giovedì 21 Febbraio 2019
Una pietra un nome una storia
Pietra, come il cognome di Carlo, partigiano, dato per scomparso, rocambolescamente tornato a casa nell’aprile 1945 e poi dirigente dell’Aned. Pietra, come quella d’inciampo in sua memoria
Tema
giovedì 21 Febbraio 2019
Pietra, come il cognome di Carlo, partigiano, dato per scomparso, rocambolescamente tornato a casa nell’aprile 1945 e poi dirigente dell’Aned. Pietra, come quella d’inciampo in sua memoria
mercoledì 20 Febbraio 2019
Giorno della Memoria, lo sterminio dei disabili nei campi nazisti (il programma Aktion T4) raccontato da Silvia Cutrera, presidente dell’Avi di Roma (Agenzia per la vita indipendente)
mercoledì 20 Febbraio 2019
Giorno della Memoria, terza edizione dell’iniziativa. Due carrozze allestite con documenti e immagini sulle persecuzioni razziali e la Shoah, e poi mostre, documentazioni e tanto altro
mercoledì 20 Febbraio 2019
La vita difficile e tormentata della grande artista francese. Una strana famiglia. L’occupazione nazista e le violenze. L’incontro con gli intellettuali e la Liberazione. L’iniziazione di Sartre. La sua immagine insolente e scandalosa. Le più recenti performance
mercoledì 20 Febbraio 2019
Carla Guidi, Estetica Anestetica, edizioni Robin&sons, Roma, pag. 534, euro 18
mercoledì 20 Febbraio 2019
Marco Perpiglia, il partigiano ‘Pietro’ di Roccaforte del Greco che combatté in Spagna e fece la Resistenza in Italia
mercoledì 20 Febbraio 2019
15 marzo 1939: le truppe tedesche varcano la frontiera e puntano velocemente su Praga e su Brno. Il Paese prima vittima dell’espansionismo e dell’aggressività del nazismo grazie al Patto di Monaco. La Resistenza e le gesta criminali del generale nazista Reinhard Heydrich, “cuore di ferro”
mercoledì 20 Febbraio 2019
Il tempestoso prologo alla tragedia che precipitò i popoli nella seconda guerra mondiale
mercoledì 20 Febbraio 2019
Il dramma istriano e le vicende del confine orientale. L’invasione fascista e nazista della Jugoslavia e le foibe
mercoledì 20 Febbraio 2019
Intervista al croato Oleg Mandić, sopravvissuto allo sterminio. Salvo un po’ per astuzia, un po’ per amor materno, e molto per fortuna, fu liberato, come tutti gli altri, dall’Armata Rossa. “Si cercava di arrivare, possibilmente vivi, al giorno successivo”. “Quanto di peggio mi potesse accadere era già successo. Quando parti da questo presupposto hai tutte le predisposizioni per una vita meravigliosa”