggravando e che richiede il massimo impegno da parte di tutte le forze che hanno a cuore la pace e la coesistenza pacifica tra i popoli e tra gli Stati; per non scivolare in uno scenario mondiale sempre più disastroso, mentre guardiamo con preoccupazione ai rigurgiti di autoritarismo e di razzismo sempre più marcati che stanno emergendo nel mondo e nel nostro Paese.

Tra pochi giorni affronteremo l’appuntamento del 25 Aprile. Un appuntamento che in questo pur drammatico contesto deve essere in grado ancora una volta di celebrare la svolta fondamentale nella storia del Paese: l’insurrezione vittoriosa del 1945 e la riconquista della libertà e della dignità dell’Italia. Ottantuno anni or sono la parte migliore del popolo italiano ha contribuito, con la Resistenza armata e con le diverse forme di Resistenza civile, alla vincente risalita della penisola da parte degli Alleati anglo-americani e alla sconfitta del più potente esercito del mondo mettendo così fine agli obbrobri che i nazi-fascisti avevano praticato lasciandosi alle spalle enormi macerie morali e materiali con milioni di morti provocati dalle guerre da loro scatenate, con i sacrifici e le sofferenze indicibili sopportate dagli uomini e dalle donne delle formazioni partigiane e di tutti coloro che li supportavano, dagli internati militari nei lager nazisti, dai deportati nei campi di sterminio per motivi razziali, politici, sociali e religiosi, dalle tante vittime delle loro persecuzioni, dagli inviati al confino e dai condannati alle carceri.
Dobbiamo riproporre al popolo italiano quei fatti e quegli esiti costruiti da tanti uomini e da tante donne nei venti mesi della Resistenza. Dobbiamo riproporli alle giovani generazioni come a tutti coloro che nelle attuali stagioni hanno espresso la loro innovativa volontà di protagonismo.

Dobbiamo festeggiarli con gioiosa serenità, dobbiamo riproporre una corretta visione della storia in una fase nella quale si fa di tutto per mistificarla e per cancellarla, dobbiamo riproporre il significato profondo dei processi politici, istituzionali e sociali che sono stati attivati in quella radiosa primavera e che hanno cambiato l’Italia. Dobbiamo saper adeguatamente sottolineare il tratto fortemente unitario che ha caratterizzato l’azione delle diverse forze della Resistenza a differenza di quanto era accaduto negli anni Venti.

Pur nella catastrofica situazione internazionale che stiamo vivendo dobbiamo saper inserire nelle nostre manifestazioni degli elementi di festa capaci di rinnovare il ricordo gioioso di quei momenti. L’unità antifascista deve anche oggi sapersi esprimere attraverso grandi manifestazioni pacifiche e di massa, per dare corpo ai valori della Resistenza e per dare un messaggio all’Italia: si può e si deve fermare quella destra nostalgica che non si riconosce nell’antifascismo.

I difficili e drammatici momenti che il mondo sta vivendo a causa di guerre spaventose ci dicono che la pace non è utopia, ma una necessità a cui fare riferimento anche per onorare la lotta di Liberazione. In questo quadro l’Europa della pace, nata dalle macerie del nazi-fascismo che ci ha garantito ottanta anni di pace deve recuperare un ruolo importante sul terreno della diplomazia che recuperi appieno la sua funzione capace di solidarietà, di accoglienza, di pace, di democrazia, di equità sociale nel riconoscimento e nel rispetto dei diritti umani.

Nei mesi che hanno seguito la Liberazione, esattamente ottanta anni or sono, si sono concretizzati tre fatti significativi; con il voto popolare del 2 giugno 1946 si sono chiamate a partecipare alle urne le donne; votavano per la prima volta nella storia del Paese e acquisivano uno dei diritti fondamentali che nasceva e si legittimava nello straordinario contributo che le donne avevano dato alla Resistenza. Il voto del 2 giugno esprimeva altresì il consenso alla scelta della Repubblica determinando la fine dell’istituto monarchico e punendo l’ignavia e le gravi responsabilità politiche che Casa Savoia si era assunta nel ventennio fascista. Il voto infine ha eletto i componenti della Assemblea Costituente che avrebbero elaborato la nostra bella Costituzione. Il ricordo di questi avvenimenti deve caratterizzare le manifestazioni del 25 Aprile così come quelle che dobbiamo organizzare anche per il 2 Giugno.
Moltissimi sono i problemi aperti che abbisognano di essere affrontati come tante sono le richieste pervenuteci di dare loro voce dai nostri palchi; non dimentichiamo che ci sono 364 giorni all’anno per farlo anche se sarà nostro compito collocare correttamente e con grande equilibrio le nostre iniziative e le nostre manifestazioni in un realistico contesto nel quale la costruzione della pace e il contrasto a tanti autoritarismi che si manifestano in Italia come nel mondo rappresentano oggi più che mai il banco di prova fondamentale per concretizzare le aspirazioni e i valori di coloro che resero possibile il 25 Aprile di 81 anni fa.

Terremo come d’uso le nostre manifestazioni promosse dallo schieramento più ampio possibile organizzandole nelle nostre città, nei quartieri delle grandi metropoli, nei paesi, nei grandi luoghi di lavoro. Lo faremo come sempre in un rapporto stretto con le istituzioni, con le associazioni resistenziali con le quali siamo componenti del Forum che abbiamo costituito il 2 Giugno 2021. Lo faremo con le autorità militari, con i sindacati, con i partiti, con le organizzazioni studentesche, con l’associazionismo più impegnato e più diffuso.
Non dimentichiamo poi che quest’anno cade anche il centenario dell’emanazione delle leggi fascistissime varate tra il 1925 e il 1926: leggi che aprirono definitivamente la strada alla dittatura mussoliniana.

La manifestazione nazionale si terrà come di tradizione a Milano dove è già stato varato dal Comitato unitario antifascista contro il terrorismo e per la difesa dell’ordine repubblicano un documento unitario e dove al termine del corteo che attraverserà il centro della città prenderanno la parola Primo Minelli, il sindaco Sala, la segretaria generale della Cisl, la rettrice della università statale, i rappresentanti della Fiap, dell’Aned e ovviamente dell’ANPI. Al termine dei comizi ci sarà in Piazza Duomo un’ora di musica.
In questo periodo registriamo nella realtà milanese la presenza di alcune tensioni; una con una parte del mondo ebraico nel quale un componente della comunità milanese tradizionalmente polemica con le altre realtà del Comitato unitario antifascista che pare orientata a non partecipare alla manifestazione sollevando problematiche astruse di vario tipo e sottolineando la coincidenza della manifestazione con la giornata del sabato. L’altra tensione si registra con alcune frange della comunità palestinese che pretendono di avere un proprio protagonismo che tende ad andare sopra le righe. La struttura milanese dell’ANPI sta lavorando con loro per l’organizzazione di un convegno sulle questioni medio-orientali da tenersi nella serata del 24 aprile con presenze qualificate e con il presidente nazionale dell’ANPI.

L’appuntamento del 2 Giugno deve assumere anch’esso un ruolo e una visibilità importanti per questa scadenza contrassegna ancor oggi da attacchi insidiosi alla Costituzione che si rinnovano incessantemente da parte della maggioranza governativa. Attacchi non nuovi che ci fanno ricordare che durante il governo di Silvio Berlusconi la Costituzione era anche allora costantemente sotto attacco. L’ANPI e la CGIL hanno organizzato in ognuno di quegli anni una manifestazione nazionale convocata a Milano dove in Piazza Castello Carlo Smuraglia e Gugliemo Epifani e dopo di lui Susanna Camusso hanno ribadito con determinazione il valore della Costituzione e la sua doverosa difesa. Con la caduta di quei governi berlusconiani si è allentata la pericolosità di quegli attacchi e si è interrotta questa nostra consuetudine. Con i pericoli che ancor oggi la Costituzione corre dobbiamo invece riproporre in forme rinnovate la celebrazione di questa scadenza partecipando alle iniziative civiche che abitualmente sono organizzate anche con la nostra presenza in tante città e in tanti paesi. Occorre accentuare il protagonismo dell’ANPI, la nostra capacità di fare rete per il consolidamento e per l’estensione di queste iniziative.

Voto alle donne, Monarchia/Repubblica ed elezione della Assemblea Costituente debbono essere al centro delle iniziative mentre seguitiamo a riproporre una applicazione piena della Costituzione a maggior ragione tra i travagli presenti nel contesto italiano, europeo e mondiale che ci coinvolge. Il Coordinamento nazionale delle donne dell’ANPI sta preparando un importante convegno sul voto alle donne che è programmato per il 22 e il 23 maggio. È in corso la preparazione di una possibile iniziativa del Coro e dell’Orchestra della Scala di Milano che potrebbe suonare nella piazza antistante il teatro nel pomeriggio del 2 giugno; valutazioni su iniziative similari sono in corso a Torino coinvolgendo il Teatro Regio così come a Genova. Avremmo così una iniziativa mediatica forte nelle tre città capitali della Resistenza.

L’ANPI sta lavorando per essere presente sui social con qualificate iniziative promosse insieme a Casa Cervi. Nelle giornate che precederanno il 2 Giugno e in quelle che lo seguiranno la Rete Pace e Disarmo, della quale anche noi siamo parte, indice in molti territori iniziative diffuse e variegate di carattere culturale, mediatico e sportivo.

Nelle giornate seguenti invece l’ANPI di Roma ricorderà la liberazione della città e l’arrivo deli Alleati nel giugno del 1944 organizzando la propria festa provinciale.
Carlo Ghezzi, vicepresidente vicario ANPI nazionale – dalla relazione al Comitato nazionale Anpi dell’11 aprile 2026
Pubblicato martedì 14 Aprile 2026
Stampato il 14/04/2026 da Patria indipendente alla url https://www.patriaindipendente.it/idee/editoriali/dal-25-aprile-al-2-giugno-la-nostra-lunga-e-festosa-primavera-resistente/






