Tema

Anniversari

venerdì 18 Settembre 2026

Genova non è finita. Ritorno sul luogo del delitto di Stato

Venticinque anni dopo, con “G8 2001. I giorni amari di Genova” (All Around, 2026) Donatella Alfonso, allora inviata di Repubblica, rilegge la vicenda con lo sguardo della cronista e della testimone diretta, intrecciando memoria e ricostruzione, testimonianze e domande ancora aperte. Nel libro anche un’intervista a Claudio Scajola, al tempo ministro dell’Interno, che rivela alcuni nuovi particolari sul contesto istituzionale; un approfondito colloquio con l’ex giudice Roberto Settembre; una riflessione sul linguaggio con cui quei fatti sono stati raccontati, sul ruolo delle donne giornaliste e sulla difficoltà della politica italiana di elaborare quella vicenda come una vera crisi della democrazia. Ad accompagnare il testo, le fotografie di Fabio Bussalino

giovedì 23 Luglio 2026

Pastasciutte antifasciste 2026. La tradizione nata in casa Cervi che con l’ANPI si rinnova ogni anno

Dall’Italia all’estero, nel segno del piatto preparato dai sette fratelli — uccisi pochi mesi dopo dai nazifascisti — per festeggiare la caduta di Mussolini, torna nel prossimo fine settimana un appuntamento della memoria democratica. Iniziative contraddistinte da impegno civile, confronto, momenti culturali, rilanciando i principi della Costituzione, dal valore della pace alla partecipazione. Una fotogallery delle locandine realizzate per raccontare la vitalità di una storia che continua

mercoledì 13 Maggio 2026

Tutti in piedi per Piero Cossu. Il commosso ricordo di un antifascista in Sardegna

A dodici mesi dalla scomparsa, la Sezione ANPI di Ozieri ha riunito rappresentanti dell’associazione partigiana di tutta la regione e delegazioni CGIL per rendere omaggio a una delle personalità più autorevoli della vita democratica dell’isola. Nell’incontro pubblico si è richiamato il ruolo decisivo che ebbe sia nella costruzione della rete degli eredi della Resistenza sia alla guida della Camera del Lavoro di Sassari. Un tributo corale, scandito anche dalle parole di Vincenzo Calò, Segreteria nazionale ANPI, che ha messo in luce la sua capacità di innovare, unire generazioni diverse e difendere con rigore i principi costituzionali

venerdì 8 Maggio 2026

Uno sterminio a lungo rimosso. L’aggressione all’Etiopia dell’imperialismo fascista

Novant’anni fa, il 9 maggio 1936, dal balcone di Palazzo Venezia, Mussolini celebrava la conquista dell’Africa orientale come trionfo nazionale, accompagnato da cori plaudenti e da una propaganda che esaltava miti di grandezza e missioni redentrici. Ma dietro la retorica si stava consumando una spedizione coloniale segnata da bombardamenti chimici, massacri di civili, deportazioni e leggi razziali. La prima campagna bellica in grande stile di uno Stato europeo dopo la conclusione della Grande guerra rivelò presto la sua natura fallimentare, lasciando dietro di sé un’eredità di violenze occultate e una memoria pubblica incapace per decenni di riconoscere la portata delle responsabilità italiane

martedì 14 Aprile 2026

Dal 25 Aprile al 2 Giugno, la nostra lunga e festosa primavera resistente

Nel pieno di una crisi internazionale sempre più grave, l’ANPI rilancia l’urgenza della pace, richiama il Paese ai valori fondativi e alla storia unitaria e vittoriosa della lotta di Liberazione con l’insurrezione del 1945. Nell’80° della Repubblica, del voto delle donne, dell’elezione dell’Assemblea Costituente nel 1946, rinnova un ricordo gioioso per restituire il significato profondo dei processi politici, istituzionali e sociali attivati in quella stagione radiosa che ha cambiato l’Italia. Con la Carta esposta a nuovi rischi, riafferma la necessità di una difesa attiva e partecipata, sostenendo le iniziative civiche che ogni anno animano città e paesi. Invita a un fronte largo, pacifico e antifascista contro ogni rigurgito di autoritarismo e razzismo. Il calendario delle iniziative già in cantiere

mercoledì 8 Aprile 2026

L’ANPI in memoria di Giovanni Amendola, il liberale ucciso dagli squadristi di Mussolini

Moriva cento anni fa in Francia per i postumi traumatici dell’ultimo pestaggio. Parlamentare liberale, giornalista, docente di filosofia, è ricordato oggi come una delle principali figure dell’opposizione al regime, promotore del Manifesto degli intellettuali antifascisti. In suo onore tante le iniziative in Campania: a Napoli, Salerno, Sorrento e a Sarno, sua città d’origine. I nipoti hanno chiesto espressamente la presenza dell’Associazione nazionale dei partigiani perché rappresenta la vera continuità con i valori di Amendola

giovedì 26 Marzo 2026

Il Ponte della Memoria tra Basilicata e Grecia: Antonio Pellegrino e i Martiri di Kalogreza

Una delegazione lucana dell’Anpi e della Cgil ha raggiunto Atene e Nea Ionia per rendere omaggio alle vittime dell’eccidio operaio del Blocco di Kalogreza, dove il 15 marzo 1944 ventidue giovani partigiani e lavoratori furono fucilati dalle truppe naziste e dai battaglioni collaborazionisti. Al centro della missione, il ricordo di Antonio Pellegrino, originario di Lavello, che dopo l’8 settembre scelse la Resistenza greca come terreno di lotta e di fratellanza tra popoli. Un viaggio sostenuto dalla Cgil di Potenza che rinnova un legame antifascista tra le due sponde del Mare nostrum lungo ottant’anni

sabato 14 Febbraio 2026

Piero Gobetti, il “resistente numero uno”

Moriva cento anni fa, solo, in esilio a Parigi, non aveva ancora compiuto 25 anni. Era la notte tra il 15 e il 16 febbraio 1926. Fu subito riconosciuto come grande voce del pensiero critico democratico – da Rosselli a Gramsci, che scrisse “ha scavato una trincea per gli intellettuali più onesti”. Nel secondo dopoguerra la sua eredità politica, riferimento dell’antifascismo, sarà a lungo contesa tra l’area liberale, la socialista e la “gramsciazionista”. Lunedì, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà a Torino, al Teatro Carignano, alla commemorazione tenuta da Gustavo Zagrebelsky. Numerose iniziative si svolgeranno anche in Francia. Il programma completo su www.centrogobetti.it

martedì 27 Gennaio 2026

27 gennaio. Storia di Oleg, bambino salvato dallo sterminio

A colloquio con lo scrittore Filippo Boni, coautore del libro “Mi chiamo Oleg. Sono sopravvissuto ad Auschwitz” (scritto con Oleg Mandić) per Newton Compton Editori. Quando l’Armata rossa arrivò nel lager nazista, Oleg aveva solamente undici anni. La sua storia è un messaggio: l’orrore è stato possibile perché troppe persone hanno smesso di pensare, non hanno voluto vedere. Oggi assistiamo a una pericolosa normalizzazione dell’odio. “Oleg ci invita a riconoscere i segnali, a non considerarli mai innocui. Le democrazie diventano fragili quando la memoria si affievolisce. La sua testimonianza è una chiamata alla responsabilità: non voltarsi dall’altra parte, non delegare ad altri il compito di vigilare”. Perché la storia “non si ripete mai uguale, ma torna sotto forme nuove e spesso più subdole”

lunedì 26 Gennaio 2026

27 gennaio. Se la Memoria è nei luoghi vigila sulla democrazia

Sono le commemorazioni laiche a ricordarci i valori fondativi del nostro senso di cittadinanza, ma non dovrebbero mai essere considerate un obbligo, una ripetizione automatica di anno in anno. Serve autentico convincimento, a partire dalle istituzioni. Necessario andare oltre le formule e recuperare i pezzi mancanti o ignorati e far parlare gli eventi di un tempo con la realtà di oggi. Fondamentali sono le iniziative locali come quella di ANPI a Lonato e Desenzano del Garda (dove era l’Ispettorato della razza della Rsi, un reparto della XMas, e dove venne fondato l’Msi) che ribadiscono il ruolo del fascismo italiano nelle atrocità naziste e tutte quelle pubblicazioni che scavano negli eventi drammatici che portarono all’Olocausto

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

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