Tema

Storia

venerdì 13 Febbraio 2026

“L’assalto al cielo” 67 anni dopo. Contro l’assedio Usa di Cuba riprende la campagna di solidarietà

Cuba tra memoria rivoluzionaria e crisi energetica. Ripensando alla rivoluzione dei “barbudos” del 1959 oggi l’isola torna a interrogarci tutti. Il presidente Trump l’ha definita minaccia insolita e straordinaria mentre si aggrava la pesante crisi energetica dovuta principalmente al blocco del petrolio venezuelano. L’ANPI è in prima fila nella campagna di sostegno

giovedì 12 Febbraio 2026

Storia del comandante partigiano che beffò Priebke e Kappler

Giuseppe Gracceva era il capo della Brigata Matteotti. Le sue azioni eroiche durante il periodo della Resistenza romana sono raccontate nel libro “Il Maresciallo Rosso” (Odradek Edizioni) di Agostina Pagliaroli. Per il regime era un elemento pericoloso, capace di mettere a rischio la “sicurezza nazionale”. Mise a segno varie azioni di disturbo dell’occupazione nazista. Nel 1944, su ordine di Pietro Nenni, organizzò la fuga dal carcere di Regina Coeli dei futuri presidenti della Repubblica Sandro Pertini e Giuseppe Saragat. Rinchiuso e torturato per giorni a via Tasso, non fece i nomi dei suoi compagni. Fu tra i fondatori dell’ANPI di cui diresse la sezione di Roma

martedì 10 Febbraio 2026

Giorno del Ricordo: dovere della memoria, responsabilità della storia

Foibe ed esodo giuliano-dalmata vanno ricordati con rispetto. Solo il rigore storico consente di comprendere quelle tragedie e di sottrarle a letture limitate e strumentali. È necessario inserire quegli eventi nel loro contesto storico, sottraendoli a interpretazioni parziali. Non si possono isolare singoli episodi di violenza, né concentrarsi esclusivamente sulle vittime di una sola parte, perdendo di vista il quadro complessivo. I territori occupati non furono soltanto teatro di violenze inaudite contro le popolazioni civili, ma anche luoghi di resistenza. Dopo il 1941, e ancor più dopo il 1943, si sviluppò una Resistenza jugoslava che si inserì pienamente nel movimento antifascista europeo

lunedì 26 Gennaio 2026

27 gennaio. Se la Memoria è nei luoghi vigila sulla democrazia

Sono le commemorazioni laiche a ricordarci i valori fondativi del nostro senso di cittadinanza, ma non dovrebbero mai essere considerate un obbligo, una ripetizione automatica di anno in anno. Serve autentico convincimento, a partire dalle istituzioni. Necessario andare oltre le formule e recuperare i pezzi mancanti o ignorati e far parlare gli eventi di un tempo con la realtà di oggi. Fondamentali sono le iniziative locali come quella di ANPI a Lonato e Desenzano del Garda (dove era l’Ispettorato della razza della Rsi, un reparto della XMas, e dove venne fondato l’Msi) che ribadiscono il ruolo del fascismo italiano nelle atrocità naziste e tutte quelle pubblicazioni che scavano negli eventi drammatici che portarono all’Olocausto

lunedì 26 Gennaio 2026

“Svuotiamo gli arsenali, colmiamo i granai”. Sandro Pertini torna a parlarci dalle sale cinematografiche

“Il Settimo Presidente” è il film documentario dedicato alla vita di Sandro Pertini che ha chiuso la 66ª edizione del Festival dei Popoli di Firenze. Prodotto da Daniele Ceccarini e Mario Molinari, con musiche di Nicola Piovani e animazioni di Gianluigi Toccafondo, fa seguito a un mediometraggio realizzato dagli stessi autori sul calciatore partigiano Rino Dalla Negra. “C’è affinità tra i due lavori: entrambe le personalità nelle loro gesta hanno fatto qualcosa di unico che oggi i ragazzi hanno bisogno di conoscere in una società sempre più individualista, con meno riferimenti”. Il docufilm inizierà il percorso di distribuzione nelle sale cinematografiche e nelle scuole

mercoledì 21 Gennaio 2026

Tutte le misure di “sicurezza” dello Stato fascista (fantasmi che riemergono?)

Ambiguità giuridica e natura repressiva sono le caratteristiche salienti delle norme messe in atto durante il regime. L’obiettivo di Mussolini era quello di impadronirsi del potere giurisdizionale e annientare qualsiasi tipo di dissenso. Dal punto di vista istituzionale, gli strumenti introdotti completavano la funzione coercitiva dello Stato ed erano applicate contro coloro che, pur non incorrendo in specifiche condanne, erano giudicati pericolosi indipendentemente e a prescindere dall’aver consumato dei reati. La trasformazione dello stato liberale in stato di polizia si accompagnò allo svuotamento delle funzioni della magistratura trasferite all’autorità di pubblica sicurezza

martedì 20 Gennaio 2026

Quel diplomatico tedesco che divenne un “Giusto” a Copenhagen

“Il nazista che salvò gli ebrei. Storie di coraggio e di solidarietà in Danimarca” è il titolo del libro di Andrea Vitello, con prefazione di Moni Ovadia e postfazione di Gabriele Nissim, casa editrice Le Lettere. Si chiamava Georg Ferdinad Duckwitz, inviato dal Reich in Danimarca per rappresentare il governo di Hitler e le politiche razziste scelse invece di mettere a rischio la vita per salvare migliaia di persone. Informò il governo del regno della prevista deportazione della popolazione ebraica nel 1943 e organizzò la loro accoglienza in Svezia. Ma le sue azioni furono possibili perché potè contare sulla solidarietà di tutto il Paese. Sono stati i gruppi di Resistenza danesi a salvare la maggior parte degli ebrei

domenica 18 Gennaio 2026

Avellino 1923. Quando i fascisti bastonavano chiunque avesse un garofano rosso all’occhiello

Nel libro di Annibale Cogliano, “Lo squadrismo irpino e il caso Battista-Buttazzi” (Quaderni Irpini), il racconto della violenza squadristica contro tutti gli oppositori del regime. Un testo che fa chiarezza su quanto accadde nel territorio campano attraverso una attenta ricerca nei documenti di archivio. “Collocare i fatti nell’alveo della verità storica è l’opportunità che ci diamo di non offrirci alla mistificazione, di fare opera di formazione delle giovani coscienze per realizzare un mondo migliore”, così nella prefazione Vincenzo Calò, della segreteria nazionale ANPI, responsabile centro-sud

venerdì 16 Gennaio 2026

Genealogia dell’antifascismo. Per smascherare la riscrittura della storia

Il libro di Luigi Poletto “Antifa, liberi per scelta” (Ronzani, 2025, pp 247, €19) propone un’indagine sorretta da una forte passione civile. Il saggio attraversa in modo originale le principali letture del fascismo e l’evoluzione delle culture democratiche, approfondendo la difficile transizione dal regime alla Repubblica attraverso un uso rigoroso delle fonti: dall’Italia moralmente segnata dalla dittatura e materialmente devastata dalla guerra alla stagione della Liberazione e della Ricostruzione. L’ultimo capitolo guarda al presente, mettendo a fuoco un antifascismo “necessario”, utile all’azione

martedì 13 Gennaio 2026

Quella piccola grande repubblica partigiana in Alta Lunigiana

La gloriosa storia della IV Brigata Garibaldi operante sull’Appennino tosco-emiliano che, comandata da Almo Bertolini “Oriol”, per tutti “il professore”, e dal commissario Reclus Malaguti, nome di battaglia “Benassi”, dette vita a una straordinaria, seppur breve, esperienza di democrazia. Il ruolo del Pci e del Cln della Spezia. In particolare, nel territorio di Comano l’incontro-scontro tra comunisti e contadini, pastori e boscaioli, pur vissuto in un contesto di arretratezza politica, portò a elezioni comunali, dando il voto alle donne tra le prime volte in Italia, e alla creazione di una scuola per offrire istruzione a combattenti e giovani sfollati, dalle medie alle superiori

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Numero 161 Anno

Leggi il numero 161

Tutti i numeri

Patria Indipendente, il periodico antifascista con aggiornamenti quotidiani.

Leggi anche

È uscito lo Speciale cartaceo di Patria! Inviato ai Comitati provinciali ANPI per essere distribuito alle Sezioni, nelle scuole e nelle università

venerdì 8 Maggio 2026

Uno sterminio a lungo rimosso. L’aggressione all’Etiopia dell’imperialismo fascista

Novant’anni fa, il 9 maggio 1936, dal balcone di Palazzo Venezia, Mussolini celebrava la conquista dell’Africa orientale come trionfo nazionale, accompagnato da cori plaudenti e da una propaganda che esaltava miti di grandezza e missioni redentrici. Ma dietro la retorica si stava consumando una spedizione coloniale segnata da bombardamenti chimici, massacri di civili, deportazioni e leggi razziali. La prima campagna bellica in grande stile di uno Stato europeo dopo la conclusione della Grande guerra rivelò presto la sua natura fallimentare, lasciando dietro di sé un’eredità di violenze occultate e una memoria pubblica incapace per decenni di riconoscere la portata delle responsabilità italiane

Newsletter

Iscriviti alla newsletter e resta informato: ricevi ogni due settimane gli articoli di Patria Indipendente direttamente nella tua casella di posta.

Iscriviti ora