Tema

Emarginazione

mercoledì 25 Gennaio 2023

Gli esuli del “continente fluttuante” e la profezia laica di una perseguitata ebrea d’eccezione

Hannah Arendt, “Noi rifugiati”, a cura di Donatella Di Cesare, con il suo saggio critico “Hannah Arendt e i diritti dei rifugiati”, Einaudi editore, Torino 2022, pp. 112 € 12,00. La dimensione epocale delle emigrazioni contemporanee nella lucida premonizione della filosofa e storica tedesca, riparata negli Usa dopo aver lasciato la Germania per scampare alle persecuzioni razziali

sabato 16 Luglio 2022

Il canto libero di Billie Holiday

Nata a Philadelphia e cresciuta a New York, una bisnonna nelle piantagioni del Sud. Sofisticata chanteuse del blues, front woman di una jazz band, solista con l’orchestra classica, chansonnier d’oltreoceano. La strange fruit dei diritti civili (“vorrebbero che torni a strofinare scale come facevo agli inizi della mia vita”) moriva a quarantaquattro anni il 17 luglio 1959

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Numero 168 Anno

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giovedì 15 Ottobre 2026

“Il grido – I 700 giorni di Gaza” di Giancarlo Bocchi. Il genocidio palestinese, immagine dopo immagine

È l’unico film europeo indipendente sull’annientamento sistemico di un intero popolo. Porta sul grande schermo le testimonianze raccolte da giornalisti e filmmaker dall’interno della Striscia: voci, volti, suoni che restituiscono al cinema la sua responsabilità politica. Il regista affida a sé la selezione e il montaggio dei materiali, accompagnandoli con musiche originali. Ne nasce un’opera potentissima. Non basterà vederla, sarà necessario farla circolare. Per sfidare assuefazione, rimozione e indifferenza. Perché in quella terra è in gioco l’idea stessa di umanità

Ucraina, il teatro della propaganda che ha cancellato la politica

Non è mai stato soltanto uno scontro militare, ma il risultato di divisioni storiche e territoriali interne al Paese intrecciate alle strategie di Russia, Stati Uniti ed Europa. Le fratture linguistiche, nazionali e religiose si sono sovrapposte agli interessi delle grandi potenze, mentre ogni tentativo di mediazione è stato progressivamente considerato un cedimento. In questo scenario, la narrazione bellica ha semplificato il conflitto fino a ridurlo a una contesa tra buoni e cattivi, marginalizzando diplomazia e mediazione e lasciando le popolazioni civili dentro una guerra che rischia di diventare permanente

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