“Dal più bel promontorio del mondo, corona di Ruggeri e di Guglielmi”, nell’anniversario dell’uccisione di Benedetto Montalto per mano nazifascista (7 agosto 1943), nella contrada Zerbetto, luogo che fu del suo sotterramento e dissotterramento, è stata annunciata la fondazione dell’ANPI San Fratello sezione “Vincenzo Consolo”, da oggi presidio di Resistenza e antifascismo. Benedetto Montalto non fu un partigiano, “fu parte” di una complessa operazione ‒ nome in codice “Husky” ‒ condotta dagli Alleati all’indomani dello sbarco in Sicilia del 10 luglio 1943, momento ultimo di una campagna militare in cui entrarono in campo la guerra psicologica, l’intelligence e la propaganda; Londra e Washington; il SOE (Special Operations Executive) e l’OSS (Office of Strategie Services).
L’isola era (ed è) una pedina fondamentale dello scacchiere mediterraneo, alla pari di Gibilterra, Malta e Suez. Tant’è che dopo l’attacco giapponese a Pearl Harbor del 1941, gli apparati di intelligence statunitensi e britannici pianificarono un campo d’azione comune. Per vincere il conflitto nel Mediterraneo e in Europa furono predisposti due livelli di azione: uno apertamente militare e l’altro ipogeo, controllato e diretto dall’intelligence. Tutti in perfetto coordinamento tra di loro. Il carteggio “secret” e “top secret” è fitto. Dai rapporti del tenente Ribarich e del tenente De Angelis, saltati fuori dagli archivi di Bill Corvo, figlio di Massimo Biagio Corvo, emerge chiaro il ruolo che Benedetto Montalto ebbe nel processo di liberazione della Sicilia dal nazifascismo. Ma chi era Massimo Biagio Corvo? Max Corvo era un giovane americano ventitreenne, nato in Sicilia ad Augusta, chiamato da Earl Brennan a coordinare le azioni di intelligence dell’OSS. Il suo nome è associato al “Piano Corvo”, un documento fondativo della teoria e della pratica parallele allo sbarco in Sicilia.

Il piano del soldato Corvo è il seguente, come scrive Earl Brennan nel 1942 al maggiore David Bruce dell’OSS: “Sarà istituita un’unità siciliana. I reclutamenti saranno effettuati tra le forze armate americane e la popolazione civile negli Stati Uniti. Questa unità sarà inviata in Sicilia e – basandosi su un piano dettagliato redatto in precedenza e su una rete clandestina già esistente – entrerà in contatto con gli esponenti antifascisti. Costoro sono fortemente contrari al regime fascista e sono disposti a rischiare la vita per liberare la Sicilia.
Le azioni di sabotaggio e la diffusione di volantini tra la popolazione, fomenteranno una rivolta a tutto campo incrementando le difficoltà dell’Asse nella difesa della Sicilia e rafforzando l’antagonismo dei siciliani nei confronti dell’Italia continentale e della Germania. Secondo il soldato Corvo, il supporto dei nativi siciliani è certo. Le attività sovversive mirano a spianare la strada all’invasione della Sicilia da parte delle avanguardie italo- americane”.
L’obiettivo era di entrare nelle vesti di liberatori, aiutare i siciliani a espellere i tedeschi dall’isola, abbattere il regime fascista e avere il controllo del Mediterraneo. Un’idea vincente! Sia Londra che Washington concordarono nell’utilizzare tatticamente il separatismo al fine di creare il caos nell’isola. Nel contempo l’OSS, appoggiando sottobanco la nascita del “Fronte Democratico per l’Ordine Siciliano”, un partito fondato e diretto dal boss Calogero Vizzini e da Calogero Volpe, lavorò sul “Partito d’Azione” in funzione antiseparatista. Tant’è che l’operazione affidata a Corvo fu battezzata con un nome particolare dalla politica statunitense: The mafia Circle.

Se “la battaglia per la Sicilia è una fase della battaglia per l’Italia”, come si legge alla fine del rapporto, è altrettanto indubbio che la old mafia entrerà a pieno titolo nella storia del nostro Paese all’indomani di Husky e del crollo del regime fascista. Infatti dopo l’armistizio, gli alleati consegneranno il potere delle città siciliane a decine e decine di boss mafiosi. Ma non fu soltanto la mafia a fare capolino. Alla guida dell’intelligence Alleata c’era James Angleton: un ufficiale dell’esercito americano iscritto alla massoneria. Sarà lui a scovare Max Corvo, anche lui massone. Corvo entrerà in contatto con personalità della massoneria in esilio: Randolfo Pacciardi, il gotha della mafia italo-americana Lucky Luciano, Vito Genovese e Albert Anastasia. Unitamente a loro appariranno due nomi destinati a segnare la storia futura dell’Italia: Michele Sindona e Licio Gelli. Sul campo di battaglia si celebrò quel sodalizio che inquinerà la storia siciliana sino ai nostri giorni: mafia, politica, massoneria.

L’Italia fu il più importante laboratorio di manipolazione politica clandestina. Sarà lo stesso Max Corvo a evidenziarlo, nel 1990, dichiarando che l’Italia fu il banco di prova per lo sviluppo tattico e strategico dell’OSS. Le lezioni apprese verranno messe a frutto con successo in altri teatri del globo. Il memorandum da tenere chiuso a chiave è classificato “secret” ed è preceduto da un paragrafo intitolato L’importanza strategica della Sicilia. Quello adottato dagli apparati d’intelligence fu un metodo che si sviluppò sul lungo periodo, ben oltre la fine del conflitto bellico. A cominciare dal ruolo della mafia, fino alla nascita della Nato e di organizzazioni occulte come Gladio, destinate a combattere il comunismo con ogni mezzo. Una strategia che riuscirà a tenere per mezzo secolo il partito comunista lontano dal governo (fino all’omicidio Moro).
Con l’operazione Husky iniziò un processo di militarizzazione dell’Italia che arriverà a Comiso, alle battaglie di Pio La Torre contro i missili atomici all’inizio degli anni Ottanta, e ai movimenti No Muos, che ancora oggi si battano contro quella dannata istallazione in Sicilia.
Torniamo a Benedetto Montalto e a quello che accadde lungo la linea San Fratello comandata dal colonnello Guido Pantaleoni. Qui troviamo la presenza dell’OSS, atta a facilitare l’avanzata alleata. Si trattava di aggirare il fronte delle retroguardie tedesche, raccogliere informazioni sul nemico e trasmetterle, contando sulla collaborazione di guide e informatori del posto, persone di fiducia a cui rivolgersi, i cui nomi erano stati stilati, in larga parte, in apposite liste redatte negli Stati Uniti. Nel rapporto di De Angelis, accanto al nome di Benedetto Montalto, compaiono i nomi dei parenti residenti a New York, “Mr. Salvatore Montalto and Teresa”, presumibilmente coloro che lo menzionarono come possibile collaboratore. Nello stesso si legge il nome del suocero Di Franco Luigi, designato quale aiuto del colonnello Pantaleone, e tutte le guide e informatori che collaborarono alla missione.
Il 7 Agosto, giunti presso il torrente Caprino, l’unità dell’OSS comandata dal colonnello Pantaleoni e scortata dalle guide locali, si divise in tre sotto unità procedendo con un distacco di tempo l’una dall’altra. La seconda unità, costituita dal colonnello Panataleoni, dal tenente Ribarich, dal tenente Buto, da Montalto e da Di Franco, venne intercettata da una pattuglia tedesca, avvisata anch’essa da un proprio sistema di intelligence costituito da guide e informatori locali. In caso contrario sarebbe stato impossibile muoversi sui monti Nebrodi sia per gli uni, che per gli altri.

Lo scontro a fuoco che ne seguì fu cruento. Il suocero di Montalto morì cercando di mettersi in fuga, il tenente Buto venne ferito alla schiena, e il colonnello Pantaleoni ferito alla nuca e al fianco. Poco dopo, il colonnello Pantaleoni e Benedetto Montalto vennero arrestati, mentre il tenente Ribarich si arrendeva al nemico. Laddove il colonnello Pantaleoni veniva condotto al comando divisionale tedesco di Randazzo a bordo di una jeep, che salterà su una mina, Benedetto Montalto, in seguito a un primo interrogatorio presso la sua casa di Selleria (sita a pochi metri dal torrente Caprino), venne condotto in una casa cantonale e qui per la seconda volta interrogato, torturato e verosimilmente ucciso. È probabile che, nella sua casa di Selleria o poco dopo, ci sia stato un cambio di consegna a soldati italiani o fascisti del luogo. Il che sembra essere avvalorato dal rapido allontanamento dei reparti tedeschi in ritirata.

Il corpo di Benedetto Montalto venne trasportato fino a una postazione tedesca, tuttora visibilmente osservabile in contrada Zerbetto, e qui maldestramente sotterrato con i piedi di fuori “a denunciarne” il sotterramento. A buon diritto si dice: “Dove è il tuo tesoro, là è il tuo cuore”. Il tesoro di Vincenzo Consolo è là dove sono gli alveari della conoscenza. Là vogliamo sia il nostro! L’intitolazione del circolo equivale a riconoscerne il lascito. Fra le sue pagine, la lingua gallo-italica in un elegante impasto stilistico diviene quella “Lingua Altra”, che è la lingua del riscatto sociale contro la violenza perpetuata dal potere, i privilegi dei ricchi e la miseria dei poveri; un anelito di rivolta, laddove della libertà vi è privazione; un grido indomito di crescita culturale. All’impegno antropologico, cui Consolo ha consacrato la sua vita di scrittore, l’ANPI risponde con l’imperativo etico, affinché di San Fratello non rimanga che una lingua incomunicabile, inaudita; una lingua che più non si sa…

La letteratura risveglia l’antica memoria, quella che l’ANPI “Vincenzo Consolo” intende testimoniare, costruendo nuovi linguaggi per la Resistenza; parte viva e attiva d’impegno civile e sociale: parole non imposte in un grido Resistente. Ogni fine è dolore, smarrimento ogni mutazione, stiamo saldi, pazienza, in altri teatri, su nuove illusioni nascono certezze. L’ANPI “Vincenzo Consolo” San Fratello, in guardia contro ogni rigurgito autoritario, vuole essere il terreno in cui si forma l’individuo libero e la società giusta; il luogo in cui la giustizia, la virtù e la libertà siano certezze.
Felicia Lo Cicero, presidente sezione ANPI di San Fratello “Vincenzo Consolo”
Riferimenti bibliografici:
G. Casarrubea, M. J. Cereghino, Operazione Husky, guerra psicologica e intelligence nei documenti segreti inglesi e americani sullo sbarco in sicilia, Castelvecchi, Roma, 2013;
L. Ricciardi, Operazione Husky, la storia dello sbarco in Sicilia nel 1943, Amazon Direct Publishing, 2022.
Pubblicato venerdì 2 Ottobre 2026
Stampato il 02/10/2026 da Patria indipendente alla url https://www.patriaindipendente.it/servizi/san-fratello-me-e-nata-la-sezione-anpi-vincenzo-consolo-in-memoria-di-benedetto-montalto/




