La “Gabriella in bicicletta” è Tina. Tina Anselmi. È il libro che esce ora dall’editore Manni, nella sua terza edizione, “La mia Resistenza raccontata ai ragazzi”. Pagine intense e chiare, un suo dialogo sui mesi che hanno cambiato il mondo e la sua vita. La prefazione è della nipote Valentina Magrin. Nella precedente edizione del libro, del 2019, la prefazione fu di Laura Boldrini.

Parlò di Tina come interprete dei diritti delle donne, dei diritti umani universali. Il libro raccoglie anche notizie e riferimenti utili sulla Resistenza italiana, sulle stragi nazifasciste, sugli Internati militari italiani, gli IMI, e anche preziose testimonianze di donne partigiane, come Marisa Ombra, staffetta partigiana nel Monferrato.

Le risposte di Tina alle domande dei ragazzi sono fresche e forti come la stagione che lei ha vissuto. Quando, a 17 anni, ha deciso di partecipare alla Resistenza di fronte ai 31 impiccati nella piazza di Bassano del Grappa dove i nazifascisti avevano voluto che fossero condotti gli studenti delle superiori, perché imparassero. Tina capì che “per cambiare il mondo bisogna esserci”, e lei quel mondo dell’orrore volle cambiarlo.

In bicicletta fece la staffetta partigiana per il Comando Unico del Veneto, all’oscuro della sua famiglia. E in bicicletta andò poi di casa in casa per portare le donne per la prima volta al voto il 2 giugno del 1946.

Ci fu per sempre, Tina. Con l’impegno nel sindacato, come parlamentare nel 1968, prima donna ministro nel 1976, Presidente della Commissione Parlamentare di Parità, Presidente della Commissione Parlamentare di Inchiesta sulla Loggia massonica P2. Sempre al servizio degli altri, della Repubblica, delle donne.

Ricordo Tina alla IV Conferenza Mondiale delle donne organizzata dall’ONU a Pechino, impegnata nel dialogo con le donne di tutto il mondo. Amava la democrazia, conosceva il valore della politica. Il suo rapporto con la gente era solare, trasparente. A lungo in molti la sostennero come Presidente della Repubblica.

Moriva 10 anni fa, il 1° novembre 2016. Al suo funerale, nella chiesa di Castelfranco, c’era il suo popolo. La bara era avvolta dal Tricolore, cosa rara. Mi dissero che era la bandiera dell’ANPI.
Qualche tempo dopo, passando da Castelfranco, andai al cimitero. Non c’era nessuno, solo silenzio.
La sua tomba, bassa, subito lì, dopo l’ingresso, e appena dietro di lei la tomba monumentale ai Partigiani della “Cesare Battisti”, la sua brigata. Tutto si tiene.
Grazie Tina.
Albertina Soliani, vicepresidente nazionale ANPI
Pubblicato venerdì 30 Ottobre 2026
Stampato il 30/10/2026 da Patria indipendente alla url https://www.patriaindipendente.it/terza-pagina/librarsi/tina-anselmi-la-scelta-di-esserci-sempre/





