Interviste

mercoledì 27 Gennaio 2021

Giulio come Irma Bandiera

Regeni: parla il partigiano Gastone Malaguti, penultimo sopravvissuto della 7ª Gap di Bologna, tra i protagonisti della mitica battaglia di Porta Lame. Allontanato dalla scuola nel ’38 per aver protestato contro l’espulsione dei compagni di classe ebrei. Dopo la Liberazione fece parte delle missioni in Germania per il recupero dei beni razziati dai nazisti

lunedì 26 Ottobre 2020

Italia: due grandi partiti di destra. Estrema

L’ex presidente delle Acli Domenico Rosati: “Nel Paese c’è una acquiescenza nei confronti del fascismo”. “CasaPound e Fratelli d’Italia si abbeverano alla stessa fonte, esprimono gli stessi concetti su Europa, immigrazione, economia, diritti civili”. “La Meloni non può essere accreditata come esponente di una destra liberale”. “Il fascismo è violenza incarnata”

venerdì 18 Settembre 2020

NO. Per essere liberi

Referendum, parla Aldo Tortorella, partigiano, intellettuale, storico dirigente politico: «Il taglio dei parlamentari? L’anticamera dell’autoritarismo». «La crisi del parlamentarismo e della democrazia parlamentare è reale, e non serviva Grillo per scoprirlo, ma è una crisi che non dipende, come si vuol dar a credere, dalla difficoltà di funzionamento dei parlamenti, bensì dalle scelte sociali ed economiche delle classi dirigenti»

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Numero 159 Anno

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Leggi anche

venerdì 13 Febbraio 2026

“L’assalto al cielo” 67 anni dopo. Contro l’assedio Usa di Cuba riprende la campagna di solidarietà

Cuba tra memoria rivoluzionaria e crisi energetica. Ripensando alla rivoluzione dei “barbudos” del 1959 oggi l’isola torna a interrogarci tutti. Il presidente Trump l’ha definita minaccia insolita e straordinaria mentre si aggrava la pesante crisi energetica dovuta principalmente al blocco del petrolio venezuelano. L’ANPI è in prima fila nella campagna di sostegno

I capelli delle donne curde

In un mondo che sembra uscito da un film di fantascienza distopica è utile parlare anche di simboli e di memoria. Soprattutto dopo la firma dell’accordo, con la mediazione degli Usa di Trump, tra Forze democratiche siriane (SDF) e governo siriano di al-Shara. Ciò che traspare è infatti uno smantellamento della fragile e consapevole utopia del Rojava, un esperimento politico femminista ed ecologista capace di resistere nonostante la guerra. Sono proprio le combattenti delle YPJ a non avere garanzie: a loro fino a pochi giorni fa, se catturate, venivano tagliate le trecce divenute un simbolo globale (senza parlare delle atrocità subite), mostrate anche dalla principessa Kate

mercoledì 28 Gennaio 2026

Rojava sotto assedio. Biji biji resistenza curda!

Le promesse del presidente Al-Sharaa per una Siria democratica e inclusiva sono già state smentite dai fatti: dopo alawiti, drusi e cristiani, ora a pagare sono i curdi. Kobane, città simbolo della lotta di liberazione dall’Isis, è circondata. All’offensiva militare si affianca lo scontro ideologico contro la proposta politica di Öcalan per il Medio Oriente, una visione che mette al centro le donne e un modello di società ecologica, in netto contrasto con gli interessi degli apparati di potere degli Stati e dei loro leader. Intanto cresce la solidarietà internazionale. Pubblichiamo un appello‑mozione dell’Unione delle donne italiane e kurde ai Parlamenti Ue e italiano, sottoscritto anche dal Coordinamento donne ANPI e aperto alle adesioni

Palestina, dalla tregua fragile alla costruzione della pace

I movimenti in Italia e nel mondo hanno scosso le coscienze e isolato Israele, ma ora è necessario uno scatto nuovo. Il ruolo fondamentale che l’Onu deve riprendere e assumere pienamente e quello finora assente della Ue, la richiesta di liberazione di Barghouti, la ricostruzione nella prospettiva dell’avvio della costituzione di uno Stato palestinese in uno scenario di due popoli in due Stati e le tentazioni dei potenti di “sedersi a tavola” per spartirsi il pranzo. Cosa possiamo fare come Anpi

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