Quindicinale

N° 38

giovedì 20 Luglio 2017

25 luglio ’43: i 45 giorni di Badoglio

Da “Patria indipendente” del 24 luglio 1983. Un governo per assicurare la continuità della monarchia. La “circolare Roatta”: «si proceda in formazione di combattimento et si apra fuoco a distanza, anche con mortai et artiglieria senza preavviso di sorta, come se si procedesse contro truppe nemiche». Le stragi. I primi comitati unitari antifascisti. Come si giunse all’armistizio

giovedì 20 Luglio 2017

Carthago delenda est

È certo: Laura Boldrini vuole cancellare i monumenti fascisti. Sennò, come mai Il Giornale.it avrebbe titolato il 12 luglio: “L’ultima della Boldrini: via i monumenti fascisti”? Ne deriva una domanda di natura tecnica: in che modo la Boldrini intende cancellare tali monumenti? Risponde con precisione Libero.it dell’11 luglio (sempre nel titolo): “Laura Boldrini furia distruttrice: […]

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Numero 38 Anno II

del 6 Luglio 2017

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Patria Indipendente, il periodico antifascista con aggiornamenti quotidiani.

Leggi anche

giovedì 15 Ottobre 2026

“Il grido – I 700 giorni di Gaza” di Giancarlo Bocchi. Il genocidio palestinese, immagine dopo immagine

È l’unico film europeo indipendente sull’annientamento sistemico di un intero popolo. Porta sul grande schermo le testimonianze raccolte da giornalisti e filmmaker dall’interno della Striscia: voci, volti, suoni che restituiscono al cinema la sua responsabilità politica. Il regista affida a sé la selezione e il montaggio dei materiali, accompagnandoli con musiche originali. Ne nasce un’opera potentissima. Non basterà vederla, sarà necessario farla circolare. Per sfidare assuefazione, rimozione e indifferenza. Perché in quella terra è in gioco l’idea stessa di umanità

Ucraina, il teatro della propaganda che ha cancellato la politica

Non è mai stato soltanto uno scontro militare, ma il risultato di divisioni storiche e territoriali interne al Paese intrecciate alle strategie di Russia, Stati Uniti ed Europa. Le fratture linguistiche, nazionali e religiose si sono sovrapposte agli interessi delle grandi potenze, mentre ogni tentativo di mediazione è stato progressivamente considerato un cedimento. In questo scenario, la narrazione bellica ha semplificato il conflitto fino a ridurlo a una contesa tra buoni e cattivi, marginalizzando diplomazia e mediazione e lasciando le popolazioni civili dentro una guerra che rischia di diventare permanente

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