Quindicinale

N° 72

Copertine Interviste

IL MONDO DEI SEMPRE CONNESSI

Natalia Marino

Parla Alessandro Bianchi, professore di un’università telematica, già rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e ministro dei Trasporti. Studiare online. I giovani, Greta e le sardine: sorrisi belli, gioiosi e intelligenti

venerdì 6 Marzo 2020

Paul Klee, il pittore delle idee

L’artista tedesco: “L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è”. Collaborò con la Bauhaus e fu perseguitato dai nazisti perché, di natali svizzeri, venne accusato di essere “ebreo e straniero”, esponente di “un’arte degenerata”. Moriva esule 80 anni fa

venerdì 6 Marzo 2020

Il campo della morte: l’isola di Arbe

Una storia ignorata dagli italiani, largamente taciuta dalla stampa e dalla televisione, assolutamente disattesa dai testi scolastici. La fine per fame e malattie di donne, bambini e antifascisti, sloveni, croati, ebrei. Una vergogna dimenticata. Le responsabilità dei generali Roatta e Robotti: “In Jugoslavia si ammazza troppo poco”. Nessuno ha pagato il conto alla giustizia. La ribellione di molti soldati dell’esercito italiano

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Numero 72 Anno V

del 28 Gennaio 2020

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Patria Indipendente, il periodico antifascista con aggiornamenti quotidiani.

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giovedì 15 Ottobre 2026

“Il grido – I 700 giorni di Gaza” di Giancarlo Bocchi. Il genocidio palestinese, immagine dopo immagine

È l’unico film europeo indipendente sull’annientamento sistemico di un intero popolo. Porta sul grande schermo le testimonianze raccolte da giornalisti e filmmaker dall’interno della Striscia: voci, volti, suoni che restituiscono al cinema la sua responsabilità politica. Il regista affida a sé la selezione e il montaggio dei materiali, accompagnandoli con musiche originali. Ne nasce un’opera potentissima. Non basterà vederla, sarà necessario farla circolare. Per sfidare assuefazione, rimozione e indifferenza. Perché in quella terra è in gioco l’idea stessa di umanità

Ucraina, il teatro della propaganda che ha cancellato la politica

Non è mai stato soltanto uno scontro militare, ma il risultato di divisioni storiche e territoriali interne al Paese intrecciate alle strategie di Russia, Stati Uniti ed Europa. Le fratture linguistiche, nazionali e religiose si sono sovrapposte agli interessi delle grandi potenze, mentre ogni tentativo di mediazione è stato progressivamente considerato un cedimento. In questo scenario, la narrazione bellica ha semplificato il conflitto fino a ridurlo a una contesa tra buoni e cattivi, marginalizzando diplomazia e mediazione e lasciando le popolazioni civili dentro una guerra che rischia di diventare permanente

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