L’EUROPA GUARDI ANCHE A QUESTA PARTE DI MONDO

Occorre una diversa visione da parte dell’Italia e dell’Europa nei rapporti con i popoli di questa parte del mondo spesso costretti a fuggire da guerre, fame e persecuzioni.

La Sicilia è terra millenaria di tante culture di accoglienza e crocevia di libertà, come ha detto Papa Leone durante il suo recente incontro a Lampedusa.
La Sicilia, proprio per la posizione geografica al centro del Mediterraneo, può con l’apporto di tutte le regioni del nostro Mezzogiorno e con l’intero nostro Paese, diventare la Porta d’Europa, luogo di costanti e significativi incontri in ogni campo con questa grande e importante parte di mondo e di popoli. Le nostre Università, le Chiese siciliane, le associazioni e organizzazioni sindacali, hanno intrattenuto e consolidato nel tempo rapporti con diverse realtà, organizzato incontri e significative iniziative con molti Paesi del bacino del Mediterraneo.

In Sicilia, fin dal secolo scorso, hanno trovato accoglienza intere comunità di altri Paesi, costruendo e ricostruendo luoghi, nuovi nuclei familiari, economie e portato nuove culture.

Una nuova significativa realtà, di concreta accoglienza e integrazione, si è realizzata negli Anni 60 a Mazara del Vallo, dove risiede una consistente comunità tunisina di circa 3.500 nuovi cittadini — quasi tutti impegnati nel settore ittico con i pescatori del luogo — perfettamente integrata con la comunità locale di questa bella e importante cittadina del trapanese, con la loro cultura, la loro religione e le loro abitudini; apportando tantissimo all’economia di questa parte di Sicilia e contribuendo a scrivere una nuova importante storia di accoglienza.

Questi popoli potranno contribuire a creare una nuova Europa, che guardi all’Uomo e alle sue esigenze di vita. Ciò, però, sarà possibile se il Mezzogiorno diventerà laboratorio di nuove strategie di sviluppo per il Mediterraneo con una nuova rete di iniziative economiche, culturali e sociali, con una nuova dimensione nei rapporti con un’Europa che vada oltre i soli possibili scambi commerciali.

Il Governo italiano intende trasformare parte dell’Aeroporto di Birgi, in provincia di Trapani, in aeroporto di addestramento per l’uso dei terribili e costosissimi aerei di guerra S 35, che l’attuale governo ha acquistato dagli Stati Uniti, con il concreto pericolo che anche questo aeroporto possa diventare una nuova base Nato in Sicilia, proprio ai confini del Mar Mediterraneo.

Chiedere all’Unione Europea, alle istituzioni regionali e nazionali che la Sicilia sia ponte e porta di dialogo permanente con i popoli di tutto il bacino del Mediterraneo è fondamentale anche per una diversa politica e comune impegno di pace, superando il concetto che la pace si difende solo quando scoppiano i conflitti, ma che invece si debba costruire a partire dai territori e dai popoli che li abitano.
L’ANPI Sicilia su questa idea e progetto di iniziativa ha raccolto consensi tra le nostre strutture e gli organismi nazionali dell’ANPI e anche la CGIL Sicilia condivide la nostra iniziativa ed è pronta a impegnarsi per realizzarla a Palermo, con la presenza e l’apporto della CGIL Nazionale e delle sue tante strutture.

Questo Convegno sul Mediterraneo fa già parte del progetto che abbiamo presentato alla nostra Regione, da realizzare entro il 2026, tra i mesi di novembre e dicembre, con l’adesione di associazioni sindacali, politiche e religiose, con la presenza delle Istituzioni italiane ed europee ai vari livelli, e ove possibile anche con la partecipazione di rappresentanti impegnati su questi temi, dei Paesi del Mediterraneo ed europei.
Questo grande evento è già per noi un serio impegno di lavoro, ma anche un nostro concreto contributo per il prossimo Congresso Nazionale ANPI.
Ottavio Terranova, presidente provinciale ANPI Palermo, coordinatore ANPI Sicilia
Pubblicato lunedì 31 Agosto 2026
Stampato il 31/08/2026 da Patria indipendente alla url https://www.patriaindipendente.it/idee/editoriali/sicilia-porta-deuropa-per-un-mediterraneo-di-pace-sviluppo-e-accoglienza/

