Tema

Storia

sabato 17 Ottobre 2020

Nell’isola dei Padri

Un emozionante reportage scritto dalla figlia di un confinato politico a Ventotene, alla scoperta del luogo di pena dove vissero, prigionieri, antifascisti quali Pertini, Di Vittorio, Terracini, la Ravera e tanti ex combattenti delle Brigate Internazionali. In quel carcere atollo Spinelli, Rossi e Colorni elaborarono il Manifesto della futura Europa libera e unita

giovedì 17 Settembre 2020

La breccia che aprì le porte di Roma

Ma chiuse quelle di San Pietro. Porta Pia, 20 settembre 1870: una data spartiacque colpevolmente scomparsa dall’attuale calendario istituzionale. Con l’ingresso delle truppe del Regno d’Italia in Roma si compie l’unificazione nazionale. Il valore del principio della laicità dello Stato e le persistenti difficoltà del liberalismo conservatore a rimuovere gli ostacoli tra Stato e masse cattoliche

il Narodni Dom oggi

martedì 30 Giugno 2020

Il 13 luglio il Narodni Dom agli sloveni di Trieste

Come riconoscimento delle discriminazioni e delle violenze subite da sloveni e croati negli anni del fascismo di confine, i Presidenti della Repubblica italiana e slovena consegneranno l’edificio in occasione del centenario dell’incendio provocato dagli squadristi. Nello stesso giorno per la prima volta i Presidenti al cippo dei quattro antifascisti fucilati nel 1930, e poi alla foiba di Basovizza

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Numero 159 Anno

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Patria Indipendente, il periodico antifascista con aggiornamenti quotidiani.

Leggi anche

venerdì 13 Febbraio 2026

“L’assalto al cielo” 67 anni dopo. Contro l’assedio Usa di Cuba riprende la campagna di solidarietà

Cuba tra memoria rivoluzionaria e crisi energetica. Ripensando alla rivoluzione dei “barbudos” del 1959 oggi l’isola torna a interrogarci tutti. Il presidente Trump l’ha definita minaccia insolita e straordinaria mentre si aggrava la pesante crisi energetica dovuta principalmente al blocco del petrolio venezuelano. L’ANPI è in prima fila nella campagna di sostegno

I capelli delle donne curde

In un mondo che sembra uscito da un film di fantascienza distopica è utile parlare anche di simboli e di memoria. Soprattutto dopo la firma dell’accordo, con la mediazione degli Usa di Trump, tra Forze democratiche siriane (SDF) e governo siriano di al-Shara. Ciò che traspare è infatti uno smantellamento della fragile e consapevole utopia del Rojava, un esperimento politico femminista ed ecologista capace di resistere nonostante la guerra. Sono proprio le combattenti delle YPJ a non avere garanzie: a loro fino a pochi giorni fa, se catturate, venivano tagliate le trecce divenute un simbolo globale (senza parlare delle atrocità subite), mostrate anche dalla principessa Kate

mercoledì 28 Gennaio 2026

Rojava sotto assedio. Biji biji resistenza curda!

Le promesse del presidente Al-Sharaa per una Siria democratica e inclusiva sono già state smentite dai fatti: dopo alawiti, drusi e cristiani, ora a pagare sono i curdi. Kobane, città simbolo della lotta di liberazione dall’Isis, è circondata. All’offensiva militare si affianca lo scontro ideologico contro la proposta politica di Öcalan per il Medio Oriente, una visione che mette al centro le donne e un modello di società ecologica, in netto contrasto con gli interessi degli apparati di potere degli Stati e dei loro leader. Intanto cresce la solidarietà internazionale. Pubblichiamo un appello‑mozione dell’Unione delle donne italiane e kurde ai Parlamenti Ue e italiano, sottoscritto anche dal Coordinamento donne ANPI e aperto alle adesioni

Palestina, dalla tregua fragile alla costruzione della pace

I movimenti in Italia e nel mondo hanno scosso le coscienze e isolato Israele, ma ora è necessario uno scatto nuovo. Il ruolo fondamentale che l’Onu deve riprendere e assumere pienamente e quello finora assente della Ue, la richiesta di liberazione di Barghouti, la ricostruzione nella prospettiva dell’avvio della costituzione di uno Stato palestinese in uno scenario di due popoli in due Stati e le tentazioni dei potenti di “sedersi a tavola” per spartirsi il pranzo. Cosa possiamo fare come Anpi

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