Pubblicato domenica 12 Marzo 2023
Stampato il 24/07/2026 da Patria indipendente alla url https://www.patriaindipendente.it/numeri-cartacei/2008/
venerdì 24 Luglio 2026
Non è soltanto la storia di un gioielliere condannato in via definitiva per aver ucciso due rapinatori in fuga. È una vicenda che costringe a tornare alla domanda essenziale di ogni democrazia: chi può esercitare la forza? Fino a ieri la risposta sembrava ovvia: lo Stato, e solo lo Stato. Oggi, però, un condannato viene trasformato in simbolo identitario, mentre il perimetro della legittima difesa si dilata oltre il contesto, addirittura dal luogo dove è stato commesso il reato. Cesare Beccaria e una intera cultura giuridica alle ortiche. Si vorrebbe sostituire la legittimazione dei tribunali con quella del consenso, collocando l’emozione popolare sopra le regole
venerdì 24 Luglio 2026
La decisione della Cassazione, che ha respinto il ricorso della Procura di Palermo sulla vicenda della nave Open Arms, è stata accolta con un coro unanime di soddisfazione. Ma è stata una buona sentenza? Per capirne a fondo i termini giuridici ricostruiamo i passaggi processuali e la cronologia dei fatti. Quello che è certo è che Salvini, allora al Viminale, non ha fatto il suo dovere, anche se in buona compagnia. L’Italia non era infatti il solo Paese obbligato a concedere il Pos (Place of Safety, Punto di Sbarco Sicuro). Tutta l’Europa non ne esce bene. Quella UE che si rimpallava il dovere di accogliere portava già in sé i germi della deriva xenofoba. Ma il vulnus più grave è l’aver ritenuta utilizzabile per le operazioni di salvataggio la zona Sar libica così da sentirsi autorizzati a non intervenire, ammettendo in linea di principio che i migranti debbano essere restituiti alla Libia. Rimandandoli nell’orrore
venerdì 24 Luglio 2026
I bolscevichi trasformarono la Prima guerra mondiale in rivoluzione, l’esercito si sollevò contro i comandi e il vecchio ordine crollò. In Italia, invece, tra le forze di sinistra prevalse il “né aderire, né sabotare”, mentre gli operai divenuti soldati furono costretti a fucilare i loro compagni obbedendo agli ordini criminali dei generali. Un conflitto che non avrebbe dovuto essere combattuto si trasformò in ferita collettiva. Errori, paure e responsabilità che continuano a pesare sulla memoria civile
Numero 166 Anno
Leggi il numero 166Tutti i numeri
Patria Indipendente, il periodico antifascista con aggiornamenti quotidiani.
La decisione della Cassazione, che ha respinto il ricorso della Procura di Palermo sulla vicenda della nave Open Arms, è stata accolta con un coro unanime di soddisfazione. Ma è stata una buona sentenza? Per capirne a fondo i termini giuridici ricostruiamo i passaggi processuali e la cronologia dei fatti. Quello che è certo è che Salvini, allora al Viminale, non ha fatto il suo dovere, anche se in buona compagnia. L’Italia non era infatti il solo Paese obbligato a concedere il Pos (Place of Safety, Punto di Sbarco Sicuro). Tutta l’Europa non ne esce bene. Quella UE che si rimpallava il dovere di accogliere portava già in sé i germi della deriva xenofoba. Ma il vulnus più grave è l’aver ritenuta utilizzabile per le operazioni di salvataggio la zona Sar libica così da sentirsi autorizzati a non intervenire, ammettendo in linea di principio che i migranti debbano essere restituiti alla Libia. Rimandandoli nell’orrore
lunedì 13 Luglio 2026
La decisione del GUP chiude formalmente una vicenda giudiziaria durata quasi mezzo secolo, ma non spegne ciò che la riapertura delle indagini ha riportato alla luce: la natura collettiva, organizzata e premeditata dell’aggressione che nel 1977 tolse la vita a un diciottenne operaio comunista nel cuore del capoluogo pugliese. Le carte, le testimonianze e gli atti processuali ricostruiti negli ultimi anni delineano un contesto di violenze sistematiche, una rete nera radicata nel territorio e un delitto maturato dentro una strategia di supremazia politica. Nonostante la prescrizione e i limiti della verità processuale, il lavoro della procura, dell’ANPI, della famiglia – con l’impegno instancabile della sorella Porzia – e di una comunità che non ha dimenticato restituisce un quadro storico più nitido: non un gesto isolato ma un’aggressione di gruppo che ha segnato profondamente la coscienza civile. La giustizia si ferma, la verità no
Luigi Marino, Comitato nazionale ANPI
ONU in crisi, NATO in espansione. Dal Nuovo Concetto Strategico del 1991 l’Alleanza ha esteso progressivamente il proprio raggio d’azione ben oltre la difesa collettiva prevista dal Trattato del 1949, assumendo di fatto funzioni che spettano alle Nazioni Unite. Gli effetti sulla legalità internazionale e sulla sovranità italiana, e la necessità di riportare sotto il controllo democratico gli accordi che regolano l’utilizzo delle basi militari statunitensi
Emilio Ricci, vicepresidente nazionale ANPI
Due sentenze, due condanne: dai saluti romani in un’aula consiliare all’attività del gruppo neonazi “Ordine Ario Romano”, i tribunali delineano il perimetro democratico violato e il ruolo dell’Associazione dei partigiani nel presidiare i principi costituzionali e contrastare derive autoritarie
Susanna Florio, segreteria nazionale ANPI
La UE nasce da un modello sociale che ha intrecciato diritti, coesione e progresso, ma oggi è sospesa tra crisi globali, riarmo e un arretramento politico che mette in discussione la sua identità. L’avanzata dei sovranismi e delle destre radicali in molti Paesi accentua la frattura tra l’idea di un’Europa solidale e quella di un’Europa delle Nazioni. Le visioni di Letta e Draghi delineano risposte divergenti: l’una punta sulla necessità di ricostruire legami e capacità comuni, l’altra su mercato e competitività. In questo passaggio fragile, la memoria civile di Teresa Mattei ricorda che il domani dipenderà da precise scelte politiche: un processo costituente capace di condurre verso un’Unione autenticamente federalista, democratica, pacifica e accogliente, per i cittadini europei e per chi vi cerca rifugio
“Quando ricominciammo a vivere. Dalla storia alla street art”, lo speciale cartaceo di Patria 2026

Newsletter
Iscriviti alla newsletter e resta informato: ricevi ogni due settimane gli articoli di Patria Indipendente direttamente nella tua casella di posta.
Iscriviti ora