Patria Indipendente

Quindicinale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Segui l’hashtag #patriaindipendente e partecipa su

Servizi

La patria, l’8 settembre e l’oggi

Con l’entrata in guerra si avvia la crisi finale del fascismo. Nasce così il rifiuto progressivo della “patria fascista”. Il collasso dell’autunno ’43 e la nascita di una patria di libertà, giustizia e diritti. Illusioni e contraddittorietà di sovranismi e identitarismi attuali

Servizi

Le Guide Invisibili di Roma

La questione migranti può essere affrontata con irrazionalità, alimentando paura e odio, blindando i confini nazionali e rimandando l’integrazione ad un futuro imprecisato. O attraverso una progettualità indirizzata all’accoglienza e all’integrazione. La cultura va in questa direzione

Terza Pagina

Ultime da Patria

  • mercoledì 18 settembre 2019 Bella Ciao a Ferrara

    I bambini cantano e il vicesindaco Nicola Lodi (Lega) afferma: «Vergognosa iniziativa canora». La replica: «Solo i fascisti hanno paura di Bella ciao». Un corteo porta un fiore davanti alla targa che ricorda la fucilazione del 15 novembre 1943 di 11 antifascisti

  • mercoledì 18 settembre 2019 L’ecosistema di CasaPound

    In un volumetto la ricerca pubblicata su “Patria indipendente” su associazioni e attività collaterali del gruppo neofascista

  • mercoledì 18 settembre 2019 Da Cisternino alla Val d’Aosta

    Pietro Parisi, “Brindisi”, il partigiano maratoneta, oggi 95enne, combattente nella 176ª Brigata Garibaldi “Gramsci”. Ad agosto l’incontro nel suo paese con i dirigenti dell’Anpi della Valle

  • mercoledì 18 settembre 2019 Il partigiano Nicola

    Nicola Mattanò, “Un soldato italiano in Jugoslavia, 1942-1945”, Edizioni Araba Fenice, 2019, pp. 112, € 11,40

  • mercoledì 18 settembre 2019 Umanamente umani

    Guido Turus ci parla di Solidaria, festival del Terzo settore a Padova. Cambiamenti climatici, sconfinamenti, identità, radici

  • mercoledì 18 settembre 2019 Scuole al centro della comunità

    Il progetto “La mia scuola è differente!” in tre città, Padova, Milano e Torino, in quartieri con presenza di sacche di disagio socioeconomico, importanti trasformazioni urbanistiche dovuta all’arrivo di nuove famiglie con la conseguente necessità di ricostruire relazioni sociali e riorganizzare il sistema dei servizi pubblici e privati