Pietro Pirrone

Dolente comunicare che il militare PIRRONE PIETRO di Donato, classe 1914, è considerato DISPERSO in seguito ad affondamento piroscafo avvenuto in acque Egeo il 19 ottobre 1943. Condoglianze”. Era questo, con le modifiche del caso, il testo del telegramma che il ministero della Guerra aveva trasmesso ai familiari di Pietro Pirrone a distanza di un anno dall’affondamento della nave Sinfra, che i nazisti avevano fatto partire dalla baia di Suda, sulla costa nord-occidentale di Creta, con un sovraccarico di prigionieri (2.389 militari italiani e 71 partigiani greci), munizioni e bombe d’aereo, affidati alla sorveglianza di 204 tedeschi. L’imbarcazione era diretta al Pireo, la tappa intermedia in direzione dei lager nazisti.

La nave Sinfra

I soldati italiani facevano parte di quei 650.000 sventurati, classificati con l’acronimo IMI (Internati Militari Italiani), che dopo l’armistizio dell’8 settembre si erano rifiutati di continuare la guerra con le armate tedesche e i sodali della costituenda Repubblica sociale italiana.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla 2ª Giornata dedicata ai militari italiani internati nei campi di concentramento tedeschi (Imagoeconomica, Frank Ammendola)

L’Italia dedica una giornata, il 20 settembre, alla memoria dei nostri internati militari nei campi nazisti, fissata dalla legge n. 6 del 13 gennaio 2025. Proprio il 20 settembre 1943, infatti, Hitler decise di mutare lo status dei soldati italiani catturati dopo l’armistizio: da prigionieri di guerra a “internati militari”. Una formula burocratica che li sottraeva alle tutele della Convenzione di Ginevra e li consegnava al lavoro coatto nell’ingranaggio bellico tedesco.

Il cardinale Montini, futuro Paolo VI

Pietro non arriverà mai in Germania. I familiari, che non avevano sue notizie da quasi un anno, avevano interpellato senza fortuna la Croce Rossa e l’Ufficio informazioni del Vaticano, istituito da Papa Pio XII per aiutare le famiglie dei militari dispersi, prigionieri o internati. Era diretto dall’allora Sostituto della Segreteria di Stato, Monsignor Giovanni Battista Montini, il futuro Papa Paolo VI, e concluderà la sua attività il 31 ottobre 1947 con all’attivo un voluminoso fondo archivistico, che per volontà di Papa Giovanni Paolo II è aperto alla libera ricerca.

L’atto di nascita di Pietro Pirrone

“Mio zio aveva rifiutato una licenza, prima di essere fatto prigioniero dai tedeschi, per ottenere in sostituzione una paga che aveva immediatamente trasferito alla moglie”. L’informazione, unitamente ad alcune foto del protagonista e della famiglia, ci viene fornita da Maria Venturiello, figlia di Angelina, la sorella di Pietro. Era sposato con Rosina Marino, più giovane di tre anni, contadina come il marito, entrambi originari di Sacco, in provincia di Salerno.

Dei militari imbarcati sulla Sinfra, bombardata a 7 miglia dalla costa da una squadriglia aerea britannica e statunitense, ne erano sopravvissuti 539 (il 23%) mentre moriranno 7 tedeschi (il 3%). La sproporzione è collegata alla circostanza che le stive erano state sbarrate e che coloro che tenteranno di salire sul ponte di coperta, dopo l’incendio della nave, saranno colpiti con raffiche di mitragliatrice e bombe a mano dai nazisti. Tanti moriranno annegati per l’assenza di salvagenti e giubbotti di salvataggio.

“Spezzeremo le reni alla Grecia” aveva detto Mussolini dal balcone di Piazza Venezia il 18 novembre 1940

Pietro faceva parte del 39esimo reggimento fanteria ed era in forza ai reparti di occupazione in Grecia (si era imbarcato presumibilmente da Brindisi per Corinto), prima del drammatico cambio di scenario dell’armistizio, con il capo del governo Badoglio e il re Vittorio Emanuele III scappati a Brindisi.

(Archivio fotografico Anpi nazionale)

Erano partiti come carne da macello al servizio della guerra fascista ed erano morti con lo stesso tragico destino all’interno di una carretta del mare, che imbarcava un numero sproporzionato di prigionieri e un quantitativo enorme di esplosivi. Il tragico epilogo si ripeterà più volte durante il trasporto dei prigionieri italiani verso la prigionia.

Lo storico tedesco Gerhard Schreiber ha stimato in circa 15.000 il numero dei morti italiani durante la campagna del Dodecaneso (1.500 in combattimento e 13.500 durante il trasporto verso i lager).

Rosina “Rosetta” Marino, moglie di Pietro

La morte di Pietro si porterà dietro la sofferenza della sua famiglia, che già versava in condizioni economiche disagiate. A crescere il figlio Domenico ci penserà, con immani sacrifici, la moglie Rosina Marino, conosciuta da tutti in paese come “Rosetta re Taccone”.

Sacco, il paese del Salernitano dove vivevano Pietro e Rosetta

Farà la bracciante agricola a giornata per una vita intera, anche dopo l’emigrazione del figlio in Brasile, dove aprirà un negozio di scarpe nella città di San Paolo. Era nota per la sua estrema parsimonia, che rimarrà tale anche dopo la partenza del figlio, al fine di racimolare più risparmi possibile da donargli nei suoi periodici rientri in Italia.

Creta, la stele in memoria dei caduti delle navi Sinfra e Petrella

Non ho alcuna esitazione a definire Rosetta un’eroina per la vita grama che ha vissuto accompagnata a un profondo senso del dovere, che non le faceva perdere il timido sorriso con il quale salutava i suoi interlocutori. La ricordo sempre con una fascina di legna sulle spalle al rientro dalla campagna. Mi ricorda molto Mena de I Malavoglia di Giovanni Verga, preferendola alle contadine di Carlo Levi (Cristo si è fermato ad Eboli) e alle vedove di Ignazio Silone (Fontamara).

Sacco (SA). Rovine del vecchio paese

Rosetta non è nei libri di storia, ma ha portato il naufragio del Sinfra sulle spalle per 58 anni (è deceduta nel 2001, anche il figlio non è più in vita) con una zappa in mano in mezzo ai campi di Sacco. “Era una persona di poche parole, buona, gentile e generosa. Non aveva mai fatto il minimo accenno alla tragica fine del marito, come il figlio. L’unica che ne parlava era mia nonna” ricorda il nipote Domenico Marino.

Pietro Pirrone fa parte di una lista di IMI, dei quali il Comune di Sacco si è impegnato a riscoprire le tracce, anche per richiedere in loro favore la medaglia d’onore prevista dalla legge 27 dicembre 2006 n° 296.

Silvio Masullo