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mercoledì 3 Novembre 2021

Crisi economica o pandemia, i nazifascisti cavalcano sempre le emergenze

Dall’antiscienza al complottismo, dalle violenze squadristiche alla mancata o errata analisi di gran parte del pensiero operaio sulla situazione politica e sociale nel primo dopoguerra. Una lezione non abbastanza meditata (spesso sconosciuta) da chi oggi, con un passato e perfino un presente di sinistra, talora anche radicale, scende in piazza contro vaccini e green-pass

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

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Non è mai stato soltanto uno scontro militare, ma il risultato di divisioni storiche e territoriali interne al Paese intrecciate alle strategie di Russia, Stati Uniti ed Europa. Le fratture linguistiche, nazionali e religiose si sono sovrapposte agli interessi delle grandi potenze, mentre ogni tentativo di mediazione è stato progressivamente considerato un cedimento. In questo scenario, la narrazione bellica ha semplificato il conflitto fino a ridurlo a una contesa tra buoni e cattivi, marginalizzando diplomazia e mediazione e lasciando le popolazioni civili dentro una guerra che rischia di diventare permanente

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