Idee

venerdì 2 Dicembre 2016

Voi, fratelli e compagni…

Dignità e orgoglio. E sentimento costituzionale. Ecco i nervi dell’ANPI, attorno ai quali è cresciuta la straordinaria esperienza collettiva di questa campagna referendaria: decine di migliaia di iscritti, di militanti, di dirigenti hanno dedicato per mesi ogni loro energia a questo impegno, con spirito di sacrificio, disinteresse, lealtà e dedizione

venerdì 2 Dicembre 2016

Sobria, misurata e castigata

  Lo confesso: ciò che mi ha colpito di questa campagna referendaria è l’equilibrio, direi il pudore, dei più autorevoli promotori del Sì. Il malizioso avrebbe potuto paventare, da parte del governo, un intervento a piedi uniti, una qualche esagerazione, addirittura il sotterfugio della bugia (sia pure a fin di bene, s’intende). Invece, niente. Ha […]

venerdì 18 Novembre 2016

Fra maggioranza silenziosa e voto anti-sistema

Una campagna referendaria in cui se ne sono sentite di tutti i colori, a cominciare dalla continua demonizzazione del No. I gravissimi rischi di una improbabile vittoria del Sì: mezza Italia che non si riconosce più nella carta fondativa dell’esistenza stessa della Repubblica democratica. Il rigore della scelta dell’ANPI e il suo pluralismo

venerdì 18 Novembre 2016

Tre senatori in cerca d’autore

Immaginiamo, in un mondo parallelo, che passi la riforma costituzionale. Elezioni, insediamento del nuovo Senato. Qualche mese dopo… Pièce teatrale in una scena (ed è fin troppo). Personaggi: Senatore Sindaco Pinco – Senatore Consigliere regionale Pallino – Senatore Consigliere regionale Caio – Addetta alla bouvette Scena: Bouvette di Palazzo Madama. I tre senatori stanno bevendo […]

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Numero 166 Anno

Leggi il numero 166

Tutti i numeri

Patria Indipendente, il periodico antifascista con aggiornamenti quotidiani.

Leggi anche

Come si assolve un Ministro dell’Interno

La decisione della Cassazione, che ha respinto il ricorso della Procura di Palermo sulla vicenda della nave Open Arms, è stata accolta con un coro unanime di soddisfazione. Ma è stata una buona sentenza? Per capirne a fondo i termini giuridici ricostruiamo i passaggi processuali e la cronologia dei fatti. Quello che è certo è che Salvini, allora al Viminale, non ha fatto il suo dovere, anche se in buona compagnia. L’Italia non era infatti il solo Paese obbligato a concedere il Pos (Place of Safety, Punto di Sbarco Sicuro). Tutta l’Europa non ne esce bene. Quella UE che si rimpallava il dovere di accogliere portava già in sé i germi della deriva xenofoba. Ma il vulnus più grave è l’aver ritenuta utilizzabile per le operazioni di salvataggio la zona Sar libica così da sentirsi autorizzati a non intervenire, ammettendo in linea di principio che i migranti debbano essere restituiti alla Libia. Rimandandoli nell’orrore

lunedì 13 Luglio 2026

Benny Petrone, Bari e lo squadrismo neofascista: la verità che l’archiviazione non cancella

La decisione del GUP chiude formalmente una vicenda giudiziaria durata quasi mezzo secolo, ma non spegne ciò che la riapertura delle indagini ha riportato alla luce: la natura collettiva, organizzata e premeditata dell’aggressione che nel 1977 tolse la vita a un diciottenne operaio comunista nel cuore del capoluogo pugliese. Le carte, le testimonianze e gli atti processuali ricostruiti negli ultimi anni delineano un contesto di violenze sistematiche, una rete nera radicata nel territorio e un delitto maturato dentro una strategia di supremazia politica. Nonostante la prescrizione e i limiti della verità processuale, il lavoro della procura, dell’ANPI, della famiglia – con l’impegno instancabile della sorella Porzia – e di una comunità che non ha dimenticato restituisce un quadro storico più nitido: non un gesto isolato ma un’aggressione di gruppo che ha segnato profondamente la coscienza civile. La giustizia si ferma, la verità no

“Il sorpasso” Atlantico

ONU in crisi, NATO in espansione. Dal Nuovo Concetto Strategico del 1991 l’Alleanza ha esteso progressivamente il proprio raggio d’azione ben oltre la difesa collettiva prevista dal Trattato del 1949, assumendo di fatto funzioni che spettano alle Nazioni Unite. Gli effetti sulla legalità internazionale e sulla sovranità italiana, e la necessità di riportare sotto il controllo democratico gli accordi che regolano l’utilizzo delle basi militari statunitensi

L’Europa in bilico, dalla frattura del presente alle scelte per il futuro

La UE nasce da un modello sociale che ha intrecciato diritti, coesione e progresso, ma oggi è sospesa tra crisi globali, riarmo e un arretramento politico che mette in discussione la sua identità. L’avanzata dei sovranismi e delle destre radicali in molti Paesi accentua la frattura tra l’idea di un’Europa solidale e quella di un’Europa delle Nazioni. Le visioni di Letta e Draghi delineano risposte divergenti: l’una punta sulla necessità di ricostruire legami e capacità comuni, l’altra su mercato e competitività. In questo passaggio fragile, la memoria civile di Teresa Mattei ricorda che il domani dipenderà da precise scelte politiche: un processo costituente capace di condurre verso un’Unione autenticamente federalista, democratica, pacifica e accogliente, per i cittadini europei e per chi vi cerca rifugio

“Quando ricominciammo a vivere. Dalla storia alla street art”, lo speciale cartaceo di Patria 2026

Newsletter

Iscriviti alla newsletter e resta informato: ricevi ogni due settimane gli articoli di Patria Indipendente direttamente nella tua casella di posta.

Iscriviti ora