Tema

Fascismo

lunedì 29 Ottobre 2018

L’OLTRAGGIO DI PREDAPPIO

L’ultimo affronto alla legalità e alla memoria democratica. Le responsabilità di chi non ha tutelato il rispetto delle norme. L’ANPI manifesta nella cittadina romagnola per ricordare quando, il 28 ottobre 1944, fu liberata dal nazifascismo, per la verità storica a fronte delle menzogne dei seguaci del duce, e annuncia una denuncia all’autorità giudiziaria

venerdì 26 Ottobre 2018

Gonars: una finestra sul lager

A Udine (Palazzo Morpurgo) “1942-43: la Storia che ci ri-guarda”, una mostra sul campo di concentramento, a cura di Monica Emmanuelli, Paola Bristot e Marco Pasian, realizzata dall’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione e dall’associazione VivaComix, con il Comune di Udine, Udine Musei, il Muzej Novejše Zgodovine Slovenije, il Centro medico Coram e con il contributo della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia

venerdì 26 Ottobre 2018

Essere memoria: il senso della vita

L’intervento di don Pierluigi Di Piazza il 15 settembre a Pagnacco (Udine): “Vivere nel nostro impegno quotidiano nei vari ambiti e situazioni gli insegnamenti della Resistenza, resistendo oggi a tutte quelle mentalità e situazioni che tendono a sfuocarli, a sminuirli, peggio a dimenticarli, in questo momento di degrado di umanità”

mercoledì 17 Ottobre 2018

Top secret: la persecuzione degli ebrei a Roma

Il rapporto segreto del 15 novembre 1943, di Ugo Foà, presidente della Comunità israelitica capitolina, scampato alla deportazione. I giorni prima del rastrellamento del 16 ottobre, l’estorsione nazista di 50 kg d’oro alla Comunità romana e il saccheggio di due biblioteche con antichissimi documenti dell’ebraismo italiano. La complicità delle autorità fasciste.

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Numero 166 Anno

Leggi il numero 166

Tutti i numeri

Patria Indipendente, il periodico antifascista con aggiornamenti quotidiani.

Leggi anche

Come si assolve un Ministro dell’Interno

La decisione della Cassazione, che ha respinto il ricorso della Procura di Palermo sulla vicenda della nave Open Arms, è stata accolta con un coro unanime di soddisfazione. Ma è stata una buona sentenza? Per capirne a fondo i termini giuridici ricostruiamo i passaggi processuali e la cronologia dei fatti. Quello che è certo è che Salvini, allora al Viminale, non ha fatto il suo dovere, anche se in buona compagnia. L’Italia non era infatti il solo Paese obbligato a concedere il Pos (Place of Safety, Punto di Sbarco Sicuro). Tutta l’Europa non ne esce bene. Quella UE che si rimpallava il dovere di accogliere portava già in sé i germi della deriva xenofoba. Ma il vulnus più grave è l’aver ritenuta utilizzabile per le operazioni di salvataggio la zona Sar libica così da sentirsi autorizzati a non intervenire, ammettendo in linea di principio che i migranti debbano essere restituiti alla Libia. Rimandandoli nell’orrore

“Quando ricominciammo a vivere. Dalla storia alla street art”, lo speciale cartaceo di Patria 2026

Newsletter

Iscriviti alla newsletter e resta informato: ricevi ogni due settimane gli articoli di Patria Indipendente direttamente nella tua casella di posta.

Iscriviti ora