Pentagramma

mercoledì 16 Luglio 2025

“La Marsigliese degli ubriaconi”. W siempre la resistenza antifranchista

Il film documentario “La marsellesa de los borrachos”, in Italia presentato con il titolo “Un pueblo que canta no muere, opera del regista Pablo Gil Rituerto, con la sceneggiatura di Alba Lombardía González e una produzione internazionale, ripercorre il viaggio clandestino che nel 1961 portò gli etnomusicologi di Cantacronache in Spagna, sfidando la dittatura di Franco, per raccogliere i canti popolari della guerra civile poi pubblicati nel libro Canti della Nuova Resistenza Spagnola 1939-1961, edito da Einaudi nel 1962. Il volume subì l’attacco di una campagna stampa in cui si sosteneva che quei canti fossero volgari brani di avvinazzati, fu montata una iniziativa giudiziaria contro l’editore e contro gli autori da parte dei neofascisti italiani e si arrivò alla censura e al sequestro dell’opera. Intervista agli autori del docufilm. Buona lettura e buon ascolto!

venerdì 30 Maggio 2025

Roberto De Simone, anima della cultura popolare “napolitana”

Con il cantautore Cesare Basile, tra i molti artisti che si sono ispirati al Maestro scomparso il 6 aprile scorso all’età di 91 anni, ripercorriamo la storia del musicista, drammaturgo e regista teatrale di opere di grande successo, compositore, musicologo. Talento precoce, enfant prodige del pianoforte e del clavicembalo, nella sua carriera ha scoperto voci come quella di Concetta Barra e dei componenti della Nuova Compagnia di Canto Popolare, che ha diretto per lungo tempo. Ma è infinito l’elenco degli esponenti della scena artistica che hanno collaborato con lui o sono stati influenzati dal suo stile. Buon ascolto!

venerdì 25 Aprile 2025

Evviva la Resistenza! Evviva i partigiani! Cantiamo l’80° con Fausto Amodei

Con le corde della sua chitarra ha scritto pietre miliari nella storia della canzone popolare e di protesta, generando una schiera di illustri allievi, appassionati cantautori, ispirati da un’idea di canzone politica per niente docile e accomodante, ma foriera di tesi invise alla cultura dominante. Oggi novantenne, ecco cosa ci ha detto l’autore di “Per i morti di Reggio Emilia”, il brano musicale scritto nel 1960, dopo i moti contro il governo Tambroni, divenuto talmente famoso da far pensare a un testo anonimo nato dal popolo. Buon 25 Aprile! E buon ascolto

domenica 6 Aprile 2025

L’aria di primavera, i sogni di una gioventù, e “un sorso a chi non c’è più”

Intervista a Mauro Carrero, il cantautore piemontese che ha reso in musica la memoria del passato collettivo delle Langhe, dalle antiche leggende ai fatti di cronaca, da Beppe Fenoglio agli Anni di Piombo. Nel suo ultimo album, cd e libretto, “Brindisi alla gioventù” è la GenX che si racconta, tra le speranze di “un tempo bruciato chissà come”, una dedica alla compagna di classe delle superiori uccisa dell’ex, le disavventure in un’app, e il futuro che bussa. Con un’immancabile incursione nella ribelle epopea partigiana: sulle note di una antica ballata irlandese giunta nel Far West

domenica 2 Marzo 2025

Quando sono le donne a salire sul palco con la bacchetta in mano

Direttrici d’orchestra, compositrici, musiciste. Sono tantissime in tutto il mondo, ma pur dotate di eccezionale talento faticano a farsi strada. Nell’800 i conservatori le ammettevano ai corsi ma potevano frequentarli in giorni e orari diversi da quelli degli uomini ed erano interdette allo studio di trombe e sassofoni, come pure del violoncello per la posizione fisica “disdicevole”. La patrona della musica, Santa Cecilia, non fu mai musicista, ma una giovane patrizia che volle consacrarsi alla verginità. E ancora oggi si scopre che spesso, ai provini al buio per strumentisti sinfonici, suonare dietro una tenda, nascoste dalla commissione selezionatrice, aumenta la possibilità di essere assunte. Se anche nell’arte delle note sono solo le donne a raccontare altre donne e a rompere le regole patriarcali. Una carrellata di grandi personalità al femminile e i loro concerti. Buona lettura e buon ascolto

domenica 16 Febbraio 2025

Canzoniere del proletariato. Il racconto di un’Italia diversa

Con Interno4 Edizioni un cofanetto (2 CD+libro) che raccoglie testi e musiche sull’esperienza politica e culturale degli anni della contestazione e della protesta. A colloquio con l’editore e curatore Massimo Roccaforte: “Si sono incrociati due argomenti che stanno nelle corde di tutta la nostra produzione: la musica, intesa come musica popolare, e la politica intesa come la storia dei movimenti politici. Tra questi e tra i più cari nel nostro catalogo c’è proprio Lotta Continua”

sabato 11 Gennaio 2025

Letizia Fuochi, quando la storia diventa musica

Intervista alla cantautrice e storica fiorentina, sulla scena dal 1999, voce autorevole e riconosciuta nel racconto delle vicende di tante donne e uomini dalle vite singolari. Le note e le parole delle sue canzoni germogliano dalle pagine dei libri, dalle schede degli archivi, dal racconto dei testimoni. Con il nuovo album “La scelta”, appena uscito per l’etichetta discografica Materiali Sonori, di cui vi proponiamo una selezione di brani, ha deciso di celebrare gli 80 anni della Liberazione

venerdì 3 Gennaio 2025

Cesare Bermani, cacciatore di voci e suoni sottotraccia

A colloquio con uno dei massimi protagonisti dello studio delle tradizioni popolari e della musica folk. Autore di importanti saggi sui temi della Resistenza e dell’antifascismo, sulla cultura delle classi subalterne, sulle canzoni di protesta, ma anche sulle leggende metropolitane e il “mondo magico”. È considerato la memoria di un’epoca. In questa intervista ci racconta la sua esperienza e ribadisce l’attualità del grande lavoro svolto in un momento di (apparente) trionfo delle culture capitalistiche e reazionarie. “Ho fiducia nel futuro. Ci sono moltissimi giovani che riscoprono anche il pensiero di Marx”

venerdì 29 Novembre 2024

La rivolta sociale, il lavoro, i diritti, la pace, ovvero la passione politica nella musica di Gualtiero Bertelli. Per un domani senza nero

Con più di sessant’anni di carriera, vincitore del Premio Tenco 2022, il cantautore nato sull’isola della Giudecca (“la mia lingua è l’italiano, la mia lingua materna è il veneziano”), si rivela ancora oggi un passo avanti, non si ferma sul già noto, sulla comfort zone, ma sperimenta e va oltre con un’opera di straordinario ingegno e fattura, che tra tradizione e futuro sfugge alle catalogazioni. A colloquio con l’artista che nel 2024 per festeggiare il traguardo anagrafico degli ottant’anni ha realizzato l’album più potente e ispirato: “In giorni come questi”, edito da Nota

domenica 13 Ottobre 2024

Stefano Rosso, l’artista scomodo riscoperto dai giovani musicisti

Tutto “inizia molti anni fa, quando nel retrobottega di una frutteria, un ragazzino sardo, un pomeriggio mi fece ascoltare la sua chitarra. Avvertii come un calore che dallo stomaco saliva fino al cuore. Il giorno dopo strimpellavo una Eko da 7.000 lire”. Così si raccontava il cantautore romano scomparso nel 2008. Gli anni Settanta, la politica, la protesta, la libertà di pensiero e di espressione. “La storia non disonesta” del cantastorie che, come disse Claudio Lolli, intonando “due amici, una chitarra e uno spinello, dava finalmente un’immagine rassicurante della gioventù di allora”

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

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Come si assolve un Ministro dell’Interno

La decisione della Cassazione, che ha respinto il ricorso della Procura di Palermo sulla vicenda della nave Open Arms, è stata accolta con un coro unanime di soddisfazione. Ma è stata una buona sentenza? Per capirne a fondo i termini giuridici ricostruiamo i passaggi processuali e la cronologia dei fatti. Quello che è certo è che Salvini, allora al Viminale, non ha fatto il suo dovere, anche se in buona compagnia. L’Italia non era infatti il solo Paese obbligato a concedere il Pos (Place of Safety, Punto di Sbarco Sicuro). Tutta l’Europa non ne esce bene. Quella UE che si rimpallava il dovere di accogliere portava già in sé i germi della deriva xenofoba. Ma il vulnus più grave è l’aver ritenuta utilizzabile per le operazioni di salvataggio la zona Sar libica così da sentirsi autorizzati a non intervenire, ammettendo in linea di principio che i migranti debbano essere restituiti alla Libia. Rimandandoli nell’orrore

“Quando ricominciammo a vivere. Dalla storia alla street art”, lo speciale cartaceo di Patria 2026

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