Quindicinale

N° 22

venerdì 18 Novembre 2016

La vita spericolata della staffetta partigiana

“Nessuna copertura alle spalle: da ragazzina diventavi persona adulta, imparavi il senso di responsabilità. Era necessario attraversare posti di blocco, cosa che soltanto la capacità diplomatica delle donne, la capacità di invenzione delle donne riusciva a fare; ti inventavi delle piccole scene, dei piccoli racconti il più possibile credibili, perché fossero accettati per buoni dai tedeschi o dai brigatisti neri”

venerdì 18 Novembre 2016

La grande vergogna

Un Paese davvero inquinato: l’informazione non corretta; l’invio di lettere per il Sì ai cittadini italiani all’estero, con la solita commistione tra Presidente del Consiglio e Segretario del Partito; i sindaci (di una parte o dell’altra) che usano la fascia tricolore anche per partecipare a manifestazioni schierate; le continue apparizioni del Presidente del Consiglio in televisione…

venerdì 18 Novembre 2016

Tre senatori in cerca d’autore

Immaginiamo, in un mondo parallelo, che passi la riforma costituzionale. Elezioni, insediamento del nuovo Senato. Qualche mese dopo… Pièce teatrale in una scena (ed è fin troppo). Personaggi: Senatore Sindaco Pinco – Senatore Consigliere regionale Pallino – Senatore Consigliere regionale Caio – Addetta alla bouvette Scena: Bouvette di Palazzo Madama. I tre senatori stanno bevendo […]

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Numero 22 Anno II

del 2 Novembre 2016

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Patria Indipendente, il periodico antifascista con aggiornamenti quotidiani.

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Come si assolve un Ministro dell’Interno

La decisione della Cassazione, che ha respinto il ricorso della Procura di Palermo sulla vicenda della nave Open Arms, è stata accolta con un coro unanime di soddisfazione. Ma è stata una buona sentenza? Per capirne a fondo i termini giuridici ricostruiamo i passaggi processuali e la cronologia dei fatti. Quello che è certo è che Salvini, allora al Viminale, non ha fatto il suo dovere, anche se in buona compagnia. L’Italia non era infatti il solo Paese obbligato a concedere il Pos (Place of Safety, Punto di Sbarco Sicuro). Tutta l’Europa non ne esce bene. Quella UE che si rimpallava il dovere di accogliere portava già in sé i germi della deriva xenofoba. Ma il vulnus più grave è l’aver ritenuta utilizzabile per le operazioni di salvataggio la zona Sar libica così da sentirsi autorizzati a non intervenire, ammettendo in linea di principio che i migranti debbano essere restituiti alla Libia. Rimandandoli nell’orrore

“Quando ricominciammo a vivere. Dalla storia alla street art”, lo speciale cartaceo di Patria 2026

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