
C’è un filo invisibile ma indissolubile che lega la Resistenza italiana al cuore dei Caraibi, e questa mattina, nella sede della Federazione Nazionale della Stampa Italiana a Roma, quel filo è tornato a vibrare con forza. È stata presentata ufficialmente la nuova missione della delegazione italiana a Cuba, in programma dal 23 al 30 settembre.
Intitolata “Rotta su Cuba: dove conta, esserci”, l’iniziativa vedrà un fronte unito di rappresentanti di associazioni, parlamentari, sindacalisti, amministratori locali e giornalisti partire alla volta dell’isola per rompere il muro del silenzio. Un viaggio promosso da ARCI, ANPI, CGIL, Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, Nexus, ARCS, AOI e Rete Pace & Disarmo, che ha incassato la convinta adesione politica di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra.

Tra le voci più nette della conferenza stampa c’è quella di Fabrizio De Sanctis, della Segreteria nazionale dei partigiani, che ha ricordato come per l’ANPI la solidarietà con Cuba non sia una scelta recente ma un dovere storico: fin dal 1959, ha sottolineato, le pubblicazioni dell’Associazione hanno guardato al movimento di liberazione cubano come a un movimento partigiano, fratello nella lotta per l’autodeterminazione dei popoli.

De Santics ha richiamato l’articolo 1 della Carta delle Nazioni Unite, che sancisce il diritto dei popoli a scegliere liberamente il proprio sistema politico, definendolo un principio oggi “straziato” dalle misure coercitive unilaterali imposte a Cuba. Ha citato inoltre la recente relazione della relatrice speciale ONU, che denuncia come intere generazioni cubane vivano sotto restrizioni che colpiscono i diritti fondamentali a cibo, salute, istruzione, cooperazione internazionale e servizi essenziali.

“Non si può stare a guardare, bisogna scegliere da che parte stare. E noi siamo con Cuba”, ha concluso De Sanctis, ricordando anche il debito di gratitudine dell’Italia verso le brigate mediche cubane inviate durante la pandemia e tuttora presenti in Calabria.

L’ambasciatore cubano Jorge Luis Cepero Aguilar aprendo i lavori ha tracciato un quadro drammatico: l’inasprimento del blocco statunitense, in particolare l’assedio energetico deciso dall’amministrazione Trump lo scorso 29 gennaio, ha colpito duramente la produzione elettrica del Paese, con ripercussioni su ospedali, scuole, trasporti e approvvigionamento idrico. La mortalità infantile, ha ricordato, è passata da 4 a quasi 10 ogni mille nati vivi tra il 2018 e il 2025. Oltre 7.000 container di alimenti e medicinali restano bloccati nei porti per le pressioni statunitensi sulle compagnie di navigazione, mentre il rapporto del ministero degli Esteri cubano stima in oltre 8 miliardi di dollari i danni dell’ultimo anno di blocco, e in 178,7 miliardi quelli accumulati in oltre sei decenni.
Walter Massa, presidente nazionale ARCI, ha ricordato che l’iniziativa si inserisce nel solco delle carovane di solidarietà già sperimentate per Rafah, unendo società civile, parlamentari e giornalisti per restituire visibilità a ciò che i media mainstream spesso non raccontano. Nicoletta Rieco (CGIL) e Marco Papacci (Associazione Amicizia Italia-Cuba) hanno illustrato i risultati della campagna “Energia per la Vita”, che ha raccolto oltre 400mila euro per progetti sanitari, alimentari e per l’installazione di pannelli fotovoltaici, sostenendo oltre 800mila persone tra L’Avana e l’Oriente cubano. Papacci ha richiamato la Convenzione ONU del 1948 sulla prevenzione del genocidio, sostenendo che la situazione cubana ne rientri pienamente nella definizione.

Dal fronte parlamentare, Laura Boldrini (PD) ha denunciato l’astensione dell’Italia, per la prima volta lo scorso luglio, nel voto ONU contro il blocco, definendola un allineamento alla linea sovranista internazionale. Andrea Quartini (M5S) ha parlato di “doppiopesismo” delle democrazie occidentali di fronte a un embargo che ha coinvolto anche i più vulnerabili.

La delegazione porterà a Cuba 400 kg di farmaci e materiale scolastico, visiterà ospedali e scuole e incontrerà istituzioni cubane, sindacati e organizzazioni della società civile, chiedendo la fine del blocco, l’accesso umanitario senza ostacoli e la cancellazione di Cuba dalla lista statunitense dei paesi sponsor del terrorismo. Di fronte al silenzio complice della diplomazia internazionale, la carovana sceglie la strada della presenza sul campo: perché quando la sopravvivenza di un popolo viene messa a dura prova, esserci cessa di essere una posizione di parte e diventa l’unica risposta umana possibile.
Pubblicato venerdì 18 Settembre 2026
Stampato il 18/09/2026 da Patria indipendente alla url https://www.patriaindipendente.it/servizi/rotta-su-cuba-quando-la-solidarieta-diventa-una-scelta-di-resistenza/


