Quindicinale

N° 81

perchè l'Anpi vota no nel referendum sul taglio dei parlamentari

mercoledì 2 Settembre 2020

Anpi: “Noi votiamo NO”

“Rappresentati e non ignorati”. In un video i perché del no dell’associazione dei partigiani nella consultazione referendaria del 20 e 21 settembre 2020 sul taglio dei parlamentari. Messo in scena in forma di dialogo tra due giovani donne, il filmato affronta inoltre tutti i luoghi comuni che rischiano di inquinare una corretta informazione

finestra aperta matisse

venerdì 28 Agosto 2020

Bentornati!

La strana estate: tensioni e scontri in America, Bielorussia, Mali, mentre Turchia e Grecia sono ai ferri corti. Nella penisola polemiche sulla scuola e sui finanziamenti. La scadenza referendaria: Prodi si pronuncia per il No. Il solito contorno neofascista e lo spettro di una pandemia con una buona dose di irresponsabilità di tanti cosiddetti “opinion leader”

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Numero 81 Anno V

del 30 Luglio 2020

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Patria Indipendente, il periodico antifascista con aggiornamenti quotidiani.

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giovedì 15 Ottobre 2026

“Il grido – I 700 giorni di Gaza” di Giancarlo Bocchi. Il genocidio palestinese, immagine dopo immagine

È l’unico film europeo indipendente sull’annientamento sistemico di un intero popolo. Porta sul grande schermo le testimonianze raccolte da giornalisti e filmmaker dall’interno della Striscia: voci, volti, suoni che restituiscono al cinema la sua responsabilità politica. Il regista affida a sé la selezione e il montaggio dei materiali, accompagnandoli con musiche originali. Ne nasce un’opera potentissima. Non basterà vederla, sarà necessario farla circolare. Per sfidare assuefazione, rimozione e indifferenza. Perché in quella terra è in gioco l’idea stessa di umanità

Ucraina, il teatro della propaganda che ha cancellato la politica

Non è mai stato soltanto uno scontro militare, ma il risultato di divisioni storiche e territoriali interne al Paese intrecciate alle strategie di Russia, Stati Uniti ed Europa. Le fratture linguistiche, nazionali e religiose si sono sovrapposte agli interessi delle grandi potenze, mentre ogni tentativo di mediazione è stato progressivamente considerato un cedimento. In questo scenario, la narrazione bellica ha semplificato il conflitto fino a ridurlo a una contesa tra buoni e cattivi, marginalizzando diplomazia e mediazione e lasciando le popolazioni civili dentro una guerra che rischia di diventare permanente

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