Tema

Spettacolo

martedì 7 Luglio 2026

Il canto anarchico e socialista. Una nuova lettura della storia nazionale

“Addio Lugano bella”, “Amore ribelle, “Quella sera a Milano era caldo”, “Figli dell’officina”, “Bella ciao”. Una ricostruzione originale dei percorsi della cultura musicale che dalla Resistenza ha accompagnato le lotte degli anni Sessanta e Settanta e i profondi cambiamenti del Paese. Dal tentativo tambroniano di imporre politiche reazionarie di deriva fascista, fino alle rivolte di piazza che hanno visto grandi frange di popolazione impegnate nelle lotte per i diritti civili. Un vasto repertorio che è diventato inno collettivo, protesta cantata a ogni latitudine. La riscoperta dell’eredità del lavoro di “Cantacronache” e del “Nuovo Canzoniere Italiano” Con un unico filo rosso: le voci femminili e il ripudio della guerra

giovedì 14 Maggio 2026

Yellow Letters, quando arte e amore sfidano il potere

Il nuovo film di İlker Çatak segue, in un racconto intenso e urgente, una coppia di artisti – lui drammaturgo e docente universitario, lei attrice – che nella Turchia di Erdoğan si misura ogni giorno con censura, paura e compromessi. La regia, elegante e capace di tenere alta la tensione anche nei momenti più intimi, ricostruisce gli ultimi spazi di resistenza alla repressione. Straordinarie le interpretazioni di Özgü Namal e Tansu Biçer, restituiscono con precisione le crepe e la forza del legame tra Derya e Aziz. Niente catarsi, nessuna vittoria, resta un’inquietudine fertile, il promemoria che la libertà è sempre fragile e sempre da difendere

domenica 26 Aprile 2026

Un partigiano come presidente. La Resistenza nella musica jugoslava (e in Italia)

Le canzoni della lotta di Liberazione sono state uno dei cardini della costruzione simbolica del regime di Tito, alimentando un’identità unitaria soprattutto tra i giovani nati dopo la guerra, cresciuti nell’idea di un antifascismo quale destino comune. Una generazione che ha creduto a quei valori prima di essere travolta dai nazionalismi degli anni Novanta. Una parabola molto diversa da quella dei Paesi dell’Est e anche da quella italiana, dove quel repertorio è rimasto controcultura nonostante il successo mondiale di Bella ciao. Con l’unica eccezione mainstream dell’omaggio di Toto Cutugno a Pertini nel 1983. Buona lettura e buon ascolto

domenica 8 Marzo 2026

Josephine Baker, la voce acuta della libertà che seppe conquistare i palcoscenici di tutto il mondo

Grande vedette, straordinaria ballerina e figura del cambiamento, navigò tra le luci della ribalta e le ombre di un’esistenza segnata da povertà ed esclusione sociale. Cresciuta a Saint Louis, ha trasformato le cicatrici di una infanzia sofferta nella linfa di una determinazione incrollabile per sfidare le barriere della razza e del pregiudizio. Il corpo, per lei, non è stato solo strumento artistico, ma campo di battaglia politico e spazio di negoziazione culturale. Attiva nella Resistenza e poi nel movimento dei diritti civili, la sua influenza e il suo ricordo rimangono vivi nella cultura popolare perché ha fatto dell’arte il più potente veicolo di inclusione e strumento di emancipazione. Buon ascolto e buon 8 Marzo

domenica 22 Febbraio 2026

Quando la propaganda girava a 45 giri. Dai dischi ai comizi, la comunicazione prima del web

Oggi lo scontro sul referendum si accende soprattutto sui media e sui social. Ma che succedeva prima dell’avvento di Internet? Come ci si organizzava per far circolare i messaggi rivolti all’opinione pubblica? Dal Pci al Psi passando per la Dc, negli anni Sessanta e Settanta il consenso si costruiva oltre ai giornali attraverso discorsi in piazza e perfino supporti sonori con cantanti e attori (da Modugno agli StormY Six, da Renato Rascel ad Anna Identici e molti volti noti) nella veste di testimonial di eccezione. Le principali tappe che hanno segnato un’epoca. Buona lettura e buon ascolto

sabato 14 Febbraio 2026

“Se potessero bloccare l’ossigeno, lo farebbero”. In Palestina anche lo sport è annientato

Dalla sede dell’ambasciata palestinese a Roma, mentre Milano-Cortina celebra le Olimpiadi, arriva l’accusa di Jibril Rjoub, presidente del Comitato Olimpico e della Federazione Calcio di quella terra martoriata: “Colpire le nostre attività, i luoghi di incontro, è il primo punto dell’agenda israeliana”. Ottocento vittime tra atleti e staff, 289 centri sportivi distrutti, erba sintetica bloccata per i campi profughi, campetti negati ai ragazzi. “A noi è vietato persino sentirci felici”. Così il mondo dello sport applica il doppio standard

venerdì 13 Febbraio 2026

“Una battaglia dopo l’altra”, perché l’assurdità della guerra non ha mai un finale

Il film, benissimo girato, di Paul Thomas Anderson (Usa, 2025) potrebbe essere classificato come un action movie oppure un thriller distopico, invece è quanto di più esplicitamente politico, e contemporaneo, ci possa essere da un po’ di tempo a questa parte sul grande schermo. I tre indizi che fanno una prova? È liberamente tratto dal romanzo “Vineland” di Thomas Pynchon, il titolo riprende una frase dell’attivista afroamericana Angela Davis, e c’è una citazione diretta del capolavoro cinematografico “La battaglia di Algeri” di Gillo Pontecorvo. Notevole il cast: Leonardo Di Caprio, Sean Penn, Chase Infiniti, Teyana Taylor, Regina Hall, Benicio del Toro

lunedì 26 Gennaio 2026

“Svuotiamo gli arsenali, colmiamo i granai”. Sandro Pertini torna a parlarci dalle sale cinematografiche

“Il Settimo Presidente” è il film documentario dedicato alla vita di Sandro Pertini che ha chiuso la 66ª edizione del Festival dei Popoli di Firenze. Prodotto da Daniele Ceccarini e Mario Molinari, con musiche di Nicola Piovani e animazioni di Gianluigi Toccafondo, fa seguito a un mediometraggio realizzato dagli stessi autori sul calciatore partigiano Rino Dalla Negra. “C’è affinità tra i due lavori: entrambe le personalità nelle loro gesta hanno fatto qualcosa di unico che oggi i ragazzi hanno bisogno di conoscere in una società sempre più individualista, con meno riferimenti”. Il docufilm inizierà il percorso di distribuzione nelle sale cinematografiche e nelle scuole

domenica 14 Dicembre 2025

Corti per resistere. Riparte il Bref International Short Film Festival di Aosta

Le iscrizioni sono ancora aperte: cortometraggi fino al 5 gennaio 2026 e sceneggiature fino al 30 dicembre 2025. La seconda edizione della kermesse valdostana dedicata al cortometraggio comincerà il 22 aprile e si concluderà il 26. Nell’arco di cinque giorni, a ingresso libero, Bref promuove i valori democratici e antifascisti, dando spazio al cinema giovane e presentando opere difficilmente fruibili sui canali normali. Il programma prevede, oltre alle proiezioni, appuntamenti letterari, premiazioni, eventi dedicati a giovani e bambini. Un momento chiave sarà il pranzo del 25 aprile in collaborazione con Anpi Valle d’Aosta e Istituto Storico della Resistenza

domenica 7 Dicembre 2025

“Il teatro è il luogo della coscienza collettiva”. Parla Edoardo Purgatori

L’attore figlio del giornalista Andrea Purgatori racconta le ragioni profonde che lo hanno portato a scegliere il palcoscenico per comunicare la realtà e i sentimenti. “Essere antifascista oggi non significa ripetere slogan, ma difendere la libertà di pensiero, di parola, la dignità delle persone, il diritto di dissentire. È una responsabilità che riguarda tutti, non solo chi fa politica. Nel mio lavoro cerco di tenerla viva attraverso la memoria”. Un consiglio ai giovani? “Non aver paura di essere impopolari: è l’unico modo per restare vivi in un tempo che anestetizza tutto”. Nella stagione 2025/26 in scena con Brokeback Mountain, storia d’amore e libertà che sfida ogni stereotipo

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

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Leggi anche

Come si assolve un Ministro dell’Interno

La decisione della Cassazione, che ha respinto il ricorso della Procura di Palermo sulla vicenda della nave Open Arms, è stata accolta con un coro unanime di soddisfazione. Ma è stata una buona sentenza? Per capirne a fondo i termini giuridici ricostruiamo i passaggi processuali e la cronologia dei fatti. Quello che è certo è che Salvini, allora al Viminale, non ha fatto il suo dovere, anche se in buona compagnia. L’Italia non era infatti il solo Paese obbligato a concedere il Pos (Place of Safety, Punto di Sbarco Sicuro). Tutta l’Europa non ne esce bene. Quella UE che si rimpallava il dovere di accogliere portava già in sé i germi della deriva xenofoba. Ma il vulnus più grave è l’aver ritenuta utilizzabile per le operazioni di salvataggio la zona Sar libica così da sentirsi autorizzati a non intervenire, ammettendo in linea di principio che i migranti debbano essere restituiti alla Libia. Rimandandoli nell’orrore

lunedì 13 Luglio 2026

Benny Petrone, Bari e lo squadrismo neofascista: la verità che l’archiviazione non cancella

La decisione del GUP chiude formalmente una vicenda giudiziaria durata quasi mezzo secolo, ma non spegne ciò che la riapertura delle indagini ha riportato alla luce: la natura collettiva, organizzata e premeditata dell’aggressione che nel 1977 tolse la vita a un diciottenne operaio comunista nel cuore del capoluogo pugliese. Le carte, le testimonianze e gli atti processuali ricostruiti negli ultimi anni delineano un contesto di violenze sistematiche, una rete nera radicata nel territorio e un delitto maturato dentro una strategia di supremazia politica. Nonostante la prescrizione e i limiti della verità processuale, il lavoro della procura, dell’ANPI, della famiglia – con l’impegno instancabile della sorella Porzia – e di una comunità che non ha dimenticato restituisce un quadro storico più nitido: non un gesto isolato ma un’aggressione di gruppo che ha segnato profondamente la coscienza civile. La giustizia si ferma, la verità no

“Il sorpasso” Atlantico

ONU in crisi, NATO in espansione. Dal Nuovo Concetto Strategico del 1991 l’Alleanza ha esteso progressivamente il proprio raggio d’azione ben oltre la difesa collettiva prevista dal Trattato del 1949, assumendo di fatto funzioni che spettano alle Nazioni Unite. Gli effetti sulla legalità internazionale e sulla sovranità italiana, e la necessità di riportare sotto il controllo democratico gli accordi che regolano l’utilizzo delle basi militari statunitensi

L’Europa in bilico, dalla frattura del presente alle scelte per il futuro

La UE nasce da un modello sociale che ha intrecciato diritti, coesione e progresso, ma oggi è sospesa tra crisi globali, riarmo e un arretramento politico che mette in discussione la sua identità. L’avanzata dei sovranismi e delle destre radicali in molti Paesi accentua la frattura tra l’idea di un’Europa solidale e quella di un’Europa delle Nazioni. Le visioni di Letta e Draghi delineano risposte divergenti: l’una punta sulla necessità di ricostruire legami e capacità comuni, l’altra su mercato e competitività. In questo passaggio fragile, la memoria civile di Teresa Mattei ricorda che il domani dipenderà da precise scelte politiche: un processo costituente capace di condurre verso un’Unione autenticamente federalista, democratica, pacifica e accogliente, per i cittadini europei e per chi vi cerca rifugio

“Quando ricominciammo a vivere. Dalla storia alla street art”, lo speciale cartaceo di Patria 2026

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