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Mondo

venerdì 29 Settembre 2023

Ucraina, una pace sempre più utopica?

La guerra sembra senza sbocchi. Mentre continua il conflitto sul campo, a livello internazionale quasi nessun Paese (fatta eccezione per la Cina e il Vaticano) sembra intenzionato a lavorare almeno per un cessate il fuoco. Intanto l’Europa si riserva di utilizzare parte dei fondi del Pnrr per finanziare la produzione di nuove armi. La posizione del Governo italiano e delle opposizioni. Come non va il mondo, secondo un ragazzo di 19 anni

lunedì 11 Settembre 2023

50° 11 settembre 1973. In memoria di Salvador Allende e del sacrificio dei Gap

“Kique” gridò: «Allende è morto! Viva il Cile!». A difendere fino all’ultimo il presidente asserragliato alla Moneda fu il “gruppo di amici personali”, addestrato ed equipaggiato da Cuba, che lo proteggeva fin dal tempo delle elezioni. Chi sopravvisse all’assalto dei militari golpisti sopportò gli interrogatori più disumani, ma nessuno tradì chi ancora resisteva. Il generale Augusto Pinochet osservò le torture e ordinò: «Sparate a tutti questi stronzi»

martedì 1 Agosto 2023

“Será el pueblo quien construya un Chile bien diferente”

Una straordinaria testimonianza diretta sull’esperienza della presidenza di Salvador Allende nel Cile della Unidad Popular; il fermento culturale per il riscatto delle classi più deboli a cui guardava l’America Latina tutta, con il sostegno anche di esponenti politici della società civile e di artisti di tutto il mondo, ma non dei governi democratici. Il pieno appoggio del popolo e le contraddizioni della sinistra, destinate a fare il gioco dei potenti, che non resteranno a guardare. La storia di un sogno di emancipazione diventato quasi realtà, schiacciato nel sangue l’11 settembre 1973

venerdì 14 Luglio 2023

La cultura è politica, il Museo della Solidarietà a Santiago del Cile

Durante il governo di Unidad popular guidato da Salvador Allende, un gruppo di artisti e intellettuali, tra cui gli italiani Carlo Levi e Giulio Carlo Argan, lanciò l’idea di una mobilitazione internazionale per donare al popolo del Paese latinoamericano un insieme di opere contemporanee. L’esperienza straordinaria di fare della cultura uno strumento di lotta nel processo di “liberazione” da imperialismo ed emarginazione durò però appena una manciata di mesi, fino al colpo di stato dell’11 settembre 1973

mercoledì 5 Luglio 2023

Clemént Méric, Parigi non dimentica

Ucciso nel 2013 a diciotto anni da estremisti di destra, era uno studente lavoratore entrato a far parte del sindacato Solidaires Etudiant-e-s e dell’AFA, l’Action Antifasciste Paris-Banlieue. Una tre giorni per ricordare lui e il suo impegno quanto mai attuale nei giorni in cui, dopo l’assassinio di Nahel Marzouk da parte di un agente di polizia, le rivolte hanno infiammato le città francesi

martedì 4 Luglio 2023

A sud del Tropico del Cancro. Cuba, come nasce una rivoluzione

Dalla “congiura dei sergenti” con l’avvio di un ventennio di regime dispotico che piegherà l’isola caraibica agli interessi Usa alle mobilitazioni del giovane Fidel Castro in ambito universitario per un attivismo militante “spina nel fianco” delle losche manovre governative. Fino al progetto insurrezionale per rovesciare il dittatore Batista: “Se ha preso il potere con la forza, quel potere dovrà essergli tolto con la forza”

mercoledì 21 Giugno 2023

Missak e Mélinée Manouchian al Panthéon

Una coppia di partigiani armeni e comunisti tra i grandi di Francia. Quando lui e altri 22 combattenti della formazione, compresi quattro italiani, vennero fucilati, gli occupanti realizzarono il Manifesto Rosso, un volantino di propaganda per descriverli come criminali, ma sotto ogni affissione comparvero fiori. La scelta della sepoltura annunciata da Macron è un messaggio chiaro sia all’interno sia ai vicini di oltralpe sull’universalità dei valori della lotta antifascista

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

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I capelli delle donne curde

In un mondo che sembra uscito da un film di fantascienza distopica è utile parlare anche di simboli e di memoria. Soprattutto dopo la firma dell’accordo, con la mediazione degli Usa di Trump, tra Forze democratiche siriane (SDF) e governo siriano di al-Shara. Ciò che traspare è infatti uno smantellamento della fragile e consapevole utopia del Rojava, un esperimento politico femminista ed ecologista capace di resistere nonostante la guerra. Sono proprio le combattenti delle YPJ a non avere garanzie: a loro fino a pochi giorni fa, se catturate, venivano tagliate le trecce divenute un simbolo globale (senza parlare delle atrocità subite), mostrate anche dalla principessa Kate

mercoledì 28 Gennaio 2026

Rojava sotto assedio. Biji biji resistenza curda!

Le promesse del presidente Al-Sharaa per una Siria democratica e inclusiva sono già state smentite dai fatti: dopo alawiti, drusi e cristiani, ora a pagare sono i curdi. Kobane, città simbolo della lotta di liberazione dall’Isis, è circondata. All’offensiva militare si affianca lo scontro ideologico contro la proposta politica di Öcalan per il Medio Oriente, una visione che mette al centro le donne e un modello di società ecologica, in netto contrasto con gli interessi degli apparati di potere degli Stati e dei loro leader. Intanto cresce la solidarietà internazionale. Pubblichiamo un appello‑mozione dell’Unione delle donne italiane e kurde ai Parlamenti Ue e italiano, sottoscritto anche dal Coordinamento donne ANPI e aperto alle adesioni

Palestina, dalla tregua fragile alla costruzione della pace

I movimenti in Italia e nel mondo hanno scosso le coscienze e isolato Israele, ma ora è necessario uno scatto nuovo. Il ruolo fondamentale che l’Onu deve riprendere e assumere pienamente e quello finora assente della Ue, la richiesta di liberazione di Barghouti, la ricostruzione nella prospettiva dell’avvio della costituzione di uno Stato palestinese in uno scenario di due popoli in due Stati e le tentazioni dei potenti di “sedersi a tavola” per spartirsi il pranzo. Cosa possiamo fare come Anpi

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