Murale alle partigiane

Tutto il Paese è punteggiato di monumenti e lapidi che ricordano la Resistenza e la lotta di Liberazione. I cippi, le pietre d’inciampo, le rovine di vecchie cascine che testimoniano atti di ferocia e violenza. Ma anche murali colorati che parlano di valori e risveglio, di pace e democrazia.

MEMO è il progetto di ANPI Nazionale che raccoglie tutto questo. È oramai bene avviato: inaugurato il 6 giugno del 2024, per gli ottanta anni dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, a quella data contava già 2.700 fra monumenti e altre memorie. Adesso, a poco più di due anni di distanza, siamo in vista del traguardo delle 7.500 memorie censite. Ognuna di queste fotografata, trascritta, classificata, arricchita di contesto e posizionata con precisione su una mappa.

Vogliamo che queste memorie parlino e che vengano visitate.

Il sepolcro di Piero Calamandrei

MEMO è un progetto a cui chiunque può partecipare e il suo archivio è stato costruito da quasi 200 fra cittadine e cittadini che hanno contribuito inviandoci le foto e le notizie che servono a registrare un monumento. Ci siamo anche appoggiati al tanto lavoro già fatto dalle sezioni della nostra associazione, ma anche a vari progetti scolastici con i quali studentesse e studenti hanno scoperto e mappato il patrimonio resistenziale del loro territorio, per poi riversarlo in MEMO.

Le novità però non sta nel fatto che il lavoro di esplorazione e ricerca continua di gran carriera. MEMO questa estate ha ricevuto aggiornamenti a tutto campo.

Mappe con sfondi storici e tridimensionali

Gli scoscesi calanchi del Monte Sabbiuno, in provincia di Bologna, dove furono gettati i corpi di decine di partigiani fucilati: vedi in 3D su MEMO ↗

Un cippo che adesso sorge nel pieno di un’area industriale non rende fino in fondo l’idea dei luoghi di una battaglia.

Il monumento che ricorda un’intera comunità spazzata via dalla violenza delle grandi stragi è un punto su una collina disabitata che non mostra la vita e le case di chi non c’è più.

Per immergersi nell’ambiente dell’epoca, per capire meglio la dinamica di un’azione partigiana adesso è possibile mettere in sovraimpressione alle nostre mappe le foto aeree d’epoca.
Abbiamo le fotografie scattate dalla Royal Air Force nel 1943-44 sull’Emilia-Romagna, ma anche le ortofoto della prima mappatura aerea italiana di metà anni cinquanta, prima del boom economico e con paesaggi molto spesso uguali a quelli di dieci anni prima.

Sant’Anna di Stazzema, in provincia di Lucca, vista dalla vetta del Monte Lieto nel 1954, si nota il monumento ossario costruito nel 1948, ma per il resto il panorama è pressoché immutato dai giorni della strage: vedila in 3D su MEMO ↗.

Crediamo che questo possa avere in alcuni casi un valore storico e didattico notevole.

Ci appoggiamo a servizi di mappe offerti dalle regioni e quindi per il momento solo Emilia-Romagna, Toscana e Lazio sono coperti, ma non appena altre regioni renderanno disponibili queste mappe le aggiungeremo.

Inoltre c’è la possibilità di vedere i panorami in 3D, con foto satellitari o con mappe adeguate all’escursionismo, per valutare meglio l’ambiente in previsione di una visita o per meglio immergersi nelle storie della Resistenza.

I percorsi raccontano il terreno

Il sentiero che dal Colle del Lys, in provincia di Torino, porta ai rifugi partigiani del “Non si vede” e del “Non si trova”: vedilo in 3D su MEMO ↗.
Si noti che oltre all’altimetria sono evidenziati il tipo di terreno, l’ombreggiatura e l’esposizione.

Oltre ai monumenti censiamo i sentieri della Resistenza e i percorsi della Memoria, una modalità per scoprire la storia e il territorio che negli ultimi anni sta avendo una grande fortuna. Al momento dell’inaugurazione MEMO già contava un centinaio di percorsi, adesso siamo a 500. Ognuno di questi con la traccia scaricabile.

La novità qui è che abbiamo incrociato i dati satellitari della copertura boschiva europea con quelli delle pendenze dei crinali e quindi indichiamo per ogni tratto di sentiero se camminerete allo scoperto o all’ombra e se l’esposizione è adatta ad un’escursione estiva o ad una invernale. Inoltre, tramite i dati di OpenStreetMap riusciamo a dare indicazioni sul tipo di terreno, se asfalto o terra battuta ad esempio, e dove trovare sorgenti d’acqua, fontane, rifugi o presidi medici.

Segnaliamo infine anche i vari sentieri CAI che si incontrano, in modo che possiate seguire indicazioni certe anche quando i percorsi della memoria magari non ne hanno.

Tenere MEMO in tasca

Abbiamo realizzato un’app per smartphone che riproduce il portale MEMO in maniera più adeguata ai piccoli schermi e che usa i sensori del telefono per darvi alcune funzioni in più.

Avrete ad esempio una bussola per indicarvi direzione e distanza di un monumento che state cercando. La bussola vi guiderà seguendo la direzione in linea d’aria, oppure stabilirà il percorso migliore da percorrere a piedi, seguendo vie e strade, ma anche sentieri e tratturi.

Inoltre c’è la possibilità di usare MEMO anche se non c’è connessione. Ad esempio se programmate di seguire un sentiero della Resistenza basta chiedere alla app di salvare temporaneamente il percorso e potrete seguirlo anche quando non c’è segnale.

L’app di MEMO non la trovate negli store, ma si installa toccando l’apposito pulsante sul fondo di ogni pagina di MEMO.

C’è ancora molto da fare

MEMO è un atto di cura continua e di conoscenza verso i luoghi che sono l’origine della Costituzione. E MEMO non potrebbe esistere se non come risultato di un grande lavoro collettivo.

Partecipare è facile, ci bastano delle fotografie e la posizione del monumento, poi sarà la redazione a sistemare il tutto: scoprite come fare.