Quindicinale

N° 91

domenica 25 Aprile 2021

Il sole antifascista sorge ancora

Gli auguri del presidente nazionale Anpi in un giorno ricco di iniziative promosse dall’associazione dei partigiani. L’alba di un nuovo umanesimo dipende da tutti noi, perché nel tempo dello spaesamento, nel deserto dei valori, di vecchie e nuove povertà materiali e ideali, nessuno si salva da solo. Buon 25 Aprile!

domenica 18 Aprile 2021

Giorgia Meloni e i suoi pupilli

Il volto doppio di Fratelli d’Italia. Siede da solo sui banchi dell’opposizione al governo Draghi, cresce nei sondaggi, è in competizione con Salvini nella cattura del consenso nero, sempre più giovane, organizzato, animato nelle scuole e nelle palestre. “La presidente del partito conosce bene il mondo dell’estrema destra e sa pigiare sui tasti giusti per attirare elettori da gruppi che si richiamano al fascismo”. Intervista a Paolo Berizzi

lunedì 5 Aprile 2021

Anpi, quando la democrazia si organizza

Un’ampia fase precongressuale coinvolgendo rappresentanti di altri sodalizi e movimenti, gli strumenti di contrasto ai neofascismi e alla denigrazione della lotta di Liberazione, il rapporto con le altre associazioni della Resistenza. Sono alcune delle proposte del presidente nazionale Gianfranco Pagliarulo, discusse e accolte dal Comitato nazionale, il gruppo dirigente centrale dei partigiani

venerdì 2 Aprile 2021

Fascismo, fascismi, fascisti

Quale realtà rappresenta chi grida “Duce! Duce!” se l’uomo della Provvidenza a cui era rivolto allora non esiste più, neppure nei suoi surrogati che sono di un altro tempo e di un altro mondo? E cosa può proporre l’antifascismo nella complessità dell’attuale passaggio storico?

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Numero 91 Anno

del 30 Luglio 2026

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Patria Indipendente, il periodico antifascista con aggiornamenti quotidiani.

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Come si assolve un Ministro dell’Interno

La decisione della Cassazione, che ha respinto il ricorso della Procura di Palermo sulla vicenda della nave Open Arms, è stata accolta con un coro unanime di soddisfazione. Ma è stata una buona sentenza? Per capirne a fondo i termini giuridici ricostruiamo i passaggi processuali e la cronologia dei fatti. Quello che è certo è che Salvini, allora al Viminale, non ha fatto il suo dovere, anche se in buona compagnia. L’Italia non era infatti il solo Paese obbligato a concedere il Pos (Place of Safety, Punto di Sbarco Sicuro). Tutta l’Europa non ne esce bene. Quella UE che si rimpallava il dovere di accogliere portava già in sé i germi della deriva xenofoba. Ma il vulnus più grave è l’aver ritenuta utilizzabile per le operazioni di salvataggio la zona Sar libica così da sentirsi autorizzati a non intervenire, ammettendo in linea di principio che i migranti debbano essere restituiti alla Libia. Rimandandoli nell’orrore

“Quando ricominciammo a vivere. Dalla storia alla street art”, lo speciale cartaceo di Patria 2026

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